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Discussione: Goodbye DDR

  1. #51
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    Io ribadisco che dissentire con educazione, senza suggerire plotoni di esecuzione o pannoloni, sarebbe meglio. Per dire, io non sono mai stato insultato su Destra Radicale, nonostante io sia ideologicamente il Male Assoluto (radikuloliberistamassonebancarioantifa), per il fascista medio.

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Invece il messaggio che ho quotato era pertinente vero? Com'è facile la censura....
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=353355

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Io ribadisco che dissentire con educazione, senza suggerire plotoni di esecuzione o pannoloni, sarebbe meglio. Per dire, io non sono mai stato insultato su Destra Radicale, nonostante io sia ideologicamente il Male Assoluto (radikuloliberistamassonebancarioantifa), per il fascista medio.
    A me si mi è stato detto di andare via dal forum perchè ero una brutta feccia. E non avevo offeso ne il fascismo ne uno di loro stavo ragionando cordialmente. E non vedo cosa ci sia di male se un vecchio fascista viene qui, ne forum di Rifondazione, a sparlare non gli debba dire niente.

  4. #54
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    Poi però ti incazzi se un moderato ti dice che siete uguali nei comportamenti.

  5. #55
    Skinhead Reggae
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    Poi però ti incazzi se un moderato ti dice che siete uguali nei comportamenti.
    Ma io non l'ho offeso. ne gli ho detto di non postare ma di avere un pò più di accortezza.

    OT Venerdi su raitre, ho "visto" il film del tuo avatar, che non mi ricordo come si chiama. Que viva mexico! era il titolo, però mi so addormentato dopo 20 minuti.

  6. #56
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    Tranquillo lo deve fare; non ti dico che casino è stato fare una tesi sul cinema sovietico

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da LeoGanja Visualizza Messaggio
    A me si mi è stato detto di andare via dal forum perchè ero una brutta feccia. E non avevo offeso ne il fascismo ne uno di loro stavo ragionando cordialmente. E non vedo cosa ci sia di male se un vecchio fascista viene qui, ne forum di Rifondazione, a sparlare non gli debba dire niente.
    Allo stesso modo in cui tu sei stato coraggioso a esporti sul forum di Destra Radicale, Ferruccio lo è a venire a postare qui. Merita il medesimo rispetto che meritavi tu in quell'occasione, giacchè non ha sparlato nessuno, ha semplicemente riportato il suo punto di vista. E dirgli che è un vecchio dalla memoria difettosa buono solo a dormire o a giocare a boccie non mi sembra il massimo dell'argomentazione, ma l'equivalente del "va via brutta feccia".

  8. #58
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    Tempo fa avevo raccolto un pò di materiale sulla Germania Est...questo è un articoletto che avevo scribacchiato per gusto personale, se vi interessa posso riprendere... sarebbe bene anche chiedere a Piotr, che in Germania Est ci ha vissuto, e Bsiviglia, che ha dei parenti laggiù!

  9. #59
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    “La Repubblica Democratica Tedesca: nascita dell’altra Germania”

    1. La nascita della Repubblica Democratica Tedesca si colloca come diretta conseguenza degli accordi di Yalta e di Postdam tra le tre grandi potenze del blocco Alleato: di fronte ad una oramai certa conclusione vittoriosa della guerra, USA, URSS e UK decisero di comune accordo che la Germania sarebbe stata amministrata dall’ACC (Allied Control Council), formato dalle tre potenze e dalla Francia, fino alla sua avvenuta denazificazione e ripresa economica. Si decise inoltre di assegnare a ciascuna delle nazioni vittoriose il controllo militare di una porzione del territorio del Reich e di un quartiere della capitale: la zona che toccò all’Unione Sovietica era in precedenza nota col nome di Mitteldeutschland (Germania Centrale), e includeva i Lander di Meclemburg, Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia e la parte orientale di Berlino. Di fronte a differenti visioni del futuro della Germania, l’attività dell’ACC si trascinò avanti stancamente per alcuni anni, in mezzo a mille polemiche: l’Unione Sovietica era disposta ad accettare una riunificazione del paese solo dietro garanzie di una sua neutralizzazione politica e militare, mentre la Francia guardava con avidità alle ricche province Renane affidatele in amministrazione; la Gran Bretagna patrocinò per un certo periodo la creazione di uno Stato Danubiano che unisse la Germania Meridionale all’Austria, e persino da parte americana si fecero piani per un completo annullamento del potenziale economico-industriale tedesco, con un ritorno ad attività artigianali e agricole. Alla fine, prevalse il punto di vista dell’amministrazione americana, che vedeva in una riunificazione politica e in un rilancio economico tedeschi le condizioni necessarie della pace e della crescita economica dell’Europa Occidentale. Francia e Gran Bretagna, dapprima riluttanti, accettarono il punto di vista americano e iniziarono a collaborare sempre più strettamente. Gli occupanti occidentali patrocinarono una sempre più stretta collaborazione tra gli organismi di governo locale creati nelle zone di loro pertinenza, che si esplicò in iniziative come l’Unione doganale tra le tre aree occidentali, la creazione del marco occidentale come valuta comune, l’amministrazione comune delle risorse minerarie della Ruhr. Il culmine di questo processo unificativo si ebbe quando, nel maggio 1949, le tre zone d’occupazione vennero unificate nella Repubblica Federale Tedesca, con capitale Bonn (restava fuori, almeno temporaneamente, la Saar, costituita in governo autonomo economicamente integrato alla Francia, ma poi restituito alla DBR). La reazione sovietica di fronte a manovre che sembravano preludere ad una piena integrazione della nuova Germania nel blocco occidentale, non si fece attendere: già fuori dall’ACC nel 1948 in seguito alla disputa sullo status di Berlino Ovest culminata col noto ponte aereo, l’URSS aveva patrocinato già nel 1946 una fusione tra la SPD orientale, diretta da Otto Grotewhol, e il KPD, partito comunista tedesco, di Wilhem Pieck: la nuova formazione aveva assunto il nome di Partito Socialista Unificato Tedesco (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands). La nascita del nuovo partito, e, soprattutto, il suo progressivo allinearsi ai progetti di Mosca, furono un processo travagliato: per quanto Grotewhol fosse un convinto sostenitore dell’ “unità Socialista”, diversi suoi colleghi di partito nutrivano forti dubbi sulla sincerità dei comunisti. Il risultato fu l’iniziare sorgere, all’interno del futuro partito-guida, di numerose correnti e indirizzi politici, spesso in aperto conflitto tra loro: se i socialdemocratici lamentavano discriminazioni nei loro confronti e la soffocante “tutela” dell’amministrazione militare sovietica guidata da Serghej Tiulpanov, i comunisti vivevano l’alleanza con i “borghesi” dell’SPD come un tradimento dell’ideale rivoluzionario, pur facendo i salti mortali per diminuire le distanze con i nuovi “compagni”. Uno dei pochi sentimenti unificatori all’interno del nuovo partito era il nazionalismo tedesco: diversi politici, sia comunisti che socialdemocratici, pensavano addirittura ad una Germania unificata, che, pur retta da un regime “democratico-popolare”, si mantenesse autonoma dai blocchi e rivendicasse i territori Prussiani e della Slesia “rubati” dalla Polonia. Se a questo si aggiungeva la refrattarietà delle sezioni locali del partito a piegarsi agli ordini del comitato centrale berlinese, si ha il ritratto di un partito semiparalizzato. La situazione venne risolta dai Sovietici con la scoperta di una lista di politici della SED, quasi tutti di ascendenza socialdemocratica, che avrebbero avuto imbarazzanti legami con la SPD occidentale e addirittura con l’ACC: “normalizzato” il partito, messi in condizione di non nuocere i partito “borghesi” esistenti, il governo sovietico potè proclamare, il 7 ottobre 1949, la nascita della Repubblica Democratica Tedesca, Deutsche Demokratische Republik, definita come una “repubblica democratica dei lavoratori e dei contadini”. La prima costituzione del paese riprendeva diversi concetti dalla nota costituzione di Weimar e, almeno in teoria, tratteggiava la nuova entità statale come una Repubblica Democratica e Federale. La capitale della nuova entità statale veniva posta a Pankow, il sobborgo di Berlino occupato dai russi che divenne da quel momento noto col nome di Berlino Est. La leadership della SED decise di non proclamare la nascita di una repubblica “popolare”, in quanto riteneva che nel paese esistessero ancora troppi elementi caratteristici della vecchia società e, soprattutto, per accrescere l’immagine di pluralismo politico all’interno della nuova nazione. La SED non era stata infatti trasformata in un partito unico, pur avendone tutte le caratteristiche: con una certa lungimiranza, i leaders del partito permisero infatti la sopravvivenza dei partiti politici democratici in cambio della loro adesione al Fronte Nazionale, una lista elettorale comune strettamente controllata dalla SED. Gli altri gruppi parte del Fronte erano: la Christlich-Demokratische Union Deutschlands (Unione Cristiano Democratica Tedesca), il Demokratische Bauernpartei Deutschlands (Partito Democratico dei Contadini Tedeschi, cui già fece riferimento il nostro ex PresDelCons), il Liberal-Demokratische Partei Deutschlands (Partito Liberaldemocratico Tedesco), e il Nationaldemokratische Partei Deutschlands (Partito Nazionaldemocratico tedesco). Accanto ad essi, facevano parte del fronte anche i sindacati, l’associazione delle donne tedesche, il fronte delle associazioni culturali, la “libera gioventù tedesca” (l’organizzazione di massa dei giovani del regime) e, di volta in volta, gruppi come leghe in difesa dei pensionati o dei disoccupati. Per quanto la SED, dei 500 deputati eletti, se ne riservasse solo 127, dandone 52 a ciascuno degli altri partiti collegati, la maggior parte degli esponenti delle altre organizzazioni non partitiche era organica al partito, dando quindi al regime una “maggioranza silenziosa” permanente. C’è da dire, comunque, che i pochi spazi di opposizione presenti non furono sfruttati dai leaders dei quattro partiti minori: se il partito contadino e il partito nazionaldemocratico, come vedremo in un prossimo articolo, erano vere e proprie emanazioni della SED, la CDUD e la LDPD rinunciarono, tra il 1949 e il 1952, a qualunque spazio autonomo (i liberali dal punto di vista pratico, la CDU anche da quello ideologico, dichiarandosi apertamente un partito socialista col suo congresso del ’52) votando a favore delle proposte della SED anche quando non richiesto (unica eccezione, il voto sulla legalizzazione dell’aborto nel 1972, quando 14 deputati democristiani votarono no e altri 8 si astennero). I quattro partiti si preoccuparono più che altro di fungere da cinghia di trasmissione tra il loro elettorato di riferimento e il regime, trasformandosi presto quasi in organi governativi di collegamento tra il centro e la “base”: in questo senso, la CDU si preoccupava di tutelare gli interessi delle chiese cattoliche ed evangeliche, la LDP era espressione delle richieste della classe media imprenditoriale e impiegatizia, la NPD (partito “artificiale”, giacchè fu fondato da un membro della SED nel 1948) rappresentava i ceti piccoloborghesi, i membri della vecchia Wehrmacht e, in maniera abbastanza evidente, si rivolgeva ai sostenitori del disciolto e proibito partito nazista. Il partito contadino, ovviamente, rappresentava gli interessi degli agrari, pur essendo nato sostanzialmente su pressione della SED per diminuire l’influenza di CDU e LDP. L’aggiunta della “D” di Deutschland finale per tutti i partiti del blocco fu il risultato di una chiara richiesta della SED, che tra il 1949 e il 1972 (anno in cui le due Germanie si riconobbero a vicenda) tenne una linea politica “pan-tedesca”, proibendo per esempio la rappresentazione di opere musicali in lingua straniera e inserendo nella Costituzione il richiamo ad una più grande Patria Tedesca.

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Allo stesso modo in cui tu sei stato coraggioso a esporti sul forum di Destra Radicale, Ferruccio lo è a venire a postare qui. Merita il medesimo rispetto che meritavi tu in quell'occasione, giacchè non ha sparlato nessuno, ha semplicemente riportato il suo punto di vista. E dirgli che è un vecchio dalla memoria difettosa buono solo a dormire o a giocare a boccie non mi sembra il massimo dell'argomentazione, ma l'equivalente del "va via brutta feccia".
    Ma viene sempre a vomitare le sue bugie e mezze verità da post-fascita qui. Picchia e mena rompe le palle.

 

 
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