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  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Zena no ghe semo capìi..

    La gente (impressione mia per carità...) in questo periodo aveva a cuore queste questioni. Semplicemente l'indipendentismo lo ha ritenuto troppo distante o irrealizzabile. La sicurezza e le tasse invece sono questioni molto più prossime e sentite. E la gente ha premiato chi da sempe batte queste cose. Altrimenti non si spiega l'avanzare parallelo alla Lega di FI.


    Poi è chiaro che l'indipendenza è un metodo per ottenere queste cose, noi lo sappismo. Ma penso che molti elettori questo collegamento non l'abbiano fatto.
    In altre parti d'Europa lo fanno. Il compito della Lega era quello di far si che la gente facesse questo semplice collegamento.
    Anche perchè una questione può essere prossima e sentita, ma se non si spiega il "come" la si vuole affrontare non si capisce come distinguere il fumo dall'arrosto.

    E' vero che l'indipendenza è un tema delicato, però lo stesso federalismo è stato gestito in modo pessimo, ridotto a un incomprensibile fatto istituzionale.
    E non si tratta di un caso. Il problema è che manca un orizzonte culturale simile a quello catalano, scozzese etc. Manca una cultura politica.
    La Lega ha sempre vissuto sul carisma di Bossi, che non ha mai voluto lavorare al proprio auto-superamento. Va da sé che l'egolatria non porta da nessuna parte, e sebbene i voti populisti siano un serbatoio piccolo ma solido di consensi, è altresì vero che non conducono da nessuna parte.

    E' un peccato che sia finita così, perchè a tenere la barra dritta, a lavorare sulla buona amministrazione senza contarminarsi con il sistema romano-italico e ad investire in cultura, oggi vi sarebbero autostrade per un movimento come la Lega Nord.

    Servivano solo serietà, pazienza, coerenza, rettitudine.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    La Lega ha sempre vissuto sul carisma di Bossi, che non ha mai voluto lavorare al proprio auto-superamento. Va da sé che l'egolatria non porta da nessuna parte, e sebbene i voti populisti siano un serbatoio piccolo ma solido di consensi, è altresì vero che non conducono da nessuna parte.

    E' un peccato che sia finita così, perchè a tenere la barra dritta, a lavorare sulla buona amministrazione senza contarminarsi con il sistema romano-italico e ad investire in cultura, oggi vi sarebbero autostrade per un movimento come la Lega Nord.

    Servivano solo serietà, pazienza, coerenza, rettitudine.
    verissimo! l'indipendenza dal sistema partitocratico centrale, le battaglie fiscali e la difesa delle differenze linguistico-culturali sono i pilastri fondamentali di qualsiasi movimento indipendentista/autonomista

  3. #13
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    verissimo! l'indipendenza dal sistema partitocratico centrale, le battaglie fiscali e la difesa delle differenze linguistico-culturali sono i pilastri fondamentali di qualsiasi movimento indipendentista/autonomista
    Come continuo a dire, spero ci sia di più.

    L'italia è un paese il cui ordinamento e le cui leggi sono tagliate su misura per la mentalità e cultura statalista, levantina, oscurantista, centralista, oppressiva, illiberale, piagnona, clientelista, saprofita (e da maschio padrone, by the way) dei meridionali d'italia. Parlo di aspetti culturali, non razziali, anche se solo il cielo sa se le due cose non siano in parte connesse.

    La nostra rivoluzione per riuscire non può limitarsi a trasferire il potere centralista, opprimente, clientelare etc. da roma a Galan, o da roma a Formigoni, o da roma a Bresso.

    Dobbiamo cambiare registro. Puntare su un'organizzazione centrifuga della cosa pubblica, che parta dai comuni e dalle realtà comunitarie locali, e che mantenga il potere nelle mani dei cittadini.

    Se riusciamo in questo non esisterà alcuno stato centrale. Esisteranno soltanto uno o più stati federali, solo se così decideranno, e soltanto nei termini decisi autonomamente dai cittadini dei territori federati.

    E' una rivoluzione di pensiero che non riesce facile al popolo padanista che ha in gran parte radici fascisteggianti o comunque autoritarie. Bossi ha cominciato a parlare di federalismo quando Miglio gli ha spiegato cos'era. Possiamo vincere solo se effettuiamo questa equazione:

    FEDERALISMO = SOVRANITA' DEI CITTADINI SUGLI ELETTI.

    A quel punto non starà a noi decidere chi si aggrega e si federa con chi altro. Lo decideranno i cittadini elettori.

    Per favore se non siete d'accordo contestate ma non ignorate questo post.

    Grazie.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Come continuo a dire, spero ci sia di più.

    L'italia è un paese il cui ordinamento e le cui leggi sono tagliate su misura per la mentalità e cultura statalista, levantina, oscurantista, centralista, oppressiva, illiberale, piagnona, clientelista, saprofita (e da maschio padrone, by the way) dei meridionali d'italia. Parlo di aspetti culturali, non razziali, anche se solo il cielo sa se le due cose non siano in parte connesse.

    La nostra rivoluzione per riuscire non può limitarsi a trasferire il potere centralista, opprimente, clientelare etc. da roma a Galan, o da roma a Formigoni, o da roma a Bresso.

    Dobbiamo cambiare registro. Puntare su un'organizzazione centrifuga della cosa pubblica, che parta dai comuni e dalle realtà comunitarie locali, e che mantenga il potere nelle mani dei cittadini.

    Se riusciamo in questo non esisterà alcuno stato centrale. Esisteranno soltanto uno o più stati federali, solo se così decideranno, e soltanto nei termini decisi autonomamente dai cittadini dei territori federati.

    E' una rivoluzione di pensiero che non riesce facile al popolo padanista che ha in gran parte radici fascisteggianti o comunque autoritarie. Bossi ha cominciato a parlare di federalismo quando Miglio gli ha spiegato cos'era. Possiamo vincere solo se effettuiamo questa equazione:

    FEDERALISMO = SOVRANITA' DEI CITTADINI SUGLI ELETTI.

    A quel punto non starà a noi decidere chi si aggrega e si federa con chi altro. Lo decideranno i cittadini elettori.

    Per favore se non siete d'accordo contestate ma non ignorate questo post.

    Grazie.
    Corretto, ma sovranità dei cittadini sugli eletti non vuol dire federalismo. Vuol dire democrazia. Perchè la democrazia diventi federale, cioè sistema basato su un patto conveniente e condiviso fra aggregati socio-economici-culturali, bisogna capire quali sono questi aggregati.

    Ed è qui che casca l'asino padanista, perchè da un lato è evidente che serve comunione di intenti del Nord, dall'altro ognuno è geloso della propria "heimat".

    Come se non bastasse, la mentalità più radicata al Nord è questa: la Padania altro non è che la vera Italia, quella da mostrare al mondo, quella buona e giusta. Il padano medio sogna questo: un' Italia con capitale al Nord (o quantomeno al centro-nord) e priva, per decreto d'espulsione, delle aree ad alta densità mafiosa, cioè del profondo sud.

    Sono convinto che un movimento che cavalcasse l'autodeterminazione dell'Italia dal familismo a-morale attraverso una nemesi padana (e quindi produttivista) e un federalismo basato su parametri oggettivi similmente a quanto accade per l'Unione Europea (dove se non rispetti certe regole sei fuori, almeno in teoria) riscuoterebbe molto successo.

  5. #15
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    ti contesto: ci può essere una sedicente democrazia in totale assenza di sovranità popolare. Si tratta della democrazia rappresentativa, che è una forma minore di democrazia, e si presta a tutte le degenerazioni possibili.

    Nella vicina Svizzera c'è democrazia diretta, o delega limitata e reversibile alla classe dirigente, che non detiene MAI la quota maggiore di sovranità, ed è soggetta a revoca del mandato e alla tassatività delle decisioni prese dalla maggioranza dei cittadini attraverso il referendum legislativo.

    Questo E' federalismo. Eccome. E' l'unico vero federalismo, perché pone in primo piano i cittadini e le comunità, e in secondo piano le istituzioni, viste come servitrici del cittadino.

    Nessuno stato REALMENTE federale potrà mai legiferare contro o nonostante i cittadini. Nessuno stato federale potrà CONTINUARE AD ESISTERE contro o nonostante i cittadini.

    Questo è IL federalismo. Una cosa di cui i leghisti fingono di ignorare l'esistenza.

    Se non è una rivoluzione questa... specialmente in questo paese immondo.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Come se non bastasse, la mentalità più radicata al Nord è questa: la Padania altro non è che la vera Italia, quella da mostrare al mondo, quella buona e giusta. Il padano medio sogna questo: un' Italia con capitale al Nord (o quantomeno al centro-nord) e priva, per decreto d'espulsione, delle aree ad alta densità mafiosa, cioè del profondo sud.

    Sono convinto che un movimento che cavalcasse l'autodeterminazione dell'Italia dal familismo a-morale attraverso una nemesi padana (e quindi produttivista) e un federalismo basato su parametri oggettivi similmente a quanto accade per l'Unione Europea (dove se non rispetti certe regole sei fuori, almeno in teoria) riscuoterebbe molto successo.
    concordo con te, ma sarebbe un successo effimero se non cambiassero radicalmente le regole del gioco (vedi sopra). L'unione europea è una mezza confederazione tra paesi in cui vigono le regole più disparate.

    Io spero in un sistema federale, nel quale, nel rispetto delle differenze storiche, culturali etc. tra le comunità aderenti, valga una sola regola per tutti:

    Il cittadino detiene la quota maggiore della sovranità, che esercita a maggioranza. La classe dirigente serve i cittadini e risponde ad essi, essendo sottoposta a revocabilità del mandato. La volontà della maggioranza dei cittadini prevale sempre sulle decisioni della classe dirigente, grazie agli strumenti della democrazia diretta, in primis il referendum legislativo di iniziativa, revisione, abrogazione.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    ti contesto: ci può essere una sedicente democrazia in totale assenza di sovranità popolare. Si tratta della democrazia rappresentativa, che è una forma minore di democrazia, e si presta a tutte le degenerazioni possibili.

    Nella vicina Svizzera c'è democrazia diretta, o delega limitata e reversibile alla classe dirigente, che non detiene MAI la quota maggiore di sovranità, ed è soggetta a revoca del mandato e alla tassatività delle decisioni prese dalla maggioranza dei cittadini attraverso il referendum legislativo.

    Questo E' federalismo. Eccome. E' l'unico vero federalismo, perché pone in primo piano i cittadini e le comunità, e in secondo piano le istituzioni, viste come servitrici del cittadino.

    Nessuno stato REALMENTE federale potrà mai legiferare contro o nonostante i cittadini. Nessuno stato federale potrà CONTINUARE AD ESISTERE contro o nonostante i cittadini.

    Questo è IL federalismo. Una cosa di cui i leghisti fingono di ignorare l'esistenza.

    Se non è una rivoluzione questa... specialmente in questo paese immondo.
    Anche in un paese centralista si può estendere l'uso dell'istituto referendario. Si potrebbe infatti stabilire che ogni legge votata dal Parlamento (o da altri organi legislativi/deliberativi) debba essere ratificata dal voto popolare.
    E' vero che uno Stato federale passa attraverso il voto popolare, ossia il consenso dei cittadini di un cantone o di un lander alla creazione di una federazione (anche se il voto non si intende rivedibile), ma questo perchè mentre può esistere democrazia senza federalismo, non può esistere federalismo senza democrazia liberale.

    Per questo molti leghisti autoritaristi si contraddicono: perchè non si può essere federalisti e non democratici.

    Ma, ripeto, si può essere democratici senza essere federalisti. Se domani il mio comune proclamasse l'indipendenza, potremmo introdurre il referendum propositivo, potremmo vincolare ogni legge al voto popolare, ma difficilmente sentiremmo il bisogno di un organizzazione federale come quella vigente in Svizzera. E questo per una ragione: perchè non ve ne sarebbe bisogno. Il federalismo è uno strumento utile a valorizzare il pluralismo insito in una società politica. E' uno strumento di gestione della complessità laddove la complessità esiste. Per questo servirebbe qui in italia.

    Ma uno Stato non federale non è necessariamente uno Stato non democratico.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Ma, ripeto, si può essere democratici senza essere federalisti. Se domani il mio comune proclamasse l'indipendenza, potremmo introdurre il referendum propositivo, potremmo vincolare ogni legge al voto popolare, ma difficilmente sentiremmo il bisogno di un organizzazione federale come quella vigente in Svizzera.
    l'età dei comuni è finita. Purtroppo è irripetibile, per sopravvivere nel mondo contemporaneo ci vuole la massa critica necessaria a stare al passo coi tempi, a meno che il tuo comune non voglia diventare un paradiso fiscale o finanziario. Il sistema federale garantisce che l'aggregazione avvenga con al centro il cittadino e la comunità locale, non con al centro lo stato centrale. Lo stato federale esiste solo in quanto aggregazione di comunità.

    Le comunità possono eccome recedere da un'aggregazione federale. il contrario sarebbe la negazione dell'idea federalista, e anteporrebbe il potere dello stato federale alla libera autodeterminazione delle entità federate.

    Infine non credo possa esistere vera democrazia senza un'organizzazione federale dello stato. Forse in paesi, quali quelli scandinavi, in cui l'etica dei personaggi pubblici è infinitamente superiore alla nostra, ma non dalle nostre parti.

    Il federalismo è una garanzia contro noi stessi.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    l'età dei comuni è finita. Purtroppo è irripetibile, per sopravvivere nel mondo contemporaneo ci vuole la massa critica necessaria a stare al passo coi tempi, a meno che il tuo comune non voglia diventare un paradiso fiscale o finanziario. Il sistema federale garantisce che l'aggregazione avvenga con al centro il cittadino e la comunità locale, non con al centro lo stato centrale. Lo stato federale esiste solo in quanto aggregazione di comunità.

    Le comunità possono eccome recedere da un'aggregazione federale. il contrario sarebbe la negazione dell'idea federalista, e anteporrebbe il potere dello stato federale alla libera autodeterminazione delle entità federate.

    Infine non credo possa esistere vera democrazia senza un'organizzazione federale dello stato. Forse in paesi, quali quelli scandinavi, in cui l'etica dei personaggi pubblici è infinitamente superiore alla nostra, ma non dalle nostre parti.

    Il federalismo è una garanzia contro noi stessi.
    A San Marino non sarebbero d'accordo.

    Il mio, comunque, era un esempio per dire che il federalismo è un mezzo e non un fine.

    Diciamo che il federalismo sta alla democrazia come il Genoa alla serie A. La rende tutta un'altra cosa.

  10. #20
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    quando c'è Genoa Milan vengo giù così mi porti in curva tra i rossoblu

 

 
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