Un aristocratico inglese decaduto decide di assumere un domestico che gli permetta di evitare le "umili" mansioni domestiche. Se inizialmente il rapporto fra i due sembra ineccepibile e del tutto formale, con il procedere della storia la situazione si capovolge: il "servo" riuscirà a sfruttare i punti deboli del "padrone" per assumere il suo ruolo e trasformerà la casa in un proprio regno personale, distruggendo psicologicamente il rivale. E' senza dubbio uno dei film più interessanti e controversi del cinema inglese anni '60: per l' analisi sulla caduta finale di un mondo, quello dell' aristocratico, che non sa più controllare e nemmeno opporsi alla "libertà" proveniente dal basso; per il fascino ambiguo che questa libertà esercita; per il duetto (o per meglo dire il duello) fra lo strepitoso Dirk Bogarde e lo sfortunato James Fox; e per la presenza di molti e riusciti colpi di scena, che non tolgono però rigore e identità alla trama e non ledono la sua spietata logica di fondo.
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Un aristocratico inglese decaduto decide di assumere un domestico che gli permetta di evitare le "umili" mansioni domestiche. Se inizialmente il rapporto fra i due sembra ineccepibile e del tutto formale, con il procedere della storia la situazione si capovolge: il "servo" riuscirà a sfruttare i punti deboli del "padrone" per assumere il suo ruolo e trasformerà la casa in un proprio regno personale, distruggendo psicologicamente il rivale. E' senza dubbio uno dei film più interessanti e controversi del cinema inglese anni '60: per l' analisi sulla caduta finale di un mondo, quello dell' aristocratico, che non sa più controllare e nemmeno opporsi alla "libertà" proveniente dal basso; per il fascino ambiguo che questa libertà esercita; per il duetto (o per meglo dire il duello) fra lo strepitoso Dirk Bogarde e lo sfortunato James Fox; e per la presenza di molti e riusciti colpi di scena, che non tolgono però rigore e identità alla trama e non ledono la sua spietata logica di fondo.
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