
Originariamente Scritto da
oreste pili
Per la salvezza della lingua sarda.
Per la salvezza della lingua sarda è indispensabile adottare la doppia norma: il Campidanese e il Logudorese.
Ciò che accade nel mondo, tra le lingue, anche minoritarie, deve far riflettere, tutti noi impegnati nella battaglia per salvare la lingua sarda dall’estinzione.
I dati che giugono da quei paesi che hanno adottato uno standard unico per la normalizzazione delle lingue minoritarie sono scoraggianti. Gli esperimenti falliscono uno dopo l’altro. Altra notizia recente è che anche i Paesi di lingua spagnola dell’America latina (Messico, Argentina ecc.) non accettano più passivamente di stare dentro la valigia della lingua spagnola. Cominciano a dire che le loro lingue sono altro e con ciò rivendicano la loro identità.
Queste notizie, purtroppo, sono scoraggianti per la Sardegna, che attraverso la Regione sarda, ha finora adottato il suo standard unico, la LSC (limba sarda comuna), una lingua di nessuno.
Inoltre la LSC, definita anche lingua burocratica della Regione in uscita, è stata finora una scusa per dimenticare LE SCUOLE e il loro ruolo fondamentale che esse devono svolgere per la diffusione della lingua sarda.
I dati negativi fin qui esposti danno ragione, se questo può consolarci, a quanti, come noi, hanno sempre sostenuto, per un argomento così delicato come quello della lingua sarda, di partire da basi razionali e reali. E la realtà ci dice che oggi in Sardegna c’è una lingua sarda formata da due macrovarianti: Il Campidanese e il Logudorese, ognuna con una propria letteratura, con propri cantadoris che hanno innestato da oltre un secolo un processo storico preciso che vede una unificazione progressiva delle loro varianti, con un pubblico silenzioso ma competente, con strumenti di lavoro come grammatiche, dizionari, antologie ecc senza esempi nel passato.
Tutto ciò manca alla LSC.
Sono disposto ad aprire un dibattito su una questione così grave. Non risponderò mai, comunque, a chi vorrà sostenere “il fine giustifica i mezzi” di machiavelliana memoria. Ritengo infatti che nessun bambino deve veder morire la propria lingua per la giustificazione di nessun fine. Il nostro moto deve essere, al contrario, mezzi e fini devono sempre coincidere.
Ritengo di aver messo molta carne al fuoco. Non scoraggiamoci e parliamo, discutiamo e soprattutto VIETATO ARRENDERSI.
A mellus biri
oresti pili