Willer Bordon è un prodiano della prima ora, senatore dell'Ulvio, deluso da come si sta strutturando il partito democratico. Ma ora va ben oltre. E, in un'intervista ad Affari, parla apertamente della possibilità, sempre più concreta, che il governo Prodi possa cadere. "Gli interessi del Paese vengono prima di tutto. Questo è ciò che mi sento di dire in una situazione estremamente confusa nella quale ancora ieri è avvenuto un fatto gravissimo. Le istituzione e le legalità vengono prima di ogni cosa".
A che cosa si riferisce?
"Per interesse di una parte ben definita della Margherita si è violato palesemente il dettato costituzionale, sottraendo a un senatore legittimo la possibilità di essere proclamato. E' un fatto di una gravità inaudita che riassume, aihmé, il cammino storto di questa legislatura. Estendo quindi molto duramente la mia critica".
Un giudizio pesante...
"Se parte così il partito democratico... parte molto, ma molto male. Ritengo che tutto ciò indebolisca ulteriormente le condizioni della maggioranza a Palazzo Madama, su questo non c'è alcun dubbio. Ma non per fare gli interessi di Berlusconi, che mi sembra invece interessato a tutt'altro".
Che ne pensa dell'ipotesi di un esecutivo istituzionale o del Presidente?
"Lavoro da vent'anni per avere un Paese normale con governi normali e non degli inciuci. Quello che è avvenuto ieri, con la compiacenza ampia di una parte del Centrodestra, è stato un inciucio contro la legalità del Parlamento. Quindi tutto si fa più facile e probabile".
Ovvero?
"E' evidente che c'è un modo assolutamente scriteriato di muoversi di una parte della maggioranza, che è responsabile e che rischia di essere protagonista della sua caduta. Il mio problema non è passare da uno schieramento all'altro, non ho mai amato i ribaltini e i ribaltoni. Il problema è molto più secco e sta nel modo in cui negli ultimi tempi si comporta una parte della maggioranza. Così vengono meno i presupposti per cui una parte del Paese l'ha votata".
A chi si riferisce in particolare?
"Aihmé, nel caso di ieri a parti dell'Ulivo che hanno, per interessi assolutamente di corrente, permesso che si compisse questo scempio di carattere istituzionale. Se questa è la novità del Pd... si lasci stare la denominazione partito democratico perché qualcuno potrebbe querelarli per diffamazione".
A Natale ci sarà ancora il governo Prodi?
"Una settimana fa alla domanda se fossimo al 31 dicembre... ho risposto che Prodi sarebbe ancora premier, ma non saprei se potesse esserlo ancora il primo gennaio. A questo punto temo che la mia previsione sia ottimistica".
Accidenti...
"Vedo che si sta lavorando, in vario modo, da varie parti e per motivi contrastanti, esattamente per questo".
Si riferisce a parti della maggioranza?
"Non vi sono dubbi. Qualche volta in modo cosciente, altre volte no. Suggerisco a Veltroni di evitare di dire continuamente che il governo deve concludere la legislatura e arrivare fino al 2011".
Perché?
"Così rischia di essere non credibile, la sua stessa discesa in campo comporta un'accelerazione dei processi e rischia di non rendere comprensibile come si possa fare per quattro anni il leader del maggior partito di maggioranza e il sindaco di Roma. Alla lunga diventa incompatibile. Sommiamo tutte queste cose e si vede che la mia è una valutazione fredda, anzi gelida, rispetto ai tanti aspiranti stregoni che vedo nella maggioranza".
E' deluso...
"Non sono più neanche furibondo. Ieri, con un patto scellerato, una parte dei reggenti delle correnti dei partiti ha deciso che dovesse entrare un senatore che non aveva diritto rispetto a uno che ne aveva. Spero ci sia la possibilità di trovare gli strumenti per rimediare. Ma per me da oggi questo Parlamento è meno legittimo".
Insomma, Prodi sta seriamente rischiando...
"Fuor di metafora: vedo aumentare i pericoli di un collasso: dalle pensioni agli interessi privati-politici in atti di ufficio, come è avvenuto ieri. A questo punto faccio un appelo affinché tutti firmino questo benedetto referendum per sbaraccare il sistema partitocratico che sta offendendo l'intelligenza degli italiani. D'altronde, come può funzionare il governo con i numeri così stretti e le trappole che sono state messe sul percorso di Prodi, alcune anche con il suo stesso consenso?".
affaritaliani.it


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