A posto![]()


A posto![]()


vedi la storia iniziale del partito bolscevico o quella del Partito Comunista d'Italia)
ferrando e grisolia.. come Lenin e Gramsci.. insomma
...
vai a dormire..vai..anzi..vai a studiare


io veramente parlo di unità dei comunisti..che è altra cosa..Ciò che intendi costruire tu con la fantomatica "unità a sinistra" non è altro che un partito socialdemocratico che prenda il posto di ciò che erano i Ds delle origini, e si candidi a frenare le lotte dei lavoratori e a "negoziarle" di fronte al grande capitale italiano, oggi per la maggior parte legato al neonato Partito Democratico.
per il resto...quello che scrivi è la solita solfa..dogmatica e schematica.. del gruppo legato a Ferrando..guarda la conosco molto bene..
quando io leggevo "Proposta - per la Rifondazione Comunista" tu forse neppure sapevi chi era Ferrando..
dice le stesse cose da sempre...il trotzkismo italiano è un fallimento totale..
credimi..non lo dico per provocare..conosco i personaggi


Scusami, non avevo letto la tua domanda. Di Stalin in sè non penso nulla in particolare: il culto della personalità lo lascio al PMLI. Penso che l'esperienza genericamente indicata come "stalinismo" (che non ho mai capito cosa sia in realtà, considerando che l'impianto teorico e pragmatico dei bolscevichi russi rimase quello marxista-leninista) sia stata densa di contraddizioni e, sicuramente, di errori, ma abbia apportato anche un importantissimo contributo alla storia e alla crescita del movimento comunista internazionale, tanto con i suoi errori quanto con i suoi meriti. La posizione dei CARC nei confronti di Stalin non è mai stata quella di un acritica venerazione; al contrario, abbiamo sempre sottolineato e sottolineiamo costantemente tanto gli errori teorici (vedi la convizione che dopo la sgm aveva Stalin di trovarsi di fronte ad un mondo capitalistico ormai in crisi quando era invece in netta ripresa) quanto quelli - conseguenti - pratici. Dal canto mio a Stalin imputo anche un'eccessiva burocratizzazione del Partito comunista e dello Stato e alcune discutibili scelte in fatto di politica interna ma, in definitiva, ritengo che il bilancio del periodo in cui fu segretario del PCUS sia positivo e penso che dati di fatto oggettivi come la vittoria contro l'invasore nazifascista e il vertiginoso sviluppo economico e sociale dell'URSS siano più che indicativi. In ogni caso, io tendo sempre ad evitare eccessive riflessioni storiche quando esse non sono strettamente legate e determinanti per la mia coscienza ed azione politica, pertanto tendo sempre a trascurare i dibattiti, le crociate apologetiche o denigratorie che, a volte con piglio decisamente isterico, si scatenano periodicamente su aspetti della storia del movimento comunista e in particolar modo su Stalin. Spero di essere stato esauriente.


Sei stato esauriente e ti esprimi anche molto bene...
...butti' li', tra le righe, la critica degli errori pratici di Stalin (meglio, dello Stalinismo)...
...secondo me quesa critica che tu solo abbozzi andrebbe esplosa e, sebbene contestualizzata, andrebbe presa come base per il rifiuto netto e drastico dell'esperienza stalinista...sicuramente affermare la necessità del suo superamento...
...e cio' non vuol dire abbandonare gli ideali ispiratori della nostra azione e del nostro essere comunisti, vuol dire solo costruire nuove fondamenta...sempre in avanti, sempre per il bene del proletariato, sempre a tendere verso una società piu' giusta...e piu' libera...
...invidio e ammiro, compagno, i tuoi 17 anni impeganti in questi percorsi....







