
Originariamente Scritto da
Myrddin-Merlino
questa parte è molto istruttiva, e la dice lunga sulla destra nostrana berlusconiana ... che ha creato ad arte il caso Speciale, un generale assai bizzarro (adesso mi querela).
Speciale nomina suo aiutante di campo un ufficiale indagato dalla Direzione antimafia
In ogni caso, non si capisce perché il generale Speciale, quale pubblico ufficiale, nonché il colonnello Carbone ed il maggiore Cosentino, presenti a quanto si dice alla telefonata, quali ufficiali di polizia giudiziaria, non abbiano provveduto tempestivamente, in presenza di un'ipotesi di reato (la presunta minaccia del vice ministro Visco) a dare notizia dell'accaduto tempestivamente e nelle dovute forme, all'autorità giudiziaria competente, cioè alla procura della Repubblica di Roma, come sarebbe stato loro preciso dovere. In realtà si capisce benissimo perché non sia stata sporta alcuna denuncia. Non è stata sporta denuncia semplicemente perché non c'è mai stata alcuna minaccia da parte del Vice ministro. Va anche osservato che nei confronti di uno dei presunti testimoni delle pressioni e minacce, il maggiore Cosentino pende una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Direzione distrettuale antimafia presso la procura della Repubblica di Salerno per «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici» (articolo 479 del codice penale) e «peculato» (articolo 314 del codice penale) e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri (articolo 490 del codice penale). Tra l'altro, allo stesso maggiore Cosentino, quale suo diretto collaboratore (aiutante di campo), il generale Speciale aveva concesso un numero spropositato di encomi solenni che gli avevano consentito di classificarsi lo scorso anno al primo posto nella graduatoria di merito per l'avanzamento al grado di maggiore, scavalcando oltre 30 ufficiali del suo corso di accademia che lo precedevano in graduatoria. È significativa l'informazione riportata dalla stampa secondo la quale, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, è stato trasferito il comandante provinciale, colonnello Francesco Di Tommasi, il quale aveva coordinato le indagini sul caso.