Altro che effetto serra, il rischio vero è il global cooling. E’ questa la conclusione di una ricerca condotta dal professor Timothy Patterson, direttore del Geoscience Centre della Ottawa-Carleton University.
Qualche giorno fa, lo studioso canadese ha anticipato gli esiti di un suo studio in un lungo articolo pubblicato dal quotidiano conservatore National Post. Patterson spiega che i timori per il progressivo riscaldamento terrestre sono ingiustificati e che la vera sfida, semmai, sarà quella contro il freddo:
“Entro il 2020 – scrive – il Sole inizierà il più debole dei cicli Schwabe degli ultimi due secoli, portando probabilmente temperature molto rigide sulla Terra. Iniziare ad adattarsi a questo periodo, che potrebbe andare oltre gli undici anni di un normale ciclo (come accadde per la Piccola Era Glaciale) dovrebbe
essere una priorità per i governi.
E’ il global cooling, non il global warming, il maggior pericolo per il clima mondiale e per il Canada”.
Lo stesso ricercatore canadese se la prende poi con le cassandre del
“cambiamento climatico”, ricordando che “l’unica costante che si può riscontrare nella storia della Terra è che il clima cambia di continuo: seimila anni fa era in media più caldo di 3 gradi. Dopo le glaciazioni la temperatura
salì per un periodo al ritmo di 6 gradi ogni dieci anni, contro gli 0,6 di oggi”.
saluti




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questo è pazzo
.....
.........
una birra....fa un caldo.....KANE
