Ma nessuno prova vergogna?
19, giugno 2007
Abbiamo appreso che è bastata una protesta della Comunità ebraica e una
manifestazione di scalmanati, probabilmente gli stessi che, recentemente, a
Teramo hanno aggredito il prof. Moffa, per far sì che un Ministro della
Repubblica, costringesse il Magistrato militare di sorveglianza di turno a
revocare con decreto la decisione del Tribunale Militare che accordava a un
vecchio ultraottantenne, Erick Priebke, il permesso di lavorare fuori dalla
prigione in cui è rinchiuso a seguito del processo che lo ha condannato
all'ergastolo.
Quante volte abbiamo manifestato, ripetutamente in centinaia di migliaia per
la liberazione di condannati senza prove o con false prove, come nel caso
Valpreda?
Quante volte abbiamo protestato contro gli arresti domiciliari accordati
con mano larga a tangentisti, politici corrotti, ladri di regime, colti con
le mani nel sacco e rei confessi, ancora in età di sostenere la
carcerazione, e godenti di ottima salute fisica?
Nessun ministro si è precipitato a convocare il Giudice di sorveglianza per
revocare alcunché.
Nel caso di Priebke, già assolto nel passato, poi in seguito a pressioni
coordinate della lobby ebraica internazionale, arrestato, giudicato e
condannato per gli stessi fatti per cui era stato assolto, è bastato poco
per annullare una decisione del Tribunale a suo favore.
Se la giustizia militare, in qualche modo si è ravveduta, tardivamente, e,
in considerazione dell'età e della salute del condannato, ha accordato un
piccolo beneficio, non si può dire la stessa cosa dei nostri politici così
ossequienti verso tutto quello che è richiesta ebraica, sionista,
israeliana.
I politici margheritici-cattolici, i politici sionistri-pedemocratici e i
politici filosemitici-rifondatori, dimentichi dell'imperativo religioso del
perdono e dell'imperativo umanitario della considerazione per il debole e il
vecchio, si sono dimostrati inflessibili, pronti, scandalizzati e
moralistici nel perseguitare, su comando, chi non è gradito alla nostra
comunità ebraica e a quella internazionale.
Da quando in qua la sovrana decisione di un libero Tribunale della
Repubblica viene così piratescamente messa in discussione dai nostri
politici?
In particolare chiediamo come mai coloro che si vantano di essere per la
pace e la giustizia, ma che in realtà sono "sionistri", fanno l'orecchio
sordo alle numerose manifestazioni pacifiste contro la guerra in
Afghanistan, contro l'allargamento della base americana di Vicenza o le
manifestazioni a favore della Palestina e per un diverso atteggiamento del
Governo italiano nei confronti dei palestinesi? E si inchinano alla prima
richiesta di una, tutto sommato, piccola comunità etnico-religiosa
transnazionale, si commuovono per la manifestazione di quattro esaltati
turblenti e chiedono la revoca di decisioni legali?
Dietro la scusa dell'antifascismo, che non ha senso di essere nel momento
che nessuno sente il pericolo o la nostalgia del regime mussoliniano, e
dietro la scusa della lotta all'antisemitismo, di cui non si vede nessun
rigurgito all'orizzonte, i nostri "sionistri" manifestano soltanto il loro
ossequio al sionismo, a Israele e ai neoconservatori del governo Bush.
Questi, e non un inesistente pericolo fascista, sono le vere minacce alla
democrazia in Occidente e alla pace nel mondo. Questi e non altri sono i
mostri da combattere. Ma siccome sono mostri veri, potenti, armati,
minacciosi, davanti ad essi i nostri politici chinano il capo
vergognosamente.
Allo stesso modo i nostri eroi "sionistri" dimostrano la loro piccolezza
politica e la loro disumanità. Non è segno di coraggio per chi pretende di
cambiare il mondo e risollevare i deboli prendersela, fare la voce grossa e
alzare l'indice accusatore con un uomo finito, uscito da un passato ormai
sepolto, un uomo solo, vecchio e debole, dignitoso nel suo silenzio,
patetico nella sua ostinazione.
Ah come sento la mancanza di Pasolini !
Manno Mauro




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