Veltronia: tra Matrix e Second Life
Il guaio di Roma è che tutto il peggio è già stato detto e scritto ma questo non ha alcuna influenza sulla credibilità del sindaco. E’ il capolavoro mediatico di Walter Veltroni: separare la sua propria immagine da quella devastata e sofferente della città.
Per una sorte di miracolo comunicativo romani percepiscono con esattezza tutti i difetti della capitale ma non li collegano al sindaco, che viene invece avvertito come un’entità benevola e superiore, privo di colpe per quello che non funziona e colmo di meriti per le sue promesse e i suoi sogni. In misura minore ma comunque sostanziosa questo accade anche rispetto al suo partito e in genere alla sinistra. A Veltroni, nonostante militi nel Pci-Ds da decenni, ne sia stato ai vertici con continuità e abbia fatto il segretario per alcuni anni, viene riconosciuta una sorta di verginità, una alterità di fondo rispetto all’immagine usurata e polverosa dell’apparato e della sinistra in genere.
Ma il fenomeno a Roma è ancora più incredibile. Forse i non romani non se ne rendono conto appieno. Leggono sulla stampa le prodezze del sindaco, i suoi successi, le sue realizzazioni e, non disponendo di versioni alternative – poiché l’intera comunità giornalistica è più o meno consapevolmente al suo servizio – e soprattutto non vivendo a Roma, tendono a credere che ci sia qualcosa di vero. I romani sanno che non è così ma sono vittime di un incantesimo mediatico, di una fascinazione che li rende incapaci di attribuire a Veltroni il disastro sotto i loro occhi. Sono come i cittadini di Matrix prima di pretendere la pillola rossa che gli mostra la realtà del loro mondo.
E’ solo in virtù di questo fenomeno che, in una città dove le centraline anti-smog vanno in tilt quasi ogni giorno, le strade sono invase dalla spazzatura e il verde pubblico è ai minimi in Europa, Veltroni può mettere al centro del suo programma il tema dell’ambiente ed essere creduto. Allo stesso modo il sindaco può promettere sicurezza in una città dove non esistono controlli e regna l’impunità. O può sembrare affidabile quando parla di crescita economica per il paese mentre a Roma si arricchiscono solo i costruttori (ma le statistiche non lo svelano).
I sondaggi prontamente rilasciati dopo il discorso di Torino già danno il gradimento del sindaco sopra il 70 per cento e senza aver detto o fatto nulla. E’ un tipico fenomeno del veltronismo: tutto si concentra nell’annuncio, nella scenografia dell’evento, nella tempistica. In questo Walter è maestro: senza una notizia si è guadagnato le prime 9 pagine su tutti i principali quotidiani italiani. Prodi suda sette camice per conquistarne una e spesso è pure controproducente.
Veltroni è riuscito nel tempo a costruire attorno a se una sorta di “second life” parallela dove egli può cambiare i connotati al mondo come più gli piace. E’ il signore assoluto del suo altrove virtuale : può volare, passare attraverso i muri, essere ubiquo, dar da bere all’Africa e fare il presidente del Consiglio. Lì dentro tiene in trappola il 70 per cento degli italiani. Forse è a questo che pensa quando dice che serve “una nuova Italia”.




Rispondi Citando