I matti stanno diventando una risorsa
Ridurre i danni causati dai malati mentali è dovere di ognuno: gravano sul sistema sociale sia umanamente che economicamente.
Le poche strutture presenti non bastano.
E’ possibile ridurre o eliminare il danno quando la malattia presenta i primi sintomi attraverso una accurata diagnosi, mentre attualmente la fase iniziale può durare anni senza neppure essere collegata a tali malattie: un classico esempio è la depressione, si dice della persona che è pigra e svogliata, anzi l’accidia è perfino additata come vizio della cultura medievale.
Una capillare opera di divulgazione scientifica potrebbe permettere di ridurre tali malattie, oltre a favorire l’industria collegata ai mezzi di divulgazione.
In seguito il male si aggrava, rendendo una preda il matto dell’unica industria finora esistita: il crimine, orribile ancor più perchè si presente quasi sempre sotto le migliori vesti della filantropia.
I beni del malato vengono si dissolvono nonostante le innumerevoli tutele, e il malato diviene la giustificazione di quella che è una industria volta alla sua cura.
Su tale fase della malattia è necessario che il legislatore premi in ogni forma il recupero del malato.
Ironia della sorte, chi giunge a tale fase essendo facoltoso ha minori possibilità di essere recuperato.
Il recupero è invece una autentica miniera di opportunità professionali sia durante la convalescenza, spesso lunga, sia per la parte del reinserimento, dove bisogna preparare la comunità ad un nuovo risultato della scienza.
La divulgazione scientifica in merito e l’accompagnare per i primi passi i convalescenti attraverso aiuti umani sono industrie entusiasmanti anche dal punto di vista della gratificazione sociale.
Mi sia lecito infine osservare che credo che i malati mentali arrichiscano molto il tessuto sociale una volta recuperati totalmente.
Avv. Stefano Procaccini




Rispondi Citando
