





Pezzo di GIUDEO...CAROGNA e BUGIARDO...I Palestinesi sono gli antichi Filistei e Cananei(quelli di Gaza) che dimoravano in Palestina ancor prima che la Stirpe di Abramo si affacciasse alle sabbie del deserto venendo NON si SA da DOVE.... Ecco la vostra INFAME TECNICA...MENTIRE...MENTIRE...e poi ancora MENTIRE confidando nell'IGNORANZA e nella INGENUITA' dei GOYS....
Giuliano Apostata










i dati li ho presi da wikipedia e da varie enciclopedie, da Limes e dai testi universitari che ho a casa, di luttwack ho letto solo "la grande strategia dell'imper romano", testo studiato in tutte le maggiori università del mondo E di quasi due pagine di testo hai capziato, motivando la tua obiezione con un bel pregiudizio che fa davvero sorridere di compassione, su mezza riga, ignorando il resto... Molto maturo.anch'io la definisco entità sionista, non ne riconosco il valore di nazione. Sbagli nelle cause della nascita non è stata un occupazione di alcuni coloni in una terra disabitata, è un territorio comprato economicamente da ricchi ebrei uniti nel movimento sinista col progetto PICA, e riempito artificialmente di persone attraverso convenzioni economiche con gli stati europei proprietari delle terre.
Non ho parlato di terra disabitata ma di territori senza un entità nazionale definita... Non ho parlato di moralità, nelle questioni di sopravvivenza dei popoli credo che la moralità sia l'ultima delle cose alle quali pensare. Il mio commento, che credo fosse un tantinello più articolato, non è una esaltazione o una giustificazione del sionismo, è un'analisi a mio avviso storica e parte dall'accettazione del fatto che esiste israele come stato, e benché qualcuno dalla poltrona di casa sua decida cosa sia uno stato e cosa non lo sia, magari con ben poche nozioni in materia, Israele è uno dei più avanzati stati della Regione e una nazione di buon livello nel panorama mondiale, sopratutto alla luce dei problemi di cui amabilmente disquisiamo.
PArlare con uno che non riconosce uno stato sovrano che ha leggi, infrastrutture, lingua, popolo e territorio, benchè conteso, è profondamente frustrante e squalificante, sopratutto alla luce del fatto che si erge sopra gli altri e fa la morale a tutti... Io in Israele ci sono stato, credo sia un miracolo quello che quelli che definite porci assassini hanno fatto in mezzo al deserto, quello che in 160 anni (non 60, gli ebrei sono cominciati ad arrivare nel XIX secolo, quando ancora la palestina era ottomana, comprando le terre agli ottomani e ai palestinesi).
Durante i secoli precedenti, si erano già verificati casi di Ebrei europei che emigravano verso la Palestina ed in particolare Gerusalemme, la città santa della religione ebraica. Nella regione era quasi sempre esistita una minoranza ebraica, soprattutto a Gerusalemme e a Hebron, le due città più importanti per gli Ebrei da un punto di vista religioso. Ciò nonostante, all'epoca della nascita del movimento sionista la grande maggioranza della popolazione della regione rimaneva araba e musulmana, con consistenti minoranze di cristiani arabi o armeni.
I sionisti non vedevano un problema in questo dato di fatto, sostenendo che l'arretrata popolazione araba avrebbe tratto giovamento dall'immigrazione di europei in vasta scala, che avrebbe rivitalizzato la regione, e che comunque la piccola popolazione araba (non più di mezzo milione di persone) non costituiva in nessun modo un popolo con una propria identità nazionale, in quanto si sarebbe integrata nel nascituro stato (Herzl, Congresso di Basilea).
Il movimento sionista è stato oggetto di molte critiche e censure da parte dei suoi oppositori proprio per l'indifferenza, in alcuni casi, nei confronti della popolazione nativa della regione; ma la critica più diffusa è piuttosto quella di aver mirato, fin dall'inizio, alla decisione di espellere i palestinesi dalla terra in cui abitavano (Benny Morris. Vittime. Milano, Rizzoli, 2001, questo non è un ebreaccio di merda, se vuoi leggere il libro). Il comportamento sionista è stato assimilato da alcuni ad un tipico atteggiamento colonialista europeo, anche se da questo, per lo meno dagli anni '20, si è differenziato per lo meno per una caratteristica: quella di impiegare manodopera ebraica, non palestinese. Lo scopo non è quello di sfruttare gli indigeni, come è nel colonialismo classico, ma di sostituirli.
In molti rispondono che la Palestina era solo una provincia povera e dimenticata dell'Impero Ottomano prima dell'arrivo dei sionisti, e che gli immigrati ebrei, grazie all'Agenzia Ebraica, comprarono inizialmente la terra da latifondisti arabi, spesso assenteisti e ben contenti di vendere appezzamenti di terra ai sionisti spuntando prezzi altissimi, del tutto indifferenti alle sorti dei contadini arabi della regione. Fino ad allora, l'economia locale era feudale: se la terra passava dal latifondista A a quello B, la differenza per i contadini ( fallāḥīn ) locali consisteva nel pagare le imposte a B piuttosto che ad A. A partire dagli anni '20, quando i sionisti acquistano la terra, provvedono invece ad espellerne gli abitanti e cercano di non farne assumere anche nelle industrie o nel porto di Haifa. Di qui uno dei motivi fondamentali dell'opposizione araba al sionismo.
Ancora a dimostrazione che non è bianco o nero ma grigio, un grigio di indefinibile e a priori imprevedibile sfumatura.
grazie.