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E D’ALEMA AVVERTE RIFONDAZIONE “VIA LO SCALONE? NON CI SONO I SOLDI”

Attacca D’Alema: “Le due grandi priorità di questa fase sono le pensioni troppo basse e la condizione previdenziale dei giovani. Una classe dirigente non può preparare la povertà dei propri figli, bruciando tutte le risorse”. Il ministro degli Esteri sembra averla presa da lontano, ma la questione è proprio quella attuale: la questione è lo “scalone”. “Si è formata una distorsione nel sistema previdenziale italiano: ci sono tre milioni di pensionati che hanno meno di 60 anni e che prendono pensioni mediamente più alte di quelle di coloro che hanno abbandonato il lavoro dopo i 60 anni”. E’ una distorsione che drena risorse, che produce “concorrenza sleale” nei confronti dei giovani perché molti pensionati riprendono a lavorare in nero.
Dunque “le pensioni di anzianità non sono una priorità”, forse sono un privilegio, in un paese nel quale l’aspettativa di vita media viaggia intorno agli 80 anni. Allora l’età di pensionamento andrebbe “speditamente” aumentata per tutti salvo per coloro che svolgono lavori usuranti. Ma il “coraggio” per elencare quali siano questi ultimi non c’è stato. Nel frattempo la composizione del mercato del lavoro è mutata perché non c’è solo il lavoro operaio ad essere faticoso. “Attenzione, lo dico a Rifondazione, ad alzare bandiere di una ideologia classista che corrisponde ad una realtà che non c’è più”. Conclusione logica: “E’ chiaro che i soldi per cancellare lo scalone non ci sono. Ma se anche si fossero sarebbe sbagliata un’operazione di questo tipo che costa 7,5 miliardi. Lo scalone va arrotondato, va spalmato. Però – santo cielo! – da un uomo di sinistra, trovo che le priorità siano altre. Non è un dramma andare in pensione a 58 anni”.
(da La Repubblica – 30 giugno 2007)



“NO AI RECINTI. UNIRE LA SINISTRA COMPRESO LO SDI”
(Dall’intervista a Titti Di Salvo, capogruppo SD alla Camera)
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Noi nasciamo per contribuire a cambiare l’Italia. Per essere una sinistra di governo.
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Ma se Prc e Pdci ripetono che lo scalone va abolito, Mussi è apparso più possibilista sull’allungamento dell’età.
In quella lettera c’è scritto che si deve trovare l’accordo con il sindacato. La proposta messa sul tavolo quando si è rotto, quella dei 58 anni con tre anni per sperimentare, è importante. 58 anni è l’età in cui realisticamente si va in pensione.
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(da Il Manifesto 30 giugno 2007)



RIFONDAZIONE E’ PIU’ SOLA

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La notizia sta nel fatto che persino gran parte dell’arco della sinistra “radicale” e dei suoi leader (Mussi, Pecoraro Scanio, fino a Di liberto) sarebbe disponibile a “chiudere” sulla mediazione avanzata dalla Cgil. Rifondazione esclusa, naturalmente, visto che continua a insistere su una posizione tanto rigida quanto “anti-Cgil”. Peraltro, ieri persino il presidente della Camera Bertinotti ha dovuto smentire, con una nota ufficiale, una sua (presunta, stante alla nota diramata dal portavoce, e forse, in parte, concreta) disponibilità ad accettare l’ipotesi di mediazione avanzata dal ministro Damiano, quella degli scalini fino a 61 anni. Ipotesi che il Prc continua a rifiutare….L’abolizione secca” dello scalone è impossibile.…. Solo Rifondazione sembra non capirlo.
(da il Riformista 30 giugno 2007)