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    Predefinito Per un pugno di...Pollari.

    Sismi, Pollari parla di

    spionaggio - Schedati illegalmente magistrati, politici e militari dall'inizio del governo Berlusconi

    ROMA - Se voleva sollevare un vespaio nel mondo politico, Niccolò Pollari c’è riuscito in pieno. Nessuno si aspettava che l’ex direttore del Sismi, chiamato in ballo per la schedatura illegale di magistrati, politici e militari, si sarebbe difeso parlando di “aria di regime” e dicendosi pronto a svelare i misteri di venti anni di attività dei servizi segreti italiani.
    A sinistra le parole di Pollari suscitano sconcerto. Il diessino Massimo Brutti, vicepresidente del Comitato di controllo dei servizi, si scaglia contro l’ex numero uno degli 007 dicendo che le sue parole «sono di estrema gravità».
    Secondo Brutti, Pollari deve presentarsi davanti al comitato di controllo e «dire ciò che sa».
    Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, insiste nella richiesta di una commissione di inchiesta sulla vicenda dei dossier, che a questo punto «è necessaria per la vita del Paese».
    Antonio Di Pietro prende spunto dalla vicenda e chiede che venga tolto il segreto di stato sui misteri d'Italia. In particolare, Di Pietro chiede che sia eliminato il segreto sul rapimento dell'imam Abu Omar.
    «Se è vero che si è deciso di scoperchiare la pentola, è bene mettere la magistratura in condizione di operare a 360 gradi senza i continui sgambetti che il governo finora le ha posto», sottolinea il ministro dell'Italia dei Valori.
    Secondo Rifondazione Comunista il fatto che Pollari voglia dire la verità «è un dovere costituzionale». Ma l'operazione trasparenza reclamata dall'ex direttore del Sismi, sostiene il capogruppo del Prc Russo Spena, non può essere «un obliquo segnale politico».
    A destra, l'affondo di Pollari viene raccolto polemicamente per rilanciare le accuse al governo e alla maggioranza. Secondo il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, la sinistra «si meriterebbe che venisse tolto davvero il segreto». Farlo, argomenta l'esponente azzurro, esporrebbe l'Italia al rischio di attacchi del terrorismo islamico, ma forse è l'unico modo per rispondere alla «sinistra giustizialista e avventurista che accusa Berlusconi di responsabilità oggettiva e Pollari di golpismo». L'altro tema su cui ci si scontra è la necessità di una commissione di inchiesta per fare chiarezza sui dossier illegali. Se il centrosinistra la vuole, l'opposizione non vuol sentirne parlare.
    Nemmeno Pier Ferdinando Casini, indicato dall'Udeur come possibile presidente della commissione. Il leader dell'Udc declina l'invito e sostiene che la vicenda deve essere affrontata dal Copaco, dove deve essere «approfondita con rigore», anche per evitare il rischio di un eccesso di proliferazione di commissioni di inchiesta. Anche An è contraria alla commissione: si lasci lavorare il Copaco, sostiene Maurizio Gasparri, che accusa la sinistra di «sostenere chi fa il tifo per il terrorismo islamico piuttosto che chi lo ha combattuto».
    Umberto Bossi liquida il tutto con una battuta: «La vicenda Sismi è una farsa messa in piedi per non parlare dei problemi veri del Paese». Nel frattempo il senatore De Gregorio, al quale Pollari ha affidato la sua dichiarazione, dice che l'ex capo del Sismi non ha messaggi da lanciare, se non ai cittadini, ai quali ha intenzione di far conoscere tutta la verità».

    Corriere.com

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  2. #2
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    Sulla commissione d'inchiesta Pollari divide la maggioranza

    Mastella insiste, Violante prudente



    «Bisogna arrivare all'accertamento della verità e a questo punto la commissione d'inchiesta è indispensabile». Con queste parole il ministro della Giustizia Clemente Mastella, a Napoli, ha ribadito la necessità della istituzione di una commissione che faccia luce sul dossier Sismi. Dopo le minacce dell'ex numero uno del Sismi, Niccolò Pollari, di svelare i misteri d'Italia, il Guardasigilli ha risposto anche a chi si è detto nei giorni scorsi contrario a questa idea. «Voglio dire a quelli che sono reticenti alla costituzione della commissione, tra cui il mio amico Violante, che quando si utilizzano portavoce particolare, vuol dire che il Copaco perde di quell'aurea di cui, per definizione costituzionale era garanzia per l'accertamento della verità». Poi Mastella ha ribadito: «Io chiedo la commissione di inchiesta non come parlamentare o ministro della Giustizia, ma come cittadino».
    Di diverso avviso i Ds. «Basta il Copaco» a fare luce sulla vicenda dei dossier illeciti del Sismi, mentre «una commissione d'inchiesta su temi a così alta conflittualità sarebbe solo un'altra arena di combattimento tra le forze politiche». Il presidente della commissione affari costituzionali della camera, Luciano Violante, si manifesta tutto interno ad una logica istituzionale per cui i segreti dei Servizi non si "mettono in piazza". «Ora il Copaco deve lavorare- ribadisce Violante- e consegnare entro luglio un rapporto al parlamento in cui si schiariscano tre punti: se lo spionaggio era fatto dal Sismi o da Pio Pompa, se i dossier arrivavano sul tavolo del presidente del consiglio e se il governo dava output indicando ai servizi cosa fare».
    Al generale Nicolò Pollari che ha annunciato di voler rivelare i «Misteri d'Italia» degli ultimi vent'anni, Violante risponde: «Pollari scriva pure un suo libro di memorie, ma non può chiedere per i suoi racconti una commissione d'inchiesta». Quanto alla sua esortazione a «usare cautela» sulle eventuali responsabilità dell'ex premier Silvio Berlusconi, Violante precisa che avrebbe fatto «la stessa richiesta per qualsiasi presidente del consiglio, perché sappiamo come lavorano, in tutti i paesi, i servizi segreti».
    L'Italia dei Valori, al contrario, chiede, dopo le parole di Pollari, le sue dimissioni da consigliere di Stato. «Chiarire su tutta la vicenda è suo preciso dovere, esattamente come non è suo diritto indicare in quale contesto o presso quale autorità farlo», afferma Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, «E` inaudito che la Repubblica e l'intero concetto di democrazia debbano sottostare al giogo di un funzionario dello Stato, al quale, inoltre, fa da sponda un parlamentare che farebbe meglio a spiegare perché, da qualche tempo a questa parte, riveste il ruolo di portavoce ufficiale di alcuni esponenti delle forze armate - aggiunge -. Le parole di Pollari pur suonando come le minacce di chi non sa più a che santo votarsi, destano comunque preoccupazioni e perplessità. A questo punto, viste le modalità e il tenore delle sue affermazioni il Governo deve assicurarsi che l`ex direttore del Sismi giunga davanti alla Commissione d'inchiesta, o al Copaco, privo di ogni incarico pubblico».
    Nessuna verità fino a che non verrà tolto il segreto di Stato. Dall'ala sinistra dell'Unione sulla vicenda Pollari non arriva nessun commento. Fatto salvo quello dei Verdi. «Pensiamo sia necessario fare chiarezza rispetto a questa vicenda inquietante di un servizio segreto che ha messo sotto schedatura magistrati italiani. Pensiamo che si debba lavorare sul segreto di Stato perchè qualunque commissione d'inchiesta si fermerà davanti a questo». Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, spiega qual è la posizione del partito in merito all'istituzione di una commissione di inchiesta sul Sismi. «Bisogna fare chiarezza fino in fondo - prosegue - perchè quel che ha fatto il Sismi equivale a quello fatto quando vi erano dei veri metodi golpisti».
    «Pollari - aggiunge - dimostra che non si sta comportando da uomo di Stato, dimostrando di mandare messaggi a parti dello Stato dopo aver acquisito informazioni. Deve esserci una reazione democratica da parte del Parlamento ed una Commissione di inchiesta - sottolinea - può essere un utile strumento ma, dobbiamo lavorare anche sul segreto di Stato». A chi infine gli chiede perchè il Copaco non potrebbe bastare, il capogruppo dei Verdi risponde: «Crediamo che i cittadini debbano sapere e che quindi nel momento in cui saranno fatte affermazioni con degli omissis i dubbi saranno alimentati».




    L'Unità



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  3. #3
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    Predefinito Le reazioni alle parole di Pollari

    Le reazioni alle parole di Pollari DONADI: POLLARI DEVE CHIARIRE, NO A MINACCE
    "E' inaudito che la Repubblica e l'intero concetto di democrazia debbano sottostare al giogo di un funzionario dello Stato, al quale inoltre fa da sponda un parlamentare che farebbe meglio a spiegare perché, da qualche tempo a questa parte, riveste il ruolo di portavoce ufficiale di alcuni esponenti delle Forze armate". Lo afferma il presidente dei deputati di Italia dei Valori, Massimo Donadi. "Le parole di Pollari - aggiunge - pur suonando come le minacce di chi non sa più a che santo votarsi, destano comunque preoccupazioni e perplessità. A questo punto, viste le modalità e il tenore delle sue affermazioni, il governo deve assicurarsi che l'ex direttore del Sismi giunga davanti alla commissione d'inchiesta, o al Copaco, privo di ogni incarico pubblico". "Chiarire su tutta la vicenda - conclude Donadi - è suo preciso dovere, esattamente come non è suo diritto indicare in quale contesto o presso quale autorità farlo".

    ROTONDI: ATTACCO VERGOGNOSO A POLLARI
    "Nei confronti del generale Pollari e della Cdl è in atto un vergognoso e strumentale attacco da parte della sinistra che tenta così di distogliere l'attenzione da situazioni che potrebbero vederla coinvolta. Non si trattano così i servitori dello Stato come Pollari a cui ora va data la possibilità di sentirsi libero di parlare". Lo afferma il segretario della Dc per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.

    FABRIS (UDEUR): PDL PER COMMISSIONE INCHIESTA
    "Anche Paolo Cirino Pomicino ha aderito, come secondo firmatario, alla proposta di legge per istituire la Commissione d'inchiesta sul caso Sismi, che abbiamo depositato stamattina. Adesso ci auguriamo che cominci subito l'esame in Parlamento". Lo afferma il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris. "Ce n'é tanto più bisogno - sottolinea Fabris - se si considera la lettera mandata ieri del generale Pollari non al presidente del Copaco Scajola, bensì a quello della Commissione Difesa del Senato De Gregorio. A dimostrazione che lo stesso Pollari sente la necessità, per esternare eventuali sue verità, di rivolgersi ad un organismo con poteri più ampi del Copaco il quale, va sottolineato, sino alla richiesta del ministro Mastella di istituire una commissione d'indagine sulla vicenda non aveva sentito il bisogno di convocare chicchessia". "Dunque la commissione d'indagine serve - conclude Fabris - a meno che non ci sia qualcuno, a destra come a sinistra, che si senta intimorito dalle dichiarate volontà del generale Pollari di rispondere".

    BERTOLINI: POLVERONE DI GOVERNO A FINE CORSA
    "Sismi? La madre di tutti i polveroni. Il pronto soccorso della magistratura rossa a Prodi in agonia. Arma a doppio taglio per l'Unione dei veleni, presa in contropiede da Pollari". Lo afferma Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia. "Il governo del professore è davvero arrivato a fine corsa. Deve nascondere i suoi fallimenti dietro manovre propagandistiche che finiranno in fumo, devastando i servizi. Prodi, Fassino e l'Unione - conclude - farebbero meglio ad occuparsi degli Italiani, visto che ormai non riescono a prendere nessuna decisione e il Paese è allo sbando".

    VIOLANTE: CAUTI SU BERLUSCONI, INDAGHI COPACO
    "Per conoscere la verità basta accertarla, a farlo deve essere il Copaco, che ha i poteri per compiere questo tipo di indagine". Luciano Violante, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, in una intervista al Corriere della Sera boccia l'ipotesi di istituire una commisione d'inchiesta sul Sismi. "Sono contrario - spiega - al proliferare di commissioni che negli ultimi tempi sono servite prevalentemente ad animare una bieca e sleale lotta politica come è avvenuto per quelle su Mitrokhin e Telekom Serbia". "Io ritengo utile - aggiunge - una rapida indagine del Copaco che termini con un rapporto al Parlamento entro il mese di luglio. A quel punto potremo decidere se ci sono le condizioni per un'inchiesta parlamentare che avrebbe certamente tempi più lunghi e che comunque necessità di una legge apposita". In merito alle accuse rivolte da Piero Fassino a Silvio Berlusconi presidente del Consiglio quando Nicolò Pollari era direttore dei servizi segreti, Violante precisa: "E' un'ipotesi, ma non si può imputare al capo del governo tutto quello che accade nei Servizi. Io sarei più cauto prima di parlare di responsabilità politiche. Al momento - aggiunge - non ho elementi per affermare che Berlusconi o chi per lui abbia usufruito di questi documenti".

    GASPARRI: NO A COMMISSIONE, RISCHI PER PAESE
    "Da più parti, con realismo, si prende atto che una commissione speciale sulle vicende del Sismi metterebbe a rischio la sicurezza del Paese. Solo degli irresponsabili e delle persone in malafede possono immaginare che sia utile mettere in piazza vicende che devono essere esaminate senza sconti, ma con la necessaria riservatezza". Lo afferma Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di An. "Bisogna accertare eventuali responsabilità, tenendo conto che i nostri Servizi hanno preservato l'Italia dai rischi del fondamentalismo terrorista. Qualcuno, invece, con scarso senso di responsabilità sembra quasi tifare per il terrorismo. Del resto, il diessino Pompa, ha messo insieme un po' di carte elencando una serie di banalità. Che il ruolo di Magistratura Democratica sia politico lo sanno tutti. Che siano esistiti collegamenti tra diversi ambienti per criminalizzare il centrodestra è un altra verità addirittura banale. Si eviti, insomma, di esporre a gravi rischi il paese. Pare che perfino Prodi se ne renda conto e questo è un dato positivo. Basta con questi polveroni - conclude Gasparri - sollevati soltanto per distrarre dalle malefatte della sinistra".

    A luta continua

  4. #4
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    Per Agamennone che thread macabro.

    Avevi una vipera che ti mordeva la caviglia quando lo hai ideato?

    Sai che c'è? Ora copio incollo da Libero.


  5. #5
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    Non si legge niente, ma è meglio così, datemi retta. Io l'ho letto...

  6. #6
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    POLLARI, PARLERO' SE IL PREMIER AUTORIZZA ROMA - "Rispetto il segreto di Stato. Ma se il presidente del Consiglio riterrà di svincolarmi da questo segreto state tranquilli che sarò estremamente esaustivo. Ma solo se il premier mi autorizzerà". Lo ha detto l'ex capo del Sismi, Niccolò Pollari parlando con i giornalisti prima della colazione in un ristorante romano con il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

    SISMI: DE GREGORIO, "POLLARI SEMPRE AUTORIZZATO"
    "Le dichiarazioni di Pollari non rappresentano assolutamente un ricatto: quest'uomo si è chiuso in un silenzio di tomba, e quando si è visto raccontare come un eversore ha riflettuto con serenità e ha ritenuto che la cosa migliore da fare fosse quella di raccontare al Parlamento e al Paese tutta la verità, in modo da rivelare che mai il Sismi, sotto la sua direzione, si è mosso senza l'autorizzazione del Governo". Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader del movimento politico Italiani nel Mondo, nel corso della trasmissione "Radio anch'io", condotta da Stefano Mensurati. "Pollari si è visto indicato - ha proseguito De Gregorio - come a capo di una cosca di eversori che ha tramato contro le istituzioni: uno scenario da incubo, che un funzionario dello Stato non può sopportare, avendo servito il Paese in questi anni e avendo consentito all'Italia di non contare le proprie vittime del terrorismo islamico, rafforzando inoltre il ruolo guida dell'intelligence nello scenario mediorientale. Ma evidentemente - ha concluso De Gregorio - a questo Governo non basta avvicendare alti uomini dello Stato, ma si avverte la necessità di ricoprirli di fango, come dimostra anche il caso Speciale".

    DE GREGORIO, ITALIA SABOTO' MEDIAZIONE SISMI SOLDATI ISRAELE
    Il governo italiano, attraverso il Sismi, tentò di mediare per la liberazione dei soldati israeliani catturati dagli Hezbollah in Libano, ma poi qualcuno dall'Italia fece saltare quella trattativa che portò allo scoppio della guerra del Libano: ad affermarlo è Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader del movimento Italiani nel Mondo, in diverse interviste, una alla trasmissione radiofonica "Radio anch'io", una al quotidiano "L'Opinione" e l'altra al quotidiano israeliano "Maariv".

    "Il servizio di sicurezza italiano - dice De Gregorio alla radio - è stato capace di intrecciare relazioni straordinarie e di proteggere il paese dalle terribili minacce a cui è stata sottoposta l'Europa. All'epoca del governo Berlusconi, i servizi non solo hanno liberato ostaggi italiani dalle mani dei fondamentalisti, ma hanno operato persino per la liberazione di sequestrati di altre nazionalità, a testimonianza che la nostra rete di intelligence ha contatti fortissimi". "Nel corso di una missione istituzionale a Beirut - prosegue - io e il presidente della commissione Esteri Lamberto Dini venimmo a sapere dal presidente del Parlamento libanese che l'Italia era a un passo dalla liberazione dei prigionieri israeliani, il cui rapimento fu la causa scatenante del conflitto. Ci furono raccontati particolari, ci fu detto che erano già pronti gli elicotteri per la loro liberazione e per i prigionieri rilasciati dagli israeliani in cambio". Questo, conclude a 'Radio anch'iò, non accadde e per De Gregorio "la verità sul perché si sia interrotto questo circuito virtuoso appartiene a Pollari e al presidente del Consiglio Romano Prodi".

    "E' vero - dice poi a 'l'Opinioné - che la guerra in Libano contro gli Hezbollah scoppio anche perché all'ultimo momento qualcuno dall'Italia fece saltare la trattativa condotta dal Sismi per la liberazione dei soldati Ehud Goldwasser ed Eldad Regev rapiti in territorio isrealiano il 28 giugno 2006? Purtroppo sì". De Gregorio accusa non precisati ambienti italiani di aver sostanzialmente sabotato una intesa che era ad un passo. Nell'intervista a 'L'Opinioné, sempre a proposito della vicenda dei soldati israeliani, aggiunge infatti: "Pollari potrebbe raccontare come naufragò il tentativo congiunto con l'intelligence israeliana per avere indietro i due soldati rapiti in Libano dagli Hezbollah e come un contrordine politico giunto dall'Italia abbia mandato tutto all'aria all'ultimo momento, facendo precipitare la situazione". Insomma - chiede il giornale - la politica del governo italiano attuale ha fatto scoppiare la guerra tra Libano e Israele? "Fu quella - risponde De Gregorio - la conseguenza di quel mancato accordo con gli Hezbollah, come è sotto gli occhi di tutti. Pollari potrebbe raccontare chi veramente aveva a cuore la pace e chi curava solo interessi personali e strumentali".

    JANNUZZI, 'SPIAI' IO, DA POMPA SOLO RITAGLI
    Lino Jannuzzi, giornalista e senatore di Forza Italia, scrive per il prossimo numero di 'Panorama' la sua 'testimonianza' sulla provenienza delle carte circa il presunto "spionaggio" ai danni di magistrati trovate nell' ufficio di Pio Pompa al Sismi. "Confesso che ho spiato", scrive Jannuzzi, raccontando del suo articolo di 6 anni fa per 'Panorama' su un incontro (poi smentito dai magistrati citati nel pezzo, che vinsero anche la causa intentata per diffamazione) tra quattro magistrati a Lugano (Ilda Boccassini, Carla Del Ponte, Elena Paciotti e Carlos Castresana) che avrebbero "concertato" la "comune azione giudiziaria contro Berlusconi". Secondo Jannuzzi, è di quell'articolo e della eco che ebbe sul resto dei media che si è trovata traccia nel "presunto archivio" di Pompa al Sismi: solo "ritagli di giornali o file di Internet".

    A luta continua

 

 

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