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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Piuttosto in Urss alla lunga nessuno lavorava secondo le proprie capacità, nè riceveva secondo i propri bisogni. E bisognerebbe interrogarsi su questo, su come veniva redistribuito il plusvalore prodotto e su quanto i lavoratori fossero realmente proprietari dei frutti del proprio lavoro, prima di rifugiarsi, come mi sembra faccia Severino, nella metafisica.

    Che poi altro non è che il solito punto di non ritorno. Il momento che segna, secondo me, l'attuazione di un processo diverso da quello originario.
    Almeno è così che intendo io la relazione tra chi produce il lavoro e chi quel tale lavoro lo richiede per la comunità.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Io non pretendo di avere la verità in tasca, uso solo un paradigma di pensiero diverso rispetto al tuo, che mi sembra sostanzialmente idealistico, nel senso che fai dei fenomeni storicamente determinati come l'ideologia o la tecnologia delle entità autonome, astratte dalle determinizioni storiche come se fossero protagonisti viventi di un dramma teatrale.

    La tecnica come l'ideologia non sono entità neutre, indipendenti ed uguali in ogni contesto. Sono (per me) il prodotto di questo contesto, che ne determina le finalità e l'orientamento particolari.

    Se fosse come dici tu, lo sviluppo tecnolgico basterebbe di per sè ad affrancare il Terzo mondo dai bisogni primi. Ma non è la tecnica che manca, per esempio all'Africa subsahariana, è la proprietà della medesima e di tutti i mezzi di produzione tali da permettere l'emancipazione industriale dal Primo mondo. La tecnica c'è (altrimenti come si estrarrebbe il petrolio?) ma non è al servizio delle popolazioni locali ma del capitale imperialistico straniero, delle classi dominanti occidentali e dei loro galoppini indigeni.

    L'Urss in pochi decenni ha fatto un balzo tecnologico ed industriale epocale, giungendo persino a lanciare il primo satellite spaziale in anticipo rispetto ai Paesi ad economia di mercato, eppure ciò non è bastato a salvare il sistema socialista. Marx credeva che la tecnica, solo se svincolata dalle catene del mercato, cioè al completo servizio dell'uomo, avrebbe emancipato l'uomo dal lavoro manuale. Piuttosto in Urss alla lunga nessuno lavorava secondo le proprie capacità, nè riceveva secondo i propri bisogni. E bisognerebbe interrogarsi su questo, su come veniva redistribuito il plusvalore prodotto e su quanto i lavoratori fossero realmente proprietari dei frutti del proprio lavoro, prima di rifugiarsi, come mi sembra faccia Severino, nella metafisica.
    Sono sosotanzialmente d'accordo con ciò che dici, anche se nell'ultima parte c'è un'imprecisione. Il principio "da ognuno secondo le sue capacità e ad ognuno secondo i suoi bisogni" riguarda la fase più avanzata del comunismo, dove lo stato e le classi si sono "estinte" e dove è superato il diritto giuridico borghese, che non tiene conto dei bisogni di ogni singolo individuo nella distribuzione dei prodotti. Nella prima fase del comunismo, e tanto più nella fase precedente, cioè nella dittatura del proletariato ad uno stadio avanzato, permanendo ancora il diritto borghese sussiste una disuguaglianza nella distribuzione delle merci, poichè tutti gli individui ne ricevono la stessa quantità, non tenendo conto della diversità di ogni individuo. Solo quando sarà superato il diritto borghese nella fase più avanzata della società comunista, l'umanità potrà vivere secondo il principio "da ognuno secondo le sue capacità e ad ognuno secondo i suoi bisogni".

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio

    Pure il capitalismo imploderà, è solo questione di tempo.

    Sono d'accordo....per questo motivo l'implosione del blocco, a prescindere dall'indagine sulle relative cause, e' secondo me solo un passaggio ciclico...

    ...non e' implosa l'idea, ma la sua realizzazione...


    p.s. comunque e' interssante il thread che hai proposto...

  4. #24
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    Tu dici:

    """Se fosse come dici tu, lo sviluppo tecnolgico basterebbe di per sè ad affrancare il Terzo mondo dai bisogni primi. Ma non è la tecnica che manca, per esempio all'Africa subsahariana, è la proprietà della medesima e di tutti i mezzi di produzione tali da permettere l'emancipazione industriale dal Primo mondo. La tecnica c'è (altrimenti come si estrarrebbe il petrolio?) ma non è al servizio delle popolazioni locali ma del capitale imperialistico straniero, delle classi dominanti occidentali e dei loro galoppini indigeni."""

    Non ho assolutamente inteso questo.

    Il mio pensiero è ben più semplice, e dice che la Tecnica non è "mezzo" ma "fine" stesso dell'agire umano.

    La Tecnica diventa l'Ideologia stessa schiacciando le idelogie originarie che pensavano di servirsene.

    Io dico solo questo. E mi pare una questione fondamentale.

  5. #25
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    Il discorso era partito da questo post.
    Avrei dovuto postarlo prima per meglio capirsi.

    LA TECNICA HA UCCISO DIO





    Il profondo processo di laicizzazione della società contemporanea, tanto deplorato dai cattolici e dai conservatori, non è conseguenza esclusiva della distruzione degli Immutabili operata dalla filosofia moderna, ma è prima di tutto il risultato della sconfitta del Dio tradizionale per mano della nuova divinità: la Tecnica.


    La Tecnica da mezzo nelle mani dell’uomo, per la realizzazione dei fini posti, è divenuta il fine, - l’ “Eschaton”- dell’intero agire umano.


    Cosa vede, cosa vuole, in cosa crede l’Umanità per il suo futuro?


    Tecnologia.
    Competenze, metodi, strumenti, macchine, procedure, apparati- capaci di alleviare, migliorare, salvare, elevare la vita dell’uomo.


    La società, o meglio il Sistema, pone come suo unico “centro” il potenziamento della Techne.
    Il motore, l’organo direzionale, di tale processo di potenziamento, è l’ Economia.


    Notava agli inizi del 19° secolo il genio di Giacomo Leopardi:


    Nell’età delle macchine - dove non gli uomini ma le macchine, si può dire, trattano le cose umane e fanno le cose della vita - la tecnica è l’illusione che prende il posto dell’illusione di Dio“.




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  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio
    Continuo a non capire.

    La Tecnica ha già imploso il sistema Comunista sovietico.
    Esso è scoppiato perchè incapace di "potenziare la Tecnica" in confronto al sistema capitalistico concorrente.
    Ecco tutto.

    Pure il capitalismo imploderà, è solo questione di tempo.
    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio
    Tu dici:

    "Ma che cos'è la Tecnica? Come agisce? Quando ha cominciato ad operare? Perché la contrapponi all'ideologia? Non potrebbero tranquillamente marciare insieme?"

    La storia ci ha dimostrato che Tecnica e Ideologia non possono marciare insieme. L'una propone il crollo dell'altra.

    Tu dici:
    "Sono alcuni problemi che mi pongo per sapere che significato esatto dai ai concetti che utilizzi. Perché molti parlano di Tecnica con la maiuscola per dare al loro discorso un sapore sapienziale e profondo, ma non sono in grado di dire cosa sia..... in altre parole dietro ai paroloni non c'è nulla. "

    Uso la maiuscola per indicare il "fine", ciò che guida l'agire dell'uomo.

    Per Tecnica si possono indicare diverse definizioni.

    Una calzante mi pare questa "Universo dei mezzi e della razionalità alla base".(Galimberti)

    La Tecnica è l'agire dell'uomo, della Umanità, nel modificare, controllare, prevedere il Divenire.

    La Tecnica come insieme dei mezzi dell'Uomo in vista dei fini prefissati.

    La Tecnica è la volontà di potenza dell' Umanità. (Heidegger)

    La Tecnica come base razionale della Tecnologia.
    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio
    Tu dici:

    """Se fosse come dici tu, lo sviluppo tecnolgico basterebbe di per sè ad affrancare il Terzo mondo dai bisogni primi. Ma non è la tecnica che manca, per esempio all'Africa subsahariana, è la proprietà della medesima e di tutti i mezzi di produzione tali da permettere l'emancipazione industriale dal Primo mondo. La tecnica c'è (altrimenti come si estrarrebbe il petrolio?) ma non è al servizio delle popolazioni locali ma del capitale imperialistico straniero, delle classi dominanti occidentali e dei loro galoppini indigeni."""

    Non ho assolutamente inteso questo.

    Il mio pensiero è ben più semplice, e dice che la Tecnica non è "mezzo" ma "fine" stesso dell'agire umano.

    La Tecnica diventa l'Ideologia stessa schiacciando le idelogie originarie che pensavano di servirsene.

    Io dico solo questo. E mi pare una questione fondamentale.

    Adesso ci siamo capiti e ti devo dire che io analizzo la realtà con strumenti teorici che sono agli antipodi dei tuoi.

    Io non ho alcuna concezione finalistica della storia, non penso che esista una Tecnica il cui progressivo realizzarsi non può che travolgere tutti i modelli di società creati dall'uomo (ieri il comunismo, domani il capitalismo).

    Da questo punto di vista io ritengo che tutte le concezioni del mondo in cui ci sia il progressivo ed inevitabile realizzarsi di qualche principio (in questo caso la Tecnica) siano forme di teologia secolarizzate. Ti si può applicare pars denstruens del libro di Löwith Significato e fine della Storia.

    Il futuro non è determinato, non si può dire che cosa ci sarà domani. Non sappiamo se dopo il capitalismo ci sarà il comunismo, la Tecnica, un modo di produzione per ora imprevedibile.

    Possiamo solo dire che la storia non è né lineare né ciclica e che il futuro sarà come noi, consciamente ed inconsciamente, lo costruiremo.

    Se c'è un fine dominante oggi è l'autoconservazione del modo di produzione capitalistico (uso modo di produzione nel senso di Marx).

    Il capitalismo è un sistema che si riproduce e genera al suo interno forze che cercano di riprodurlo a qualsiasi costa. Se fosse necessario tornare alla candela o mettere fuori legge il teorema di Pitagora (per dirla con Lenin) o utilizzare qualsiasi altro mezzo per conservare il capitalismo, possiamo essere certi che i capitalisti non si faranno scrupoli di sorta.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio

    Il mio pensiero è ben più semplice, e dice che la Tecnica non è "mezzo" ma "fine" stesso dell'agire umano.

    La Tecnica diventa l'Ideologia stessa schiacciando le idelogie originarie che pensavano di servirsene.

    Io dico solo questo. E mi pare una questione fondamentale.
    E' su questo schema che non c'intendiamo. Questo punto di vista, che vede la tecnica come deus ex machina delle società umane, era proprio del positivismo, dell'ideologia dominante tra le borghesie europee tra Otto e Novecento, convinte che lo sviluppo tecnologico avrebbe portato necessariamente alla fine delle disuguaglianze e alla risoluzione di tutti i problemi posti dalla storia. Per i positivisti (e in parte per i futuristi), che avevano una visione teleologica dello sviluppo storico, la tecnica era essa stessa ideologia, causa prima e fine ultimo di tutte le cose.

    In realtà, non è la tecnica che nelle società capitalistiche sovrasta l'uomo, che ne determina i comportamenti, ma il Mercato, questo grande allocatore di risorse e distributore di ricchezze. Il lavoro, la tecnologia, le idee sono subordinate alle leggi del mercato, ovvero alle necessità del profitto privato. Marx era convinto che l'abolizione del mercato e dell'appropriazione capitalistica avrebbe rovesciato questo paradigma, rimettendo l'uomo moderno, il lavoratore salariato, al centro del mondo, e subordinandogli gli strumenti da lui stesso creati (il mercato, la tecnica, le ideologie).

    Non in tutte le società la teconologia si sviluppa allo stesso modo. Nel capitalismo, per esempio, essa è sottomessa, incatenata alle logiche del profitto che ne costituiscono allo stesso tempo un impulso e un freno. Perchè non ci siamo ancora emancipati dal petrolio come fonte primaria di energia? Perchè non abbiamo la tecnologia adatta allo scopo? Non credo, ma perchè il petrolio è ancora la fonte principale di profitto privato.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Come può essere crollato qualcosa che deve ancora essere realizzato? In realtà a crollare non è stato il comunismo (o socialismo), bensì una forma dittatoriale di capitalismo di stato.

    Non vi sono bastati quasi un secolo e decine di milioni di morti per realizzarlo .
    Cosa vi serve ancora ?

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Non vi sono bastati quasi un secolo e decine di milioni di morti per realizzarlo .
    Cosa vi serve ancora ?
    Commento inutile e fuori tema.

  10. #30
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    ""Non in tutte le società la teconologia si sviluppa allo stesso modo. Nel capitalismo, per esempio, essa è sottomessa, incatenata alle logiche del profitto che ne costituiscono allo stesso tempo un impulso e un freno. Perchè non ci siamo ancora emancipati dal petrolio come fonte primaria di energia?""

    Perfetto.
    Qui abbiamo il concetto in pugno.
    Le resistenze che il capitalismo pone alla Tecnica ne decreteranno la fine.
    (Sempre che il sistema non esploda per eccesso di slancio..)

    Ho capito il tuo discorso.

    Io non credo che l'"Eschaton" sia all'oggi il mercato o l'Economia.
    Lo sono in apparenza, come motore della Tecnica e del suo sviluppo.
    Anche l'Economia, che in tante configurazioni appare come "centro", verrà subordinata ai bisogni della Tecnica.

    Concordo con te sul fatto che l'Economia proponga la strada al posto schiacciando i reali bisogni dell'Uomo e della società. Ma come alfiere della Tecnica, non come Dio.

 

 
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