Il Forum degli indipendentisti è un simbolo.
Bisogna ricordare quando nel 1968 un giovane aveva scritto un tazebao a favore dell’autodeterminazione del sudtirolo.
Volevano denunciarlo e poi condannarlo all’ergastolo per attentato all’unità d’italia.
Fu poi negli anni 80 che gli autonomisti, nelle cui file vi erano molti indipendentisti, riuscirono per vie traverse, ad evidenziare come lo stato italiano non poteva esagerare in quanto vi era il concetto universale del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Da quel momento si incominciò a parlare apertamente di indipendenza.
Nei raduni della lega il grido ( fino a pochi anni or sono) più comune era “secessione”.
( veramente la parola appropriata sarebbe autodeterminazione)
Oggi in Padania si è materializzata una speranza.
Su una scheda elettorale vi è la parola indipendenza.
Pertanto questo forum diventa una bandiera.
E come tutte le bandiere occorre lasciarla sventolare libera.
La sua esistenza è già una grande affermazione.
Forse gli interventi sono pochi ma certe volte si ha paura di deviare questo virgulto che nato spontaneamente, ha bisogno di tempo per crescere forte e rigoglioso senza le sovrastrutture che anni di condizionamento centralista possono incidere nell’animo di chi scrive.
Non vi è bisogno di dibattito elefantiaco.
Coloro che si identificano nel progetto, non hanno necessità di espletare diatribe dialettiche pindariche.
L’indipendentismo è l’espressione politica della realtà senza veli.
Chi ha raggiunto nella sua aspirazione il concetto dell’indipendenza ha già compiuto nel suo animo un tragitto completo, ed è arrivato a cancellare tutte quelle scorie della politica che l’abilità del potere accentratore ha posto come ostacoli al pensiero libero.
Essere un pensiero libero è dimostrato, infatti tutto è opera del lavoro di tanti giovani che la tracotanza della globalizzazione non ha coinvolto e soffocato.
Il fatto di esistere è già una grande vittoria.
Poi la Storia farà il suo corso.
I tempi sono così tragici e maturi che il cammino sarà veloce.
Scusate l’intervento ma si ha paura di condizionare, in qualche modo, lo sviluppo rigoglioso di questa nuova grande realtà.




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