Mourad Meghni
Nato a Parigi il 16-04-1984
Ruolo: Centrocampista
<SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><FONT face=Arial>Peso: 72


Mourad Meghni
Nato a Parigi il 16-04-1984
Ruolo: Centrocampista
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La scheda del giocatore:
Simone Del Nero
Nato a Carrara il 04-08-1981
Ruolo: Attaccante
<SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><FONT face=Arial>Peso: 76


GABRIELE DE BARI dal nostro inviato
KAPFENBERG - Lo chiamano ”el toro”, per la sua forza fisica e per la feroce determinazione che mette in campo. Lionel Scaloni ha rappresentato il colpo a sorpresa della Lazio, scelto per rimpiazzare Oddo e far crescere il giovane De Silvestri. Alle spalle una carriera importante, cominciata nell’Old Boys, proseguita con l’Estudiantes e colorata dal successo nel Mondiale giovanile nel 1998, prima di sbarcare in Europa. Otto stagioni vissute nel Deportivo La Coruna, il club che l’ha valorizzato a grandi livelli e nel quale ha vinto Liga e Coppa del re. Una breve esperienza nel West Ham prima di tornare in Spagna, nel Racing Santander. Una cinquantina di presenze in Champions League, avversario della Lazio in amichevole e del Milan nei ”quarti” del 2004, la sfida della clamorosa eliminazione dei rossoneri in Galizia (4-0). L’esterno ha fatto anche parte della nazionale al Mondiale in Germania.
Un elemento di esperienza e spessore internazionale che Rossi ha voluto per coprire bene tutta la fascia destra. Scaloni, infatti, oltre a essere difensore, gioca anche come centrocampista aggiunto e questo consente all’allenatore un’alternativa tattica in più. In scadenza di contratto, la Lazio l’ha acquistato a parametro zero, sfruttando la possibilità di tesserarlo come comunitario. «Mio padre - racconta - è nato a Montegranaro (Ascoli Piceno) e sognava di vedermi giocare nel campionato italiano. Adesso sarà soddisfatto della mia decisione. Ho detto subito sì alla Lazio perché, in Argentina, è un club molto seguito, conosciuto e famoso. E non soltanto per i colleghi connazionali che vi hanno giocato. A ventinove anni credo di poter ancora dare parecchio al calcio, sia perché sono fisicamente integro, sia perché sono arrivato in Italia animato da tanto entusiasmo».
Grazie al carattere gioviale e all’esuberanza, ha impiegato poco tempo a inserirsi nella squadra. In questi giorni ha compiuto apprezzabili passi avanti anche con la lingua: capisce le domande e risponde in spagnolo ma con i compagni cerca sempre di esprimersi in italiano. Ride, scherza persino con la stampa, fa gruppo. Anche se il taciturno connazionale Ledesma rappresenta il principale punto di riferimento di questa prima fase del ritiro. E presto avrà un altro argentino in formazione: Carrizo. «Mai visto un portiere così giovane con la personalità di Pablo: la Lazio ha compiuto una scelta giusta. Qui si lavora tanto, ho imparato a conoscere in fretta i sistemi di allenamento del tecnico, la squadra sta preparandosi bene per la Champions League, che resta il grande obiettivo della nostra estate».
Segue con particolare attenzione le lezioni tattiche di Rossi sul campo: la fase difensiva e quella offensiva. «Sono un calciatore che copre bene la fascia e che, appena può, prova a spingere». Il gol di Mauri, contro lo Stoccarda, è arrivato da un suo cross dal fondo. «Uno schema che si ripeterà spesso, però non mi considero il sostituto di nessuno. Ho la mia personalità e le mie caratteristiche tecnico-tattiche». Avrà il compito di far maturare il baby De Silvestri, per il quale nutre già massima stima. «E’ giovane e bravo, farà strada». Nella Lazio si sta riformando la colonia argentina, mentre nella Roma ci sono numerosi brasiliani. «I tifosi mi hanno già parlato del derby, di questa partita che tutti considerano speciale. Sarà anche una piccola sfida tra Argentina e Brasile: ”vamos a ganar”».


7/23/2007 4:43 PM
Talento Kolarov conquista la Lazio In Serbia lo chiamavano Roberto Carlos. Un nomignolo azzeccato dopo quanto ha fatto vedere fino a questo punto.
L’Uomo Forte è un ragazzo 21 enne alto, moro e dice sempre yes perché, in italiano, spiccica solo un paio di paroline. L’Uomo Forte è un bel tipino, si ispira ai bolidi del connazionaleidolo- eroe Sinisa Mihajlovic e quando l’imbrocca gli escono quasi in fotocopia.Volete conoscerlo pure voi? Nome da duro: Aleksandar. Cognome da durissimo: Kolarov. Peso massimo: 1.87 per 83 chilogrammi. Ruolo: terzino sinistro (una rarità) dalla tanta legna e dall’inesauribile spirito di sacrificio. Aleksandar Kolarov, l’impatto che è stato frontale, le sgroppate che sono impudenti, le serpentine che sono ficcanti, quel tiro che è uno schioppettata e parte ad innesco automatico da metri quaranta, trenta, venti: che sia di prima, di controbalzo, al volo o su calcio piazzato. Agli inglesi del West Ham, sabato scorso, ne ha fatto partire uno d’oltre centrocampo che la traversa s’è messa a tremare.
Cresce lo sbarbatello, gioca palla al piede, esce dall’area a petto in fuori, lievita di partita in partita. E’ arrivato da una settimana ma sembra nella Lazio da un anno. E’ stato « buttato » in campo e all’azione numero « due » della sua nuova avventura s’è preso sotto braccio il pallone e s’è incaricato di battere la punizione col favore dei compagni. Il calcio italiano si prepari ad accogliere un talento. Kolarov è la bella sorpresa di questa prima fetta di ritiro precampionato, la Lazio spera si confermi ad alti livelli. E Delio Rossi, in cuor suo, gongola. Se ne è innamorato. Lo sta sganciando a mo’ di pendolo tra panchina e campo, gli fa fare la riserva e lo celebra titolare, fosse per lui il sinistro glielo farebbe lucidare di giorno in giorno. Manco è arrivato, Kolarov, che ha sfoderato subito molle e attributi e non ha mai dato l’impressione di essere sfasato né dal nuovo ambiente, né dal modulo tattico, né dai metodi d’insegnamento e d’allenamento nuovi, né da niente e da nessuno.
Fonte Corriere dello Sport
Rischiamo di aver trovato il nuovo Sinisa...