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  1. #11
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    Il contribuente ha l'obbligo di dichiarare il reddito vero e non ha nessun obbligo di adeguarsi al livello di congruità indicato negli studi di settore: la condizione di non congruità non implica un accertamento automatico. Lo chiarisce, in una nota, il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco, specificando che sono in arrivo simulazioni su oltre 200 studi di settore chiesti agli uffici. Annunciata anche per la prossima settimana una circolare sulle condizioni di marginalità, per identificare le imprese in condizioni di anormalità rispetto agli indicatori degli studi di settore, a integrazione delle indicazioni fornite con la circolare 22 maggio 2007 n. 31.
    Il vice ministro ha ribadito che gli studi di settore non sono una minimum tax, ma uno strumento di ausilio per l'autodichiarazione dei redditi e si supporto agli uffici delle Entrate per l'accertamento. La nota ribadisce che è prassi consolidata dell'Agenzia tener conto delle evoluzioni nell'elaborazione degli studi di settore tra dichiarazione e controllo, se più favorevoli al contribuente. Dunque, visto che nel triennio 2007-2009 saranno revisionati tutti gli studi di settore, nei controlli delle dichiarazioni del 2007, effettuati a partire dal 2008, viene annunciata la possibilità di applicare gli studi revisionati, se più favorevoli al contribuente.
    Viene, inoltre, ricordato che la scadenza ordinaria per il versamento delle imposte (18 giugno) è stata posticipata di 20 giorni per chi applica gli studi di settore, con lo scopo di consentire a contribuenti e intermediari di applicare correttamente la nuova normativa sugli studi di settore.
    Nella nota viene anche ribadito che il livello di congruità degli studi di settore «non è frutto di improvvisazioni arbitrarie, ma è calcolato sulla base dei dati delle dichiarazioni dei contribuenti in condizioni di normalità». In base alle simulazioni effettuate dai tecnici delle Entrate l'applicazione degli indicatori di normalità economica comporta l'incremento medio dei ricavi di congruità dell'8.7 per cento. Gli indicatori di normalità economica, precisa la nota, sono finalizzati a contrastare comportamenti fraudolenti favoriti dalla stagione dei condoni come il gonfiamento dei magazzini, la sottodichiarazione del valore dei beni strumentali, la manipolazione dei costi. Comportamenti che di fatto hanno danneggiato gli onesti. Questi indicatori, inoltre, hanno effetti variabili nei settori, ma risultano incisivi soprattutto in settori e territori dove è emersa una maggiore evidenza empirica di comportamenti scorretti.

  2. #12
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    Sperimentazione
    L'ordine del giorno impegna il Governo Prodi a interpretare in senso «sperimentale» i nuovi indicatori di normalità previsti dalla Finanziaria 2007. Questi indici servono a far emergere situazioni di evasione o elusione fiscale calcolando i ricavi presunti di imprese e professionisti sottoposti agli studi di settore (circa 4 milioni) sulla base di specifici parametri economici dell'attività (dalla rotazione dei magazzini al valore aggiunto per addetto). L'applicazione di questi indici di normalità economica, accusati di far aumentare indiscriminatamente i livelli dei ricavi, dovrebbe essere sospesa per il 2007 in attesa della revisione degli studi di settore programmata nel 2008

    Le imprese esonerate
    L'odg, inoltre, punta all'emanazione di una circolare diretta a identificare con più precisione le situazioni di «marginalità» economica, caratterizzate da peculiari condizioni che consentono la disapplicazione degli studi (la marginalità potrebbe interessare 500mila imprese)

    Il contraddittorio
    Infine, si invita il Governo, come peraltro, già annunciato dalla stessa amministrazione finanziaria, a consentire il pagamento delle imposte entro il 9 luglio senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40% per tutti i contribuenti soggetti agli studi e ad assumere provvedimenti per migliorare il contradditorio fra questi ultimi e gli uffici territoriali delle Entrate

  3. #13
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    A pochi giorni dalla scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta 2006, quasi 650.000 lavoratori autonomi (pari al 17 per cento del totale dei contribuenti) che hanno subito la revisione degli studi di settore, si troveranno un aumento medio di 3.000 euro di tasse da versare all’erario. Lo denuncia l’ufficio studi della Cgia di Mestre, l’associazione guidata da Giuseppe Bortolussi (nella foto). Le principali categorie economiche interessate da questa novità fiscale sono gli edili, i dipintori, i calzolai, i macellai, gli agenti immobiliari, i produttori di gomma e cosmetici, le autodemolizioni. Di questi, ricordano dalla Cgia, oltre il 70 per cento lavora da solo. Il motivo? Semplice. Secondo gli artigiani mestrini l’amministrazione finanziaria ha reso molto più stringenti gli effetti degli studi su queste categorie, chiedendo a loro ricavi più elevati e conseguentemente imposte più alte da versare allo Stato.

    Edili, dipintori, calzolai, macellai, agenti immobiliari, produttori di gomma e cosmetici, autodemolitori. Una folla neanche tanto piccola di lavoratori autonomi che hanno subito la revisione degli studi di settore, quasi 650mila, pari al 17% del totale dei contribuenti, scopre improvvisamente di dover versare all’erario 3000 euro di tasse in più a pochi giorni dalla scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta 2006. La Cgia di Mestre segnala questa allarmante novità sottolinenando il fatto che di questi contribuenti oltre il 70% lavora da solo e spiegandone compiutamente i motivi. Secondo gli artigiani mestrini, infatti, l’Amministrazione finanziaria ha reso molto più stringenti gli effetti degli studi su queste categorie, chiedendo a loro ricavi più elevati e conseguentemente imposte più alte da versare allo Stato. Ma le cose non andranno di certo meglio anche per gli altri contribuenti soggetti agli studi di settore. “Grazie” all’introduzione degli indici di normalità, gli degli studi di settore sono diventati molto più pretenziosi e, secondo la Cgia, si stima che la percentuale di soggetti congrui, ovvero rispondenti in prima istanza alle esigenze economiche avanzate dal fisco, scenderà dal 70% (valore riferito all’anno di imposta 2005) al 50%.

    “Appare evidente – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – che è in atto una grande operazione di cassa. Si chiede agli autonomi di pagare di più anche se non hanno guadagnato, partendo dal principio che in queste categorie dilaga l’evasione fiscale. Non capiscono, invece, che stanno mettendo a repentaglio centinaia e centinaia di migliaia di micro aziende che rischiano di dover chiudere e tuffarsi nell’illegalità”. Lo stesso Bortolussi, peraltro, aveva evidenziato soltanto pochi giorni fa l’evidente incostituzionalità degli studi di settore, annunciando mobilitazioni e iniziative per denunciare l’anomalia. “Gli studi di settore sono in palese violazione dell’articolo 53 della Costituzione italiana, per questo ricorreremo in molte Commissioni Tributarie provinciali sollevando l’eccezione di incostituzionalità”. La questione sta diventando sempre più pesante economicamente per milioni di partite iva italiane, perché con la Finanziaria 2007 il Governo Prodi ha deciso di rendere ancor più stringenti gli studi di settore prevedendo un aumento di gettito pari a 3 miliardi di euro. “Tutto questo – prosegue Bortolussi – indipendentemente dal fatto che il lavoratore autonomo abbia registrato o meno i maggiori ricavi richiesti dal fisco”.

    L’articolo 53 della Costituzione italiana, ricordano nella nota dalla Cgia di Mestre, stabilisce che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” “Ebbene – conclude Bortolussi - con questi studi di settore indipendentemente dalla tua capacità di reddito l’Amministrazione finanziaria stabilisce statisticamente a tavolino i tuoi ricavi e conseguentemente quante tasse devi pagare. Questo in palese violazione dell’articolo 53 della Costituzione. Per questo riteniamo che questa situazione non è più accettabile visto che gli aumenti che vengono pretesi con la Finanziaria 2007 trovano una giustificazione solo attraverso il pregiudizio ideologico che li ispira. Ovvero, che gli autonomi sono un popolo di evasori fiscali”. La Cgia di Mestre ha messo in agenda un incontro pubblico martedì prossimo sugli studi di settore, ma di certo la mobilitazione non si fermerà qui.
    http://www.finanzaworld.it/blog/ital...udi-di-settore

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    I soliti massimalisti buoni solo a lamentarsi.
    Invece ha ragione, il sistema degli studi di settore (al quale sono sottoposto anch'io) è un assurdo, e non sta al cittadino proporre un'alternativa, ma allo stato. Come fanno negli altri paesi, dove gli studi di settore non ci sono?

  5. #15
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    Ho letto i commenti molto istruttivi proposti e concordo che gli studi di settore sono incostituzionali. Lo stato non può "obbligare" ad ottenere un certo reddito senza garantirlo sui stesso. Se "obbliga" deve anche accollarsi gli oneri (in pratica, o assunzione o garanzia di commesse minime statali) derivanti. Non ho nulla in contrario, anzi, allo Stato imprenditore, ma non ci sono diritti senza doveri. Siamo in presenza di un caso lampante dell' inadeguatezza dell' attuale sistema economico basato sulla responsabilità individuale, in pratica sulla legge della giungla della "libera" economia di mercato. O si danno tutte le libertà al singolo (ma non sempre funziona...), o lo Stato pretende il contributo alla collettività, ma offre in cambio una sicurezza minima, almeno del reddito vitale. Quanto avviene oggi è pura estorsione.

  6. #16
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    Il male di questo governo è che parte dal principio che il nostro sia un popolo "inferiore" moralmente rispetto ad altri popoli. Ad esempio quelli del nord Europa.

    Non gli passa neppure per la mente che se c'è più evasione rispetto agli altri paesi è perchè in Italia chi si impegna non viene ricompensato minimamente. Ne dal punto di vista economico ne dal punto di vista di "una pacca sulla spalla ogni tanto".

    Non ho mai sentito un politico dire: "Dobbiamo ringraziare quelle persone che lavorano tanto ed onestamente". Ma cosa pensano che è solo Montezemolo che manda avanti il paese?
    Forse se ci fosse qualche politico che nella vita ha lavorato, avrebbe maggior rispetto dei soldi e dell' impegno degli altri.

  7. #17
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    Chi li ha inventati gli studi di settore e perché nei 5 anni con Tremonti alla guida dell'economia andavano bene?

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    Come fanno negli altri paesi, dove gli studi di settore non ci sono?
    Accertamenti feroci sul reddito reale, sistema sanitario non gratuito, politici pagati molto meno (e meno politici), niente sottobosco politico, consulenze alle istituzioni ridotte al minimo. (parlo di Austria, Germania, Francia).
    In Scandinavia: Stato imprenditore con moltissimi dipendenti, paghe in genere basse rispetto al costo della vita, tassazione solo sul reddito reale, ma sostanziosa, niente "popolo delle partite IVA fasulle" (quelle per mascherare una disoccupazione de facto).
    Date un' occhiata al registro imprese di Kopenhagen e ne troverete al massimo 500.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    Il contribuente ha l'obbligo di dichiarare il reddito vero e non ha nessun obbligo di adeguarsi al livello di congruità indicato negli studi di settore: la condizione di non congruità non implica un accertamento automatico. Lo chiarisce, in una nota, il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco, specificando che sono in arrivo simulazioni su oltre 200 studi di settore chiesti agli uffici. Annunciata anche per la prossima settimana una circolare sulle condizioni di marginalità, per identificare le imprese in condizioni di anormalità rispetto agli indicatori degli studi di settore, a integrazione delle indicazioni fornite con la circolare 22 maggio 2007 n. 31.
    Il vice ministro ha ribadito che gli studi di settore non sono una minimum tax, ma uno strumento di ausilio per l'autodichiarazione dei redditi e si supporto agli uffici delle Entrate per l'accertamento. La nota ribadisce che è prassi consolidata dell'Agenzia tener conto delle evoluzioni nell'elaborazione degli studi di settore tra dichiarazione e controllo, se più favorevoli al contribuente. Dunque, visto che nel triennio 2007-2009 saranno revisionati tutti gli studi di settore, nei controlli delle dichiarazioni del 2007, effettuati a partire dal 2008, viene annunciata la possibilità di applicare gli studi revisionati, se più favorevoli al contribuente.
    Viene, inoltre, ricordato che la scadenza ordinaria per il versamento delle imposte (18 giugno) è stata posticipata di 20 giorni per chi applica gli studi di settore, con lo scopo di consentire a contribuenti e intermediari di applicare correttamente la nuova normativa sugli studi di settore.
    Nella nota viene anche ribadito che il livello di congruità degli studi di settore «non è frutto di improvvisazioni arbitrarie, ma è calcolato sulla base dei dati delle dichiarazioni dei contribuenti in condizioni di normalità». In base alle simulazioni effettuate dai tecnici delle Entrate l'applicazione degli indicatori di normalità economica comporta l'incremento medio dei ricavi di congruità dell'8.7 per cento. Gli indicatori di normalità economica, precisa la nota, sono finalizzati a contrastare comportamenti fraudolenti favoriti dalla stagione dei condoni come il gonfiamento dei magazzini, la sottodichiarazione del valore dei beni strumentali, la manipolazione dei costi. Comportamenti che di fatto hanno danneggiato gli onesti. Questi indicatori, inoltre, hanno effetti variabili nei settori, ma risultano incisivi soprattutto in settori e territori dove è emersa una maggiore evidenza empirica di comportamenti scorretti.

    e' che loro vorrebbero fossero non una MINIMUM tax ma una INFIMUN tax , meglio se negativa!
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    e' che loro vorrebbero fossero non una MINIMUM tax ma una INFIMUN tax , meglio se negativa!
    Inutile fare battute, la tassazion3e deve essere sul reddito reale, non su quello presunto.

 

 
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