











Bah Veltroni non credo abbia idee, x il resto ho le idee del PSC, partito socialista catalano, che diceva nel 79 di voler fare della catalunya la "svezia del mediterraneo". Quindi, x me: federalismo alla catalana x fare del veneto la svezia del mediterraneo.
Io non voto PD x tanti motivi, se vuoi leggili sul mio blog e commenta. Tu sei estremista ma mi sei sempre stato simpatico![]()


Il programma di gran parte dello SDI ce l'ha spiegato Villetti in persona a Loreto:
1) Mantenere la legge Biagi cancellando le figure meno usate (nel piano del governo)
2) Aumentare gli stipendi dei precari fino a portarli al 40% di un pari mansioni stabile
3) Equiparare la contribuzione di autonomi e parasubordinati
4) Inserire un meccanismo di assunzione automatica dopo tot contratti a termine (nel piano del Governo)
Se questo è un programma economico da cooperativismo iugoslavo, SLAVSYA TITO.






Mi rendo conto: per chi crede agli specchietti per le allodole i numeri sono difficili da accettare; ma questi sono i dati delle elezioni, piaccia o no.
Se c'è stata per il governo Prodi per quale motivo ne ha risentito soprattutto il PD?
Gli altri partiti del centrosinistra più o meno hanno tenuto le posizioni, tranne il PRC. Solo l'Ulivo è andato malissimo.
Non è questo il punto.
Il punto è che il PD, invece di fare da argine, è stato il vero tallone d'Achille della coalizione in questa tornata di elezioni amministrative.
Saranno pure microbici però i loro voti li hanno mantenuti.
Consiglierei anche meno supponenza nei confronti dei partiti piccoli.
In 6 comuni sopra i 15.000 abitanti il PD ha ottenuto meno del 10 per cento dei voti; di questi, nei 5 comuni in cui alle precedenti elezioni si erano presentati da soli sia i DS sia la Margherita l'Ulivo ha ottenuto in media l'8,3 per cento, cioè il 5,7 per cento in meno (due quinti) della somma di voti di DS e Margherita alle precedenti comunali.
Non soltanto: a queste elezioni in ben 38 comuni sui 75 in cui i DS si sono presentati da soli hanno ottenuto meno del 10 per cento, e in 3 di questi addirittura meno del 5 per cento; alle precedenti elezioni era stato così in 29 comuni sui 110 in cui i DS si erano presentati da soli, ed in 4 di questi 29 comuni i DS avevano ottenuto meno del 5 per cento. Quindi aderire al PD ha fatto peggiorare drasticamente i DS anche dove si sono presentati da soli.
Le cose sono andate diversamente per la Margherita, che è stata danneggiata meno dall'adesione al PD: non soltanto dove si è presentata da sola entrambe le volte ha perso solo lo 0,5 per cento dei voti contro il 3,2 dei DS dove si sono presentati da soli entrambe le volte, ma questa volta, su 73 comuni in cui l'ha fatto, è stata sotto il 5 per cento in 11 comuni, mentre la volta precedente questo era successo in 12 comuni su 109.
In conclusione i DS, aderendo al PD, si sono dati la zappa sui piedi, senza che il loro sacrificio abbia portato bene al PD e senza che il centrosinistra nel suo complesso ne abbia beneficiato.
Questo poteva valere per il passato, quando l'Ulivo era un cartello elettorale con una blanda alleanza politica sottintesa; ma non stavolta, quando la presentazione di liste dell'Ulivo ha assunto un significato politico specifico, avvenendo in concomitanza con la fusione di DS e Margherita nel PD.
Tanto è vero che mentre alle precedenti elezioni l'Ulivo si era presentato solo in 9 comuni su 137, stavolta l'Ulivo si è presentato in 57 comuni su 145, proprio a suggellare la nascita del PD.
Ma quale partito preso?
Sono numeri, dati, fatti: non retorica.