VIGLIACCHI
A proposito dei recenti attentati di Londra e Glasgow, il Corriere del 2 Luglio si chiede:
“Ma chi sono gli uomini che hanno portato il terrore in Inghilterra? Attentatori suicidi o vigliacchi che volevano imitare Al Qaeda e all’ultimo momento non hanno avuto il fegato di farsi saltare?”
Qui, se mi permettete c’è una contraddizione in termini, perché se fino a ieri, anche nelle parole di Bushettino e derivati i kamikaze sono vigliacchi che si fanno saltare in mezzo a degli innocenti, ne consegue che chi all’ultimo momento NON si fa saltare dev’essere il contrario di un vigliacco, cioè un coraggioso. O almeno un vigliacco coraggioso o un coraggioso vigliacco.
A meno che non ci troviamo di fronte alle solite discriminazioni verbali secondo le quali chi lascia la nostra religione per un’altra è un apostata ma se dall’altra religione viene alla nostra è un convertito. Se dalla nostra polizia escono informazioni per la malavita si tratta di talpe, se succede il contrario sono dei confidenti. E così distinguiamo tra spie e informatori, traditori e pentiti, fanatici e collaboratori…
Fino ad arrivare all’assurdo che un popolo che non avendo altri mezzi per difendersi, decide in modo irrazionale e fanatico di gettare via la propria vita per un principio di libertà venga definito vigliacco sia che si faccia saltare in aria con tutto l’ambaradan, sia che per disgrazia, coincidenza o ragioni proprie, poi non lo faccia.
Aldo Vincent
GODERE CON LA LINGUA
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