
Originariamente Scritto da
Marco Piccinini
Il parere di Tito Boeri
29-06-2007
Un Dpef di fine legislatura
Il governo ha approvato un Dpef di breve respiro e di breve periodo, molto attento agli interessi politici immediati e poco attento agli interessi di finanza pubblica, e del paese, di medio periodo. Insomma un Dpef di fine legislatura. Per vari motivi. Primo, il Dpef 2008-2012 delinea un percorso di finanza pubblica "peggiore" di quello che il paese aveva di fronte lunedì scorso, prima della tre giorni di "fiera della spesa" che si è tenuta a Palazzo Chigi. Secondo, il Dpef rimanda l’aggiustamento di finanza pubblica necessario a raggiungere il pareggio di bilancio interamente al 2009 e al 2010. Una scomoda eredità per chiunque governerà fra tre anni. Terzo, invece di sfruttare il ciclo economico positivo, si decide di prendere tempo. Quarto, offre un pessimo segnale per la trattativa sulle pensioni sulla quale il governo si trova ora ad avere le armi spuntate. Mentre la vera lezione da trarre è che le riforme rinviate nel tempo, anche quando scolpite su una legge già approvata, poi non vengono attuate.
Un business plan. Per i posteri
Poche settimane fa, durante il tormentone primaverile sulla destinazione "tesoretto", avevamo suggerito al ministero dell’Economia una semplice strategia di politica economica: per ogni euro speso oltre i 2,5 miliardi annunciati, il
Dpef avrebbe dovuto aumentare di un euro l’intervento correttivo nel 2008. Il ministro ha fatto esattamente l’opposto. Ha deciso di spendere
6,5 miliardi di euro invece dei 2,5 miliardi più volte annunciati e ha simultaneamente deciso di eliminare completamente ogni aggiustamento per il 2008. Questo significa che l’aggiustamento previsto per la Finanziaria 2008 sarà pari a zero, mentre il
deficit per il 2008 sarà rivisto al rialzo al
2,2 per cento. Per la prima volta dopo tanti anni, gli obiettivi sono peggiori del tendenziale (del quadro a legislazione vigente). La strada verso il raggiungimento del pareggio di bilancio è comodamente rimandata al 2009 e agli anni successivi.
L’idea del
Dpef dovrebbe essere quella di presentare un business plan pluriennale. In quest’ottica, l’obiettivo fondamentale di lungo periodo del paese, più volte annunciato dal governo con grande enfasi, è il
pareggio di bilancio nel 2011. Il messaggio che si evince dal
Dpef è chiaro. Il pareggio di bilancio potrà essere raggiunto con un aggiustamento fatto interamente da chi governerà nel 2009 e nel 2010. Non sorprendono perciò le "forti preoccupazioni" espresse dal commissario