

Si, hai ragione, forse mi sono spiegato maleOriginariamente Scritto da Keiros
Originariamente Scritto da B.G.Katzung - FARMACOLOGIA GENERALE E CLINICA
volevo solo dire questo: un farmacologo serio, a mio modesto parere, ti dirà che stabilire dei parametri precisi in questo caso è impossibile, così come è impossibile per l'alcool.Originariamente Scritto da B.G.Katzung - FARMACOLOGIA GENERALE E CLINICA
Del resto è facilmente intuibile: c'è gente che con un bicchiere di vino non capisce più nulla e non deve guidare, altra che con 3 bicchieri è ancora in perfette condizioni! Lo stesso vale per lo spinello! I paramentri che variano da individuo ad individuo sono troppi!
Ora come ora, se ti fanno le analisi delle urine ti beccano di sicuro la quantità di THC assunta la sera prima in tutta sicurezza a casa (l'azione dura massimo 6-8 ore) e quindi i test non sono assolutamente affidabili come parametro.
Visto che di mezzo c'è il carcere, la questione è piuttosto seria.
Ripeto, a mio modesto parere è una stupidaggine.




Che tabelle per il consumo personale?
La tebella segna il limite tra uso personale e spaccio. Ed è di 500mg. Facendo una media con la merda che adesso si comprano i ragazzini, di qualità decisamente scadente perchè allungata con plastica e lucido da scarpe ecc ecc, equivale a 5-10g. Ma passi parecchi guai comunque.






Scritto in origine da solox1![]()
l'idiozia è farsi le canne, non il metodo restrittivo con cui si cerca di fronteggiare questo fenomeno..
se serve una canna per star meglio o divertirsi si è messi proprio male....
Infatti siamo "messi" malissimo ma proprio molto male. Se ha considerato il fenomeno anche supeficialmente, si sarà accorto della sua dimensione. Una dimensione enorme. Io non mi faccio le canne ma vorrei suggerire una riflessione:
se effetivamente il disagio ha simili dimensioni il problema non sono le canne ,che risultano essere il sintomo di una patologia a cui tentano di rispondere in modo inefficace.
L'idea che ci si debba divertire significa letteralmente che dobbiamo "occuparci d'altro". E' un'idea mostruosa ma molto utile ai deficienti e agli ottimisti senza ragione.
Oggi si sta malissimo con se stessi per il mostruoso motivo che non si riesce a condividere sinceramente le stupidissime opinioni e abitudini che ci vengono imposte. Se si rifiuta quel che ci viene proposto si cade nell'esclusione. Sono sempre pochi quelli che comprendono che può anche trattarsi di una benedizione. Gli altri ne soffrono senza rimedio e non c'è nulla di riprovevole in questa sofferenza. La canna è soltanto uno degli indici di una società malata . malata di desiderio e di mercificazione del desiderio. Malattia mortale. Chi vende desideri è un criminale anche se non lo sa.
La società sembra dire attraverso i suoi ordini (leggi): tu mi devi ritenere interessante, intelligente, buona, desiderabile, stimabile. Si scandalizza e si stupisce (di che poi?) quando la risposta della sua gioventù è la fuga e il ribrezzo. Chi sarà il malato?


Scritto in origine da solox1![]()
l'idiozia è farsi le canne, non il metodo restrittivo con cui si cerca di fronteggiare questo fenomeno..
se serve una canna per star meglio o divertirsi si è messi proprio male....
Infatti siamo "messi" malissimo ma proprio molto male. Se ha considerato il fenomeno anche supeficialmente, si sarà accorto della sua dimensione. Una dimensione enorme. Io non mi faccio le canne ma vorrei suggerire una riflessione:
se effetivamente il disagio ha simili dimensioni il problema non sono le canne ,che risultano essere il sintomo di una patologia a cui tentano di rispondere in modo inefficace.
L'idea che ci si debba divertire significa letteralmente che dobbiamo "occuparci d'altro". E' un'idea mostruosa ma molto utile ai deficienti e agli ottimisti senza ragione.
Oggi si sta malissimo con se stessi per il mostruoso motivo che non si riesce a condividere sinceramente le stupidissime opinioni e abitudini che ci vengono imposte. Se si rifiuta quel che ci viene proposto si cade nell'esclusione. Sono sempre pochi quelli che comprendono che può anche trattarsi di una benedizione. Gli altri ne soffrono senza rimedio e non c'è nulla di riprovevole in questa sofferenza. La canna è soltanto uno degli indici di una società malata . malata di desiderio e di mercificazione del desiderio. Malattia mortale. Chi vende desideri è un criminale anche se non lo sa.
La società sembra dire attraverso i suoi ordini (leggi): tu mi devi ritenere interessante, intelligente, buona, desiderabile, stimabile. Si scandalizza e si stupisce (di che poi?) quando la risposta della sua gioventù è la fuga e il ribrezzo. Chi sarà il malato?



