





...«la politica non è una passeggiata solitaria nella quale puoi scegliere i percorsi e le soste che più ti piacciono. Inizia un meraviglioso viaggio collettivo: vorrei che lo facessimo per una volta in allegria con la serenità che in questa casa più grande con amici nuovi tutti possiamo essere diversi e migliori»...
Ualtere Veltroni,sembra un Berlusconi più moderno con,chessò,i Tiromancino al posto di Apicella,ma niente di più...anzi,aridatece el Berlusca!!!


Roma, 28 giu. (Adnkronos/Ign) - Il day after di Walter Veltroni raccoglie critiche e appovazioni dal centrosinistra. Il discorso al Lingotto di Torino del candidato a leader del nascente Pd non è piaciuto ad Arturo Parisi. "Non è la prima volta che un candidato prescelto delude proprio quelli che lo hanno designato - commenta critico in un'intervista a 'L'Espresso' in edicola domani -. Al momento però Veltroni ha deluso noi che gli avevamo affidato tutte le nostre speranze, nonostante tutto. Invece si è assicurato l'appoggio delle macchine di partito in quanto tali, di Fassino in quanto segretario dei Ds, e dei Popolari che hanno firmato la sua candidatura mettendogli come numero due Franceschini, da sempre il successore designato di Franco Marini".
"Se non intervengono correzioni radicali -aggiunge- ho paura che la frittata sia fatta: resta solo un regolamento per l'elezione dell'assemblea costituente che certifichi e pesi le correnti. Siamo più indietro del punto di partenza. Rischiamo uno scenario municipale: un sindaco e tanti piccoli gruppuscoli personali. Con una piccola differenza: che a livello nazionale non c'è il sindaco, ma solo i gruppetti".
E allora il ministro della Difesa ribadisce la disponibilità per "una candidatura di servizio, per realizzare il progetto. In assenza di candidati alternativi credibili, e penso innanzi tutto ai giovani, ai famosi giovani-giovani che ora dovrebbero scendere in campo per rappresentare idee alternative a questa dinamica, ho idea che sia costretto a candidarmi. Se nessun altro si fa avanti. Sempre che ce ne siano le condizioni e che si possa giocare ad armi pari: se il leader è già deciso mi potete chiedere una candidatura di servizio, non la certificazione che sono un cretino! Chi parteciperebbe mai ad una gara della quale è stato già proclamato il vincitore?"
Ribadisce la distanza tra Rifondazione e il Pd il capogruppo del Prc alla Camera Gennaro Migliore: ''Faccio gli auguri a Veltroni di stabilizzare il quadro del Pd che era molto confuso. E' evidente che le procedure di selezione della leadership nel centrosinistra, che potrebbero riguardare anche Veltroni, devono essere democratiche. Ed è naturale indicare al paese progetti diversi che dovranno concorrere al governo del paese''.
Da parte sua il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, applaude a Veltroni e dice che ''quella di ieri è stata una giornata importante, che può ridare respiro, fiducia, voglia di cambiamento, non soltanto al Partito democratico ma a tutto il Paese; perché la politica italiana ha bisogno di essere profondamente cambiata e dobbiamo rimboccarci le maniche e cominciare a farlo''.
Il discorso di Veltroni "fan ben sperare" secondo il capogruppo di Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi. ''E' stato un discorso importante, quello pronunciato ieri da Veltroni al Lingotto di Torino - dice - perché conteneva elementi di merito che fanno ben sperare sull'indirizzo moderato, riformista e innovatore che pensiamo voglia dare al Partito democratico. Prima di gridare all''uomo nuovo', aspettiamo però di vedere tutte queste affermazioni alla prova dei fatti''.
Già volano gli stracci


No guarda, non sono d'accordo. Veltroni è l'esperessione del buonismo più molle e viscido, alla Rutelli.
Berlusconi almeno nella vita ha fatto qualcosa oltre a cantare ai piano bar, Veltroni invece pare che oltre al diploma in cinematografia non abbia combinato granchè, eppoi è enormemente facilitato dallo schifìo del governo Prodi, per cui chiunque dopo Prodi avrà successo, anche se fosse Mastella o Follini
Berlusconi invece quando scese in campo, mancavano due mesi alle elzioni e in tv si vedevano solo le facce di D'alema, Occhetto & kompagni di merende, convinti che a causa di Tangentopoli gli italiani li avrebbero votati in massa
invece l'hanno presa nel Borneo senza complimenti, e il merito è stato tutto di Silvio
ce ne fossero di gente così.............................................. .........
magari la Brambilla, non so, comunque è una bella gnocca e dà della puzza a tutti gli altri




...«Franceschini è qui? È un fine scrittore, lo ringrazierò votando Pd. Franceschini s'è lasciato con Veltroni, ha rotto, perchè stiamo pensando di fare un tandem tra Lingotto e lampredotto, io e lui insieme»...
Come sempre simpaticissimo,Roberto Benigni dopo l'ennesima,sprecata,fast-food-Laurea Honoris Causa...


..."Walter, per me, non è un oggetto misterioso. Ho imparato a conoscerlo fin dal '96, quando eravamo colleghi nel primo governo di Romano Prodi. Da allora, di lui ho sempre apprezzato questo senso dell'equilibrio, questa capacità di cercare punti di incontro, senza mai farsi prendere da accensioni politiche esagerate o da reazioni umorali esagerate"...
Oggetti Misteriosi e Pacchi presi da Carlo Azeglio Ciampi.


..."Aveva promesso risposte, non sogni, ed è stato di parola. La giornata di Torino, inevitabilmente battezzata Veltroni Day, è stato quanto di meno veltroniano si potesse concepire... perché Wonderful Walter ormai da sei anni fa un lavoro serio, a contatto con i cittadini, e ha capito che per catturare il voto dei giovani non serve chiamare un deejay a congresso o un esperto d'immagine, ma provare a disegnare una politica per la casa e contro il precariato"...
Curzio Maltese...(per la verità il resto dell'articolo era abbastanza ironico)...


La favola del Perdente di successo
Scritto da Giampaolo Pansa
Veltroni ha alle spalle più sconfitte che vittorie. Eppure è sempre stato capace di rialzarsi dalla polvere per risalire sull'altare
Candidato naturale alla guida del Pidì o scelta obbligata di una Quercia in agonia? Uomo nuovo o 'vecchio arnese' (Berlusconi dixit)? Io vedo Walter Veltroni come un esempio luminoso del Perdente di successo. Un politico con alle spalle più sconfitte che vittorie. Eppure capace di rialzarsi dalla polvere per risalire sull'altare. Restando sempre uguale a se stesso: un piacione che ama piacere, un favolatore che illude la gente, un conciliatore degli inconciliabili. E dunque un leader inadatto a un'Italia in declino che ha bisogno di capi severi, dalla parola aspra e dalle scelte crudeli.
Ho visto giusto? Non lo so. Su Walter ho scritto migliaia di righe e ne ho lette qualche milione. E il troppo inganna. Le mie cronache su di lui iniziano nella primavera del 1994. Achille Occhetto ha perso le elezioni contro il Cavaliere e deve lasciare le Botteghe Oscure. Baffo di Ferro non vuole cedere lo scettro a D'Alema. Così decide di gettargli tra le gambe un candidato a sorpresa: Veltroni. In quel momento, Walter non ha ancora 39 anni ed è soltanto il direttore dell''Unità'. Tre messi occhettiani (Piero Fassino, Claudio Petruccioli e Fabio Mussi) cominciano a costruire la sua candidatura. Sembrano farlo a dispetto del candidato. Che giura di non aspirare al Bottegone: "Il mio lavoro è, e resterà, quello di dirigere il nostro giornale".
In realtà, Walter si vede già alla guida del partito. Il 22 giugno spiega a Barbara Palombelli di 'Repubblica': "Il mio sogno? Un milione di persone in piazza. E non per salutare qualcuno che se ne va, ma per festeggiare qualcosa che comincia. Sogno una sinistra unita, che ritrova le ragioni della speranza, riaccende un fuoco, riscopre ideali". I due candidati non potrebbero essere più diversi. D'Alema è superbo, brusco, dentuto con i giornali. Quando un cronista gli chiede se ha stretto un patto di non aggressione con Veltroni, replica gelido: "Sono cazzi nostri". Veltroni è il buonista gaudioso. E fa spallucce quando un amico lo grattugia così: "Walter, se vuoi essere un numero uno, devi smetterla di dar ragione a tutti".
Il sogno si dissolve il 1 luglio 1994, alla Fiera di Roma. Il Consiglio nazionale elegge segretario D'Alema. Walter incassa con il sorriso sulle labbra. Dice ad Alberto Statera della 'Stampa': "Mi vede pallido, ma è colpa della dieta. Ho perso tredici chili in un mese e mezzo". Poi telefona alla figlia Martina: "Allegra, zio Massimo ci ha salvato le ferie!". Walter rimane a guidare 'l'Unità'. Fa un bel giornale che non ha nulla del foglio di battaglia. Mai ruvido con gli avversari. Niente campagne-carogna. Articoli intelligenti e spesso inutili. Il Museo dei bidoni. Dalla trota pelosa allo yeti. L'artigiano che fabbrica alabarde per il cinema. Professione sub, un sessantottino sotto il mare. E via cazzeggiando, per la rubrica 'Chi se ne frega' del maledetto 'Cuore'.
Ma il Perdente cerca la rivincita. Ne ottiene una nell'estate del 1995. Vittoria d'immagine, con il libro 'La bella politica'. Trionfo di pubblico e di critica. Persino Romano Prodi non si sottrae all'obbligo del santino. Geloso, D'Alema scrive anche lui un libro: sessanta pagine sull'Italia normale. E i due testi diventano la canzone dell'estate in tutte le feste dell'Unità.
A quella nazionale gareggiano le coppie D'Alema-Maurizio Costanzo e Veltroni-Giovanni Minoli. Una kermesse di luci della ribalta, selve di telecamere, recensioni lecchine. Ma è in agguato la destra, nella persona di Vittorio Feltri, direttore del 'Giornale'. Che in agosto attacca su un fronte imprevisto: Affittopoli.
Walter, sia pure non da solo, perde un'altra volta. Anche lui è tra gli inquilini delle case offerte ai vip dagli enti previdenziali. E va fuori dai fogli. Ricordo una telefonata furibonda all''Espresso': "Pure voi ci avete preso a calci in faccia!". Gli dico: perché non replichi sull''Unità'? La risposta mi lascia secco: "Non posso, perché noi siamo un giornale d'informazione".
È una fine estate violenta. Walter ha lo sguardo smarrito del tacchino inseguito dal cuoco. Ma si riprende presto, convinto della sua buona stella. Siamo alla primavera del 1996. Prodi lo fa correre con lui. Walter vorrebbe candidarsi nel collegio sicuro di Suzzara. Poi D'Alema, dal Bottegone, lo strattona. E Walter affronta la battaglia a Roma 1, contro il magistrato Filippo Mancuso.
da:http://espresso.repubblica.it