Ecco alcuni dei punti salienti del Discorso di Veltroni:
Walter mi copia.... un mese fa avevo postato le stesse cose in un video-programma sulle "COSE DI SINISTRA".....
AmbienteFamiglia e Laicità
I cambiamenti del clima sono ormai un drammatico dato di fatto: fermarli non è solo un dovere etico verso le future generazioni, è un interesse tremendamente concreto di noi contemporanei. In cima alle priorità della politica e dell'azione pubblica deve stare il futuro ambientale del nostro Paese e dell'intero pianeta. Affrontare i cambiamenti climatici. Realizzare gli obiettivi di Kyoto, e i successivi che sarà necessario darsi per ridurre le emissioni. Potenziare le azioni di risparmio energetico. Espandere l'uso delle fonti rinnovabili. Investire in dosi massicce sulle infrastrutture e sulle tecnologie per la mobilità ecosostenibile. Mettere l'apparato industriale e di ricerca italiano in linea con quelli dei paesi che prima di noi hanno investito sulle nuove tecnologie per l'ambiente.
Energie Rinnovabili. Al tempo stesso, ognuno è tenuto a rispettare quel che la nostra Costituzione afferma e salvaguarda: la laicità dello Stato Repubblicano.
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E' questo spirito di ricerca e di confronto che sta alla base della proposta di legge sui Dico. Se è certamente vero ciò che Savino Pezzotta ha detto, circa il valore costituzionale della famiglia fondata sul matrimonio, è altrettanto vero che, come hanno fatto tutte le altre grandi democrazie, anche in Italia è giusto riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono.
Tutela dei lavoratori. Mettere l'apparato industriale e di ricerca italiano in linea con quelli dei paesi che prima di noi hanno investito sulle nuove tecnologie per l'ambiente.
La strada è quella indicata dai tre "20%" fissati come obiettivo al 2020 dall'Unione Europea: +20% di fonti rinnovabili, -20% di consumi energetici, -20% di emissioni di gas serra. Che vuol dire consumare molta meno energia per ogni euro di Pil prodotto, diffondere l'uso dell'energia solare ed eolica, promuovere il risparmio energetico nell'industria, nei trasporti, nei consumi civili.
L'Italia deve giocare da protagonista questa partita recuperando il terreno perduto, oppure non solo avremo mancato di dare il contributo che ci tocca a fermare i mutamenti climatici, ma ci ritroveremo più arretrati, meno dinamici e competitivi degli altri grandi paesi europe
Pubblica Amministrazione e RazionalizzazioneE' la precarietà soprattutto dei giovani, dei nostri ragazzi, delle nostre ragazze. In un tempo fantastico della vita viene chiesto loro solo di "aspettare". Aspettare di avere un lavoro certo, un mutuo per la casa e, con questi, la possibilità di mettere su famiglia e avere dei figli. La vita non può essere saltuaria. La vita non può essere part-time. Un imprenditore può assumere così, all'inizio, ma poi spetta alla comunità rendere certo l'incerto, per il ragazzo e per l'impresa.
E' la lotta alla precarietà, la grande frontiera che il Partito democratico ha davanti a sé.
Sicurezza e LegalitàSo che l'artigiano, il commerciante, il piccolo imprenditore quando è leale col fisco - e lo sono i più - paga molto, troppo. So che trova insopportabili i costi che deve affrontare per rispondere ai mille adempimenti burocratici che sono la premessa del pagamento delle tasse. So che, ad esasperarlo, è la distanza tra ciò che paga e ciò che riceve in cambio, in termini di infrastrutture, di efficienza della Pubblica Amministrazione, di buon funzionamento del servizio giustizia e sicurezza. E so infine che questo imprenditore si trova spesso di fronte ad un'Amministrazione Finanziaria che chiede a lui puntualità e precisione per ogni adempimento, ma è tutto meno che puntuale e precisa quando deve ridare al contribuente quei crediti che - specie nel caso dell'Iva - si fanno invece attendere per anni.
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E poi, penso ad un Partito democratico che lavori duramente alla riqualificazione della spesa pubblica: ogni anno, ci si scatena in una lotta durissima per limare ai margini i capitoli di spesa, in più o in meno, senza mai gettare lo sguardo sulla parte più consistente della spesa, quella che si ripete ogni anno, senza che ci si chieda se serve davvero a qualcosa. Le pubbliche amministrazioni devono invece giustificare l'utilità di tutte le somme che richiedono, non solo di quelle aggiuntive: giustificare fin dal primo euro ogni richiesta di stanziamento, valutare fino all'ultimo euro come sono stati utilizzati i soldi dei contribuenti.
Ricerca ed InnovazioniLa sicurezza. Cominciamo con l'essere chiari: nessuno scrolli le spalle o definisca razzista un padre che si preoccupa di una figlia in un quartiere che non riconosce più. La sicurezza è un diritto fondamentale che non ha colore politico, che non è né di destra né di sinistra. Chi governa ha il dovere di fare di tutto per garantirla.
Avendo ben presente il presupposto: integrazione e legalità, multiculturalità e sicurezza, vivono insieme. Insieme stanno. Insieme cadono. Chi viene da lontano per scappare dalla fame e dalla guerra non può che essere almeno accolto da un Occidente egoista e avido. Ma per chi ruba ai cittadini quel bene prezioso che è la serenità c'è solo una risposta, ed è la severità e la fermezza con cui pretendere che rispetti la legge e che paghi il giusto prezzo quando questo non accade, quale che sia la sua nazionalità. Chi viene qui per fare male agli altri o per sfruttare donne o bambini deve essere assicurato alla giustizia, senza se e senza ma.
Senso Civico, uno stato non visto come nemicoLa nazionalità non si difende con le barriere, ma con una maggiore competitività, con un'ampia disponibilità all'innovazione, con la capacità del sistema Paese di promuovere e di accompagnare.
Pnso ad esempio alle medie imprese. Il Paese vive di questo. Sono il cuore dell'Italia che produce, a cominciare dal Nord, anche perché ciascuna di esse porta con sé nella competizione globale un gran numero di micro-imprese. Stanno creando sviluppo, sono una delle carte più alte che abbiamo in mano per raggiungere possibili futuri successi. Vanno sostenute, vanno aiutate a diventare grandi, a non cadere in una spirale esclusivamente finanziaria, a spingere verso l'innovazione.
Scommettere sui Giovani....L'evasione è il cancro che corrode il rapporto di fiducia tra cittadino e Stato: se il livello della pressione fiscale italiana è ormai paragonabile a quello dei grandi paesi dell'Europa continentale, il più elevato livello di evasione ci dice che - sui contribuenti onesti e leali - siamo giunti a un carico elevatissimo, da record europeo. Il rischio è che si precipiti in un circolo vizioso: le innovazioni legislative funzionali alla lotta all'evasione mettono nuovi compiti burocratici e nuovi costi a carico dei contribuenti che già pagano; altre innovazioni legislative innalzano le aliquote o allargano le basi imponibili, mentre quelli che evadono tutto o quasi restano al riparo dalle une e dalle altre.
Mi chiedo se non si debba lavorare a un profondo ripensamento di tutto questo, per entrare in una spirale virtuosa: man mano che lo Stato abbassa le aliquote e semplifica gli adempimenti, i contribuenti accrescono il livello di fedeltà delle loro dichiarazioni, e la loro recuperata fiducia nello Stato crea quel clima di condanna sociale dell'evasione che oggi manca.
Non sto proponendo, vorrei che fosse chiaro, la flat tax, tanto cara alla destra in Europa e nel mondo. Sto parlando di un'iniziativa che - nel contesto di un sistema fiscale che obbedisce al principio costituzionale della progressività e, anzi, al fine di meglio applicarlo - rinnovi il patto fiscale che è alla base di una ben organizzata comunità.
Pgare meno, pagare tutti: in questi lunghi anni che ci stanno alle spalle, questo indirizzo è stato interpretato nel senso che solo quando tutti avranno preso a pagare tutto, secondo le aliquote elevate oggi in vigore, solo allora si potrà far pagare meno, cioè ridurre le aliquote, ottenendo un gettito pari. Mi pare di poter dire che i risultati delle diverse stagioni politiche non depongono a favore di questa strategia. Proviamo allora ad adottarne una che agisca contemporaneamente sui due tasti, attraverso un approccio graduale.
La nostra società deve muoversi. Oggi, in una società immobile, a pagare il prezzo più alto sono i nostri ragazzi, che prima dei venticinque-trent'anni non entrano nel mondo del lavoro, e che non possono più contare su quella sequenza certa - studio, lavoro, pensione - che abbiamo conosciuto noi. E' come se oggi la vita dei giovani italiani fosse scandita da un orologio sociale ormai sfasato, messo a punto per un tempo che non c'è più.
Perché mai oggi un ragazzo non deve poter avere le garanzie, le tutele sociali e le opportunità che esistono per i suoi coetanei inglesi? Perché non può contare su un efficace sistema di ammortizzatori sociali - quello verso il quale il governo si sta incamminando - di fronte al rischio di perdere il lavoro, di doverlo cambiare o anche solo alla voglia di farlo? Perché in questi casi non può fare affidamento su indennità di disoccupazione e su opportunità di formazione utilizzabili lungo l'intero arco della vita? E perché se vuole metter su famiglia e ha il problema della casa non deve poter contare su un vasto insieme di interventi che vanno dal rilancio dell'edilizia popolare, alla sperimentazione di un nuovo housing sociale, alla messa in campo di strumenti finanziari che sblocchino il mercato degli affitti o di interventi che rendano disponibili con meccanismi di mercato le tantissime abitazioni oggi vuote?
Mi ripeto, so di farlo: la lotta alla precarietà è la grande frontiera che il Partito democratico ha davanti a sé. Non si vince questa lotta senza riscrivere un patto generazionale tra gli italiani. Senza spostare le ingenti risorse oggi impegnate per far fronte agli squilibri del sistema pensionistico verso i giovani e la loro inclusione.
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Abbiamo bisogno di un piano nazionale per la scuola e l'Università. E' una priorità assoluta. Dobbiamo dare credito alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi. Renderli sicuri che alla fine del loro percorso formativo, sia nelle scuole secondarie che nelle Università, potranno avere accesso ad una prima esperienza di lavoro, sotto forma di stage, di master, di apprendistato tradizionale o di alto apprendistato. Dobbiamo offrire a tutte e tutti un'opportunità, con meccanismi di selezione trasparenti, che premino i più meritevoli. E valorizzare, soprattutto, il sistema dell'istruzione tecnica e professionale, per il quale il sistema delle imprese italiane esprime una domanda di circa 200 mila giovani qualificati all'anno, che spesso, e soprattutto al Nord, c'è difficoltà a reperire. Dobbiamo attrarre studenti e docenti nelle nostre università: per questo abbiamo bisogno di un sistema di campus universitari, come i tre che abbiamo in cantiere a Roma, che permettano di calmierare il mercato degli affitti e di offrire ospitalità a costi accessibili.
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E se qualcuno dice che c'è chi vuole "rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell'operaio", noi rispondiamo sì: vogliamo che siano uguali. Uguali non nel punto di arrivo. Ma in quello di partenza. Vogliamo che il figlio dell'operaio abbia tutte le opportunità cui ha diritto. Vogliamo che siano le sue capacità, i suoi sacrifici, la sua intelligenza a dire dove arriverà, e non che il suo posto nella società di domani sia stabilito a priori dal salario che suo padre porta a casa dopo una giornata passata davanti a una pressa. Vogliamo che il figlio del professionista non debba trovare più comodo o più realistico seguire il sentiero già tracciato, che possa scommettere su se stesso e seguire ciò che lo affascina, e diventare un ricercatore, uno scienziato, se è questo che desidera.





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