Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Aidid

  1. #1
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    Predefinito Aidid

    A 13 anni dalla fuga istruttori americani addestreranno le truppe
    Gli Usa preparano il ritorno in Somalia
    Il 23 giugno scorso otto agenti Cia hanno ispezionato la base di Balidogle in vista del ritorno, a settembre, di militari americani






    NAIROBI – Nonostante la stagione delle piogge, faceva molto caldo il 23 giugno a Balidogle, a un centinaio di chilometri da Mogadiscio, quando gli otto agenti della CIA, rigorosamente in borghese, sono scesi dal loro piccolo aereo appena arrivato da Nairobi. Forse per questo, quando hanno visitato a fianco della pista la zona delle casematte semidiroccate, da ristrutturare e risistemare per ospitare istruttori dell’esercito americano, hanno pensato bene che una delle dotazioni indispensabili, sarà l’impianto di aria condizionata. Una necessità non solo per il personale, ma anche per i sofisticati macchinari, computer e centri d’ascolto, che la base dovrà ospitare. Dopo 13 anni (a parte qualche sporadica incursione ad hoc) gli americani hanno deciso di ritornare in Somalia e di piazzare una base. Ufficialmente per rafforzare “la guerra al terrorismo”.
    Balidogle è un vecchio campo militare costruito dai sovietici ai tempi di Mohammed Siad Barre, passato poi sotto la supervisione americana quando il dittatore cambiò alleanze, nella seconda metà degli anni ’70. Era ben strutturato e organizzato. Da lì partivano gli aerei da guerra, pilotati da mercenari sudafricani, che a cavallo degli anni ’70 e ’80 bombardavano le postazioni dei guerriglieri del Somali National Movement che combattevano nell’ex Somaliland. Gli otto agenti della CIA, arrivati via Nairobi dalla grossa base americana di Gibuti, hanno controllato lo stato (penoso) delle residenze dei militari e quello (buono) della pista, ma soprattutto hanno avuto un lungo colloquio con Mohammed Aden Bidar (Bidar sta per “pelato”, in Somalia i nomignoli sono molto più importanti dei nomi anagrafici), il capo delle unità antiterrorismo del Governo Federale di Transizione (TFG), guidato dal presidente Abdullahi Yusuf e del premier Mohammed Ali Gedi.
    La base, ora presidiata dalle truppe etiopiche entrate in Somalia a Natale per combattere i fondamentalisti islamici allora al governo, sarà ristrutturata antro settembre e utilizzata dagli istruttori americani come campo d’addestramento per unità speciali somale nella lotta al terrorismo. Attentati di matrice islamica, anche suicidi, sconvolgono ogni giorno la vita di Mogadiscio che, in scala minore, si può ormai paragonare a Baghdad. Il Pentagono continua a sostenere che la Somalia rischia di diventare un nuovo Afghanistan dei talebani e che al Qaeda ne vorrebbe fare un santuario d’addestramento di terroristi.
    Secondo informazioni fatte circolare, ma mai confermate, nel Paese si sarebbero stabiliti, tra gli altri, gli autori nel 1998 degli attentati contro le ambasciate americane di Nairobi e Dar es Salaam (231 morti). In particolare i “terribili” Fazul Harun (o Fazul Abdallah, dipende dall’alias utilizzato) e Saleh Ali Saleh Nabhan. Ma i tentativi di ammazzarli con bombardamenti mirati, ai confini con il Kenya e sulle colline alle spalle di Bar Gaal nel nord della Somalia, sono falliti. I due – e altri ricercati – sono scomparsi. La crescente minaccia del terrorismo preoccupa gli americani non solo nel Cormo d’Africa ma anche nel Sahara (dove ci sarebbero basi mobili del gruppa AQIM, Al Qaeda In Isalamic Magreb), in Nigeria dove sono spuntati i Black Taliban, i talebani neri, e in Malawi, dove colonie di integralisti sbraitano sempre più forte contro gli occidentali.
    Per rafforzare gli strumenti necessari a combattere la “guerra contro il terrorismo”, gli americani hanno avanzato l’ipotesi di costruire in Africa una grande base, un centro di comando che coordini tutte le operazioni nel continente (raccolta di informazioni, addestramento di unità locali, pronto intervento e interventi umanitari), l’Africom. Una delegazione americana, guidata dal vice sottosegratario alla Difesa, Ryan Henry, ha visitato diversi paesi del nord Africa alla disperata ricerca di qualcuno che potesse offrire accoglienza. Nonostante le promesse di grandi investimenti e di decine di posti di lavoro, l’ospitalità è stata negata da Marocco (il migliore alleato degli USA nell’area), Mali, Algeria, Libia (riammessa ora nel salotto buono di Bush) ed Egitto. I rischi che gli integralisti intensifichino le loro azioni di lotta contro chi accetti truppe dello zio Sam sul suo territorio sono enormi. Nell’Africa nera l’accoglienza è stata migliore. Un po’ perché il sogno americano (oggi rappresentato dalla candidatura alle primarie per la Casa Bianca di Barak Obama, figlio di un musulmano keniota) è ancora vivo, un po’ perché una base porta un’enorme quantità di denaro. La lotta al terrorismo, inoltre, non è solo militare. L’ammiraglio William Mc Raven, capo dei piccoli drappelli di istruttori che ora addestrano le truppe di Ciad, Niger, Mali e Mauritania nel Sahara (Trans Sahara Counter Terrorism Partnership), è stato chiaro: “Dobbiamo rafforzare i governi e assistere le popolazioni, per togliere ai terroristi l’acqua in cui nuotano”. In parole più chiare aiuti per milioni di dollari a chi collabora con il Pentagono.


    Massimo A. Alberizzi§
    malberizzi@corriere.it



    10 luglio 2007



    Dittatori a stelle e striscie di alleati occasionali ogni guerra è quella buona e fa ammontare i capitali
    Il presidente per gli States non è ben visto vogliono sangue come pegno per concedergli il loro regno
    e allora sotto tutti, distruggete la Somalia ci dev'esser dell'orgoglio sotto quei tetti di paglia
    solo cosi', come Saigon e Hiroshima il buon Yankee soddisfatto canta l'inno la mattina
    Anche l'Italia non vuol essere da meno ha anche il suo vagone da attaccare in fondo al treno et voilà, il soldato mercenario che di orgoglio ne ha ben poco ma pretende il suo salario
    Non piangete proprio adesso i soldati che son morti quando avevano il fucile si sentivano piu' forti
    c'è chi uccide per la fama o per tre milioni al mese, ma c'è anche chi ti ammazza perchè sei nel suo paese
    Noi non abbiamo pena nemmeno compassione fottuti yankee a casa l'Africa è dei neri non dei rompicoglioni

    (Punkreas)

  2. #2
    capaneo
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    A 13 anni dalla fuga istruttori americani addestreranno le truppe
    Gli Usa preparano il ritorno in Somalia
    Il 23 giugno scorso otto agenti Cia hanno ispezionato la base di Balidogle in vista del ritorno, a settembre, di militari americani






    NAIROBI – Nonostante la stagione delle piogge, faceva molto caldo il 23 giugno a Balidogle, a un centinaio di chilometri da Mogadiscio, quando gli otto agenti della CIA, rigorosamente in borghese, sono scesi dal loro piccolo aereo appena arrivato da Nairobi. Forse per questo, quando hanno visitato a fianco della pista la zona delle casematte semidiroccate, da ristrutturare e risistemare per ospitare istruttori dell’esercito americano, hanno pensato bene che una delle dotazioni indispensabili, sarà l’impianto di aria condizionata. Una necessità non solo per il personale, ma anche per i sofisticati macchinari, computer e centri d’ascolto, che la base dovrà ospitare. Dopo 13 anni (a parte qualche sporadica incursione ad hoc) gli americani hanno deciso di ritornare in Somalia e di piazzare una base. Ufficialmente per rafforzare “la guerra al terrorismo”.
    Balidogle è un vecchio campo militare costruito dai sovietici ai tempi di Mohammed Siad Barre, passato poi sotto la supervisione americana quando il dittatore cambiò alleanze, nella seconda metà degli anni ’70. Era ben strutturato e organizzato. Da lì partivano gli aerei da guerra, pilotati da mercenari sudafricani, che a cavallo degli anni ’70 e ’80 bombardavano le postazioni dei guerriglieri del Somali National Movement che combattevano nell’ex Somaliland. Gli otto agenti della CIA, arrivati via Nairobi dalla grossa base americana di Gibuti, hanno controllato lo stato (penoso) delle residenze dei militari e quello (buono) della pista, ma soprattutto hanno avuto un lungo colloquio con Mohammed Aden Bidar (Bidar sta per “pelato”, in Somalia i nomignoli sono molto più importanti dei nomi anagrafici), il capo delle unità antiterrorismo del Governo Federale di Transizione (TFG), guidato dal presidente Abdullahi Yusuf e del premier Mohammed Ali Gedi.
    La base, ora presidiata dalle truppe etiopiche entrate in Somalia a Natale per combattere i fondamentalisti islamici allora al governo, sarà ristrutturata antro settembre e utilizzata dagli istruttori americani come campo d’addestramento per unità speciali somale nella lotta al terrorismo. Attentati di matrice islamica, anche suicidi, sconvolgono ogni giorno la vita di Mogadiscio che, in scala minore, si può ormai paragonare a Baghdad. Il Pentagono continua a sostenere che la Somalia rischia di diventare un nuovo Afghanistan dei talebani e che al Qaeda ne vorrebbe fare un santuario d’addestramento di terroristi.
    Secondo informazioni fatte circolare, ma mai confermate, nel Paese si sarebbero stabiliti, tra gli altri, gli autori nel 1998 degli attentati contro le ambasciate americane di Nairobi e Dar es Salaam (231 morti). In particolare i “terribili” Fazul Harun (o Fazul Abdallah, dipende dall’alias utilizzato) e Saleh Ali Saleh Nabhan. Ma i tentativi di ammazzarli con bombardamenti mirati, ai confini con il Kenya e sulle colline alle spalle di Bar Gaal nel nord della Somalia, sono falliti. I due – e altri ricercati – sono scomparsi. La crescente minaccia del terrorismo preoccupa gli americani non solo nel Cormo d’Africa ma anche nel Sahara (dove ci sarebbero basi mobili del gruppa AQIM, Al Qaeda In Isalamic Magreb), in Nigeria dove sono spuntati i Black Taliban, i talebani neri, e in Malawi, dove colonie di integralisti sbraitano sempre più forte contro gli occidentali.
    Per rafforzare gli strumenti necessari a combattere la “guerra contro il terrorismo”, gli americani hanno avanzato l’ipotesi di costruire in Africa una grande base, un centro di comando che coordini tutte le operazioni nel continente (raccolta di informazioni, addestramento di unità locali, pronto intervento e interventi umanitari), l’Africom. Una delegazione americana, guidata dal vice sottosegratario alla Difesa, Ryan Henry, ha visitato diversi paesi del nord Africa alla disperata ricerca di qualcuno che potesse offrire accoglienza. Nonostante le promesse di grandi investimenti e di decine di posti di lavoro, l’ospitalità è stata negata da Marocco (il migliore alleato degli USA nell’area), Mali, Algeria, Libia (riammessa ora nel salotto buono di Bush) ed Egitto. I rischi che gli integralisti intensifichino le loro azioni di lotta contro chi accetti truppe dello zio Sam sul suo territorio sono enormi. Nell’Africa nera l’accoglienza è stata migliore. Un po’ perché il sogno americano (oggi rappresentato dalla candidatura alle primarie per la Casa Bianca di Barak Obama, figlio di un musulmano keniota) è ancora vivo, un po’ perché una base porta un’enorme quantità di denaro. La lotta al terrorismo, inoltre, non è solo militare. L’ammiraglio William Mc Raven, capo dei piccoli drappelli di istruttori che ora addestrano le truppe di Ciad, Niger, Mali e Mauritania nel Sahara (Trans Sahara Counter Terrorism Partnership), è stato chiaro: “Dobbiamo rafforzare i governi e assistere le popolazioni, per togliere ai terroristi l’acqua in cui nuotano”. In parole più chiare aiuti per milioni di dollari a chi collabora con il Pentagono.


    Massimo A. Alberizzi§
    malberizzi@corriere.it



    10 luglio 2007



    Dittatori a stelle e striscie di alleati occasionali ogni guerra è quella buona e fa ammontare i capitali
    Il presidente per gli States non è ben visto vogliono sangue come pegno per concedergli il loro regno
    e allora sotto tutti, distruggete la Somalia ci dev'esser dell'orgoglio sotto quei tetti di paglia
    solo cosi', come Saigon e Hiroshima il buon Yankee soddisfatto canta l'inno la mattina
    Anche l'Italia non vuol essere da meno ha anche il suo vagone da attaccare in fondo al treno et voilà, il soldato mercenario che di orgoglio ne ha ben poco ma pretende il suo salario
    Non piangete proprio adesso i soldati che son morti quando avevano il fucile si sentivano piu' forti
    c'è chi uccide per la fama o per tre milioni al mese, ma c'è anche chi ti ammazza perchè sei nel suo paese
    Noi non abbiamo pena nemmeno compassione fottuti yankee a casa l'Africa è dei neri non dei rompicoglioni

    (Punkreas)
    Assolutamente d'accordo con chi si oppone ad una nuova spedizione.
    Chi è d'accordo, dovrebbe spiegare:

    1) Cosa ci andremmo a fare. Traduzione: quali nostri interessi andremmo a tutelare.

    2) Per chi teme il proselitismo dell'integralismo islamico, faccio notare che l'esercito etiopico (i cui soldati sono infinitamente più spendibili di quelli occidentali) si è comportato egregiamente a riguardo.

    3) Ci sarebbero le stesse difficoltà incontrate ne 1993: innanzitutto, per noi e le nostre truppe (unico argomento che valga la pena di discutere), "mani llegate" a causa dei soliti ipocriti dementi della sinistra estrema, così importanti per la tenuta di questo miserabile governo (salvo, naturalmente, rivolere il nano di merda).

    E, comunque, se i Somali amano questo stato di cose, affari loro. sono i loro figli a crepare.

    P.S. Per le "anime candide": Il tono volutamente provocatorio del post vuole essere un invito a raginare con i soli mezzi con cui si può davvero cambiare qualcosa: gli interessi.
    Presupporre che tali interessi siano, per forza, "cattivi" significa solo essere stupidi o ipocriti.

  3. #3
    Guardia Rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da capaneo Visualizza Messaggio
    P.S. Per le "anime candide": Il tono volutamente provocatorio del post vuole essere un invito a raginare con i soli mezzi con cui si può davvero cambiare qualcosa: gli interessi.
    Presupporre che tali interessi siano, per forza, "cattivi" significa solo essere stupidi o ipocriti.

    ragionare con uno come te??

    ma se in tutte le discussioni su altri forum i tuoi interventi si riducono poi a semplici faccine quando c'è da portare argomentazioni...

  4. #4
    capaneo
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    ragionare con uno come te??

    ma se in tutte le discussioni su altri forum i tuoi interventi si riducono poi a semplici faccine quando c'è da portare argomentazioni...
    Ancora con questa storia?

    Quando io dico: "Il Sole gira intorno alla Terra" e qualcuno pretende di avere le prove, dal momento che tale affermazione è supportata da una enorme quantità di prove, non ritengo opportuno portargliene io: le ha sotto gli occhi, basta aprirli!

    Così, è inutile che ti porti prove sul fatto che Cuba sia una prigione (come è sempre stata) e sia ridotta alla miseria (peggio di ieri).

    Ergo, bello di mamma, non renderti troppo ridicolo, sù...

  5. #5
    Guardia Rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da capaneo Visualizza Messaggio
    Ancora con questa storia?

    Quando io dico: "Il Sole gira intorno alla Terra" e qualcuno pretende di avere le prove, dal momento che tale affermazione è supportata da una enorme quantità di prove, non ritengo opportuno portargliene io: le ha sotto gli occhi, basta aprirli!

    Così, è inutile che ti porti prove sul fatto che Cuba sia una prigione (come è sempre stata) e sia ridotta alla miseria (peggio di ieri).

    Ergo, bello di mamma, non renderti troppo ridicolo, sù...
    ancora qui

    PS: sei ignorante, neppure i tuoi amici della CIA ti danno ragione... leggiti il CIA World Factbook


  6. #6
    capaneo
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    ancora qui

    PS: sei ignorante, neppure i tuoi amici della CIA ti danno ragione... leggiti il CIA World Factbook

    Ignorante? no, non direi. Per carità: non sono un pozzo di scienza, ma, almeno, al contrario di te, non ho padroni che mi dicono cosa dire e pensare sulla base di ideologie fallite e spazzate via dalla Storia.

    Poi, ascolta: mi vergogno ad ammettere che, pungolato da te, ho iniziato a leggere i tuoi post per ribattere alle tue scemenze. Fonti decenti sei in grado di produrne? No.
    Hai mai accettato le critiche mosse sulla base di fatti riportati e prove addotte? No
    Quando ti vedi scardinato qualche dogma hai mai risposto puntualmente? No.

    Ma hai ragione tu, ad aver paura: se ti si toglie una carta, tutto il castello crolla.
    Inutile gettare perle ai porci...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da capaneo Visualizza Messaggio
    Ancora con questa storia?

    Quando io dico: "Il Sole gira intorno alla Terra" e qualcuno pretende di avere le prove, dal momento che tale affermazione è supportata da una enorme quantità di prove, non ritengo opportuno portargliene io: le ha sotto gli occhi, basta aprirli!
    ...
    Hai fatto l'esempio esatto.
    Qualunque persona è in grado di dire, come te, che il sole gira intorno alla terra guardando il cielo. Non hai bisogno di provarlo: è evidente. Il Sole si muove nel cielo.

    Gli astronomi, con il tempo, hanno capito e dimostrato in modo non banale che è la terra a girare attorno al sole.

    Allo stesso modo, la scienza marxista spiega che tante affermazioni in cui crede l'uomo della strada sono false, e il mondo gira in altro modo.


  8. #8
    capaneo
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Hai fatto l'esempio esatto.
    Qualunque persona è in grado di dire, come te, che il sole gira intorno alla terra guardando il cielo. Non hai bisogno di provarlo: è evidente. Il Sole si muove nel cielo.

    Gli astronomi, con il tempo, hanno capito e dimostrato in modo non banale che è la terra a girare attorno al sole.

    Allo stesso modo, la scienza marxista spiega che tante affermazioni in cui crede l'uomo della strada sono false, e il mondo gira in altro modo.



    Grazie al ca@@o , che ho fatto l'esempio esatto...

    Errata corrige: Quando dico: "la Terra gira intorno al Sole" ...ehm...sorry!

 

 

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