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Discussione: Miti E Leggende

  1. #1
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    Predefinito Miti E Leggende

    Qualche giorno fa leggevo l'edizione europea del magazine "Fortune".

    Nell' ultimo numero viene riportata la classifica delle prime 500 aziende del mondo per l'anno 2006.

    Ebbene, analizzando il tutto, mi sono reso conto di come certa propaganda alimentata dai soliti "giornalai" puo facilmente deformare la realta piegandola alle esigenze di certi individui.

    Ma andiamo subito ai fatti.

    Le prime 500 aziende del mondo totalizzano un fatturato per l'anno 2006 di 20.900 miliardi di dollari (!!), profitti per 1.529 miliardi di $ e hanno una forza lavoro complessiva di circa 52 milioni di unita.

    In sostanza confrontando il fatturato con il pil mondiale possiamo dire che le prime 500 aziende producono la meta circa della ricchezza mondiale.

    Per quando riguarda la nazionalita ben 162 gruppi sono americani (7.338 miliardi di $ il fatturato), 67 giapponesi (2.407 miliardi $),
    37 tedeschi (1.836), 38 francesi (1810), 33 britannici (1544), 24 cinesi (838), 10 italiani (504), 4 russi (176), 8 australiani (188), 16 canadesi (341).....etc.

    Nella classifica vengono riportate tutte quelle aziende che hanno come minimo un fatturato prossimo ai 15 miliardi di dollari. Per la cronaca il gruppo piu "piccolo" la 500a è la canadese Bombardier con 14,88 miliardi di $, mentre quella piu grande l'americana
    Wall Mart con 351 miliardi dollari.

    Dopo aver studiato le varie tabelle, potevo non incominciare a ragionare sui vari teoremi "da fine del mondo" fin qui avanzati da Blondet e soci ? Certo che si!!!

    ECCO IL MIO PUNTO DI VISTA.

    La Cina è presente nella classifica con 24 societa che totalizzano 838 miliardi di dollari. Un risultato niente male, diranno alcuni.

    Ma la realta è molto diversa.

    Infatti se consideriamo le SOLE AZIENDE MANIFATTURIERE, intese cioe come gruppi che producono cose che si toccano con mano, viene fuori che i cinesi VANTANO APPENA 4 CORPORATION.

    Si tratta di 2 aziende mettallurgiche (Baosteel e China Minmetals) e due gruppi nel settore auto (China Faw e Shangay Automotive).

    Il resto sono banche (4 gruppi), aziende di costruzioni (3), assicurativi (1), petrolifere (2), telecom (2), retail (1), e il resto utilities e servizi (7).

    Se si fa il confronto con gli USA, la cina ne esce molto ridimensionata.
    Infatti su 162 gruppi, gli States vantano 56 aziende manifatturiere. Nel dettaglio: 6 nella difesa, 3 nella chimica, 3 software, 5 hardware, 4 elettronica di consumo, 5 agro-alimentari, 2 produttori di carta, 3 di macchine utensili, 2 metallurgiche, 7 nel settore auto, 2 produttori di cellulari e network, 7 farmaceutici, 1 semiconduttori, 1 abbigliamento sportivo, 2 bevante, 1 tabacco.

    DALLA CLASSIFICA ESCLUDO BANCHE, OIL COMPANY, ASSICURAZIONI, UTILITIES, RETAILERS, SERVIZI.......

    Questi 56 gruppi totalizzano circa 2100 miliardi di dollari di fatturato, contro 76,1 dei cinesi.

    Il confronto con la Russia è a dir poco stupefacente.
    I russi contano appena 4 aziende in classifica generale e NESSUNA E' UN INDUSTRIA MANIFATTURIERA!!
    Gazprom, Lukoil, Rosneft e Surgutneftegas sono tutte oil/gas company.

    In altri termini questa classifica smentisce qualora ce ne fosse bisogno la tesi cara a tanti "esperti" che l'economia USA sia una realta virtuale fondata su alchimie finanziarie e debiti!!

  2. #2
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    In altri termini questa classifica smentisce qualora ce ne fosse bisogno la tesi cara a tanti "esperti" che l'economia USA sia una realta virtuale fondata su alchimie finanziarie e debiti!!
    Solo uno sciocco arriverebbe a una conclusione del genere, l'economia cinese impiegherà ancora molto tempo per colmare il gap che esiste con quella statunitense ma chiudere gli occhi di fronte alla realtà è un'altra cosa: oggi in Cina ci sono oltre 2mila miliardi di dollari di depositi bancari + 1300 miliardi di dollari di riserve valutarie alla ricerca di impieghi alternativi e redditizi.
    Lo sviluppo economico interno sta portando la Cina a cercare oltre confine i fattori di produzione mancanti: ha e avrà sempre + necessità di assicurarsi materie prime e risorse energetiche che le mancano.
    Ma ci sono anche altri fattori: l'abbondante licquidità causata dai forti profitti aziendali che spinge i manager a cercare soluzioni alternative, la possibilità di acquisire istituti di ricerca o aziende detentrici di know how da importare, la volontà di costituire marchi noti ecc..diamo tempo al tempo perchè l'ingresso della Cina (in primis, con il tempo sarà seguita a ruota) nel mercato mondiale di beni e servizi comporterà un riassetto turbolento del baricentro economico mondiale

  3. #3
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    Vero, ma è un po' come chiedersi che tempo farà a Marzo dell'anno prossimo... Diffilmente si può prevedere il futuro con così tante variabili. Bisogna vedere cosa accadrà nei prossimi 20 anni, ad esempio, all'industria basata sul petrolio e chi avrà la forza di poterla convertire. Ad esempio, i sostenitori dei biocombustibili, del vento e del sole, dimenticano che le decine di migliaia di aerei che solcano i cieli mondiali vanno a cherosene, e non c'è ad oggi un combustibile sostitutivo, a meno di riprogettare i motori aerei per le celle a combustibile, tecnologia non proprio low cost. E' quindi difficilmente prevedibile il futuro sia del blocco euroamericano che di quello asiatico dei prossimi cinquant'anni.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio

    Per quando riguarda la nazionalita ben 162 gruppi sono americani
    Quale criterio è stato usato per stabilire la nazionalità?
    la sede legale?
    la maggiorparte di tasse pagate?
    la nazionalità degli azionisti?
    il mercato geografico?

  5. #5
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    Quale criterio è stato usato per stabilire la nazionalità?
    la sede legale?
    la maggiorparte di tasse pagate?
    la nazionalità degli azionisti?
    il mercato geografico?
    I principali azionisti e la maggior parte della forza lavoro, ad esempio.

  6. #6
    SatanFascista
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    I principali azionisti e la maggior parte della forza lavoro, ad esempio.
    Bene , adesso confrontiamo la classifica Fortune del 2006 con quelle degli ultimi 20 anni e vediamo il trend...
    scommettiamo che andando indietro nel tempo c'erano più americane?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Maulbersch Visualizza Messaggio
    I motori attuali da aereo potrebbero gia' da subito essere alimentati con olio vegetale senza bisogno di particolari modifiche...

    Maulbersch
    Assolutamente falso, il cherosene ha un potere energetico 4 volte superiore e pesa almeno la metà, bisognerebbe riprogettare daccapo gli aeromobili partendo dalla struttura.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Io Robert Visualizza Messaggio
    Bene , adesso confrontiamo la classifica Fortune del 2006 con quelle degli ultimi 20 anni e vediamo il trend...
    scommettiamo che andando indietro nel tempo c'erano più americane?
    accetterei la scommessa, perché il risultato non è poi così scontato, benché gli usa siano il primo paese per pil da molti anni, è da pochi che il divario è così ampio rispetto al secondo, che è la cina, che comunque dal 2000 al 2007 si è moltiplicato di 8 volte (OTTO VOLTE!!!!) . Il dato, però più importante non è il PIL (il brasile è nono subito dietro allItalia, ma non è certo un paese ricco) ma il PIL pro-capite, che credo sia più indicativo. GLi Usa sono terzi, dietro lussemburgo e norvegia (dieci anni fa erano secondi) e l'Italia è passata dal 17° posto del 1998 al 21° di quest'anno. La Cina dal 1998 ad oggi, nonostante il balzo del pil da un miliardo e mezzo di dollari a oltre nove, è rimasta intorno all'87a posizione... a parità di potere d'acquisto, mentre con il calcolo brutale scivolerebbe al 110° posto (gli USA ottavi, l'Italia recupererebbe una posizione, indice del fatto che noi abbiamo una vita molto più cara di quello che potremmo permetterci).
    Premesso questo, lascio la parola agli economisti, che sicuramente ne sanno molto più di me e di voi.

  9. #9
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    Qua si parte subito per la tangente.....

    Con il mio articolo voglio semplicemente dimostrare che negli USA esiste un economia manifatturiera. Che la Cina nonostante la crescita cospiqua degli ultimi 10 anni non ha un economia cosi competitiva, visto che mancano grandi aziende con un brand riconosciuto.

    I dati di "Fortune" ci dicono che ad esempio che se si fa il confronto tra numero di aziende prodruttrici e non produttrici all'intero di ciascun paese, il Giappone ha un industria manifatturiera ancora piu corposa degli USA.

    Quindi il miracolo Cina non è cosi splendito come molti lo dipingono

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    Qua si parte subito per la tangente.....

    Con il mio articolo voglio semplicemente dimostrare che negli USA esiste un economia manifatturiera. Che la Cina nonostante la crescita cospiqua degli ultimi 10 anni non ha un economia cosi competitiva, visto che mancano grandi aziende con un brand riconosciuto.

    I dati di "Fortune" ci dicono che ad esempio che se si fa il confronto tra numero di aziende prodruttrici e non produttrici all'intero di ciascun paese, il Giappone ha un industria manifatturiera ancora piu corposa degli USA.

    Quindi il miracolo Cina non è cosi splendito come molti lo dipingono
    E' in parte vero, come è vero che se la cina cresce di così tanto è perché fino ad oggi è rimasta indietro, figlia di un sistema sociale, culturale ed economico inefficace ed inefficiente, oltre che alla ricerca autarchica dei governi precedenti.
    La Cina è destinata, fisiologicamente, a rallentare quando si troverà a dover combattere con le problematiche che hanno affrontato via via tutti i paesi emergenti, e allora si vedrà se la crescita del dragone è strutturale o meno, e se reggerà al peso industriale. E' mia opinione che la CIna crescerà così per altri dieci anni, rallentando sempre più fino a raggiungere gli standard di crescita dei paesi occidentali, ma in questi dieci anni ci saranno profondi cambiamenti all'interno della Repubblica Popolare.
    Quanto agli USA, ancora saranno la prima potenza economica per molto tempo, non ci sono presupposti per un collasso né per una decrescita. Hanno superato la bolla della new economy, l'11 settembre, due guerre e il raffreddamento dei rapporti con più di mezzo mondo, nonostante i danni dei Repubblicani all'estero, gli Stati Uniti continuano a crescere, ed è una crescita strutturale.

 

 
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