Più si va avanti e più sembra riproporsi per prodi il film del 98, con siluramento finale da parte degli alleati. Sembra incredibile che accada di nuovo eppure il copione pare dipanarsi in modo inesorabile proprio verso quell’esito e viene da chiedersi perché, visto che nessuno dopo le trionfali regionali del 2005 avrebbe scommesso su questo replay. E’ probabile che la chiave stia nell’anomalia prodiana di leader senza partito, caratteristica vincente in sede di candidatura per evitare guerre tra i leader dei partiti, ma poi debolezza una volta al governo.
Guardando e sentendo intorno sembra che i nemici più “pericolosi” –che non sono silvio&isuoifantozzi, dilettanteschi e addolcibili a bacchetta dosando la legge tv- siano gli spiriti animali di DS e Margherita che, come nel 98, si muovono pavlovianamente per recuperare le quote di potere che il professore utilizza da presidente del consiglio.
Sembra naturale ed ineluttabile che i partiti ad un certo punto non riescano a tollerare che prodi possa governare grazie a loro (e ai loro soldi) sottraendogli quote di potere, decisione e nomine che per loro sono irrinunciabili per tenere in piedi i loro sistemi.
Certo bisogna vedere che farà il Professore, per ora come Joe il biondo nel film di sergio leone può dormire tranquillo perché i suoi peggiori nemici (anche nell'opposizione) vegliano su di lui, non avendo nessuno interesse ad aprire la crisi di governo prima di ottobre, chissà se però aspetterà rassegnato il compiersi degli eventi (e la progressiva delegittimazione quotidiana dei nanetti del CSN) da saggio democristiano della “prima repubblica” che non sfida la forza dei partiti o rovescerà il tavolo della sua coalizione con una mossa da uomo della “seconda repubblica”?