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    Predefinito Avete notato questa intervista a Baccini (UDC)???

    Baccini (Udc) ad Affari: da Subiaco un ponte tra i moderati dei due poli. Governo di larghe intese senza Prodi, riportare gli estremi all'opposizione...
    Martedí 17.07.2007 170

    "Subiaco rappresenterà un punto di incontro per spunti di riflessione sui valori sociali, economici e politici del nostro Paese. Sarà un'occasione per stilare un documento nel quale siano compresi approfondimenti riferiti alla situazione generale, ma soprattutto sarà l'occasione per aprire una serie di scambi di opinione con un mondo collaterale alla politica, dall'associazionismo al mondo dell'impresa". Il senatore dell'Udc Mario Baccini anticipa ad Affari le proposte che verranno avanzate giovedì 19 e venerdì 20 luglio al Monastero di Santa Scolastica a Subiaco, nell'ormai tradizionale seminario di approfondimento, promosso dalle riviste Moderatamente.com e Formiche. Il "manifesto di Subiaco", redatto dallo stesso Baccini e da Bruno Tabacci, fu protagonista delle tesi politiche dell'ultimo congresso nazionale dell'Udc.

    Come valutate il manifesto di Rutelli che apre a nuove alleanze per il futuro partito democratico?
    "Subiaco nasce proprio per questa ragione. Per dare risposte politiche al blocco del nostro Paese che dura ormai da 15 anni e che vede i grandi temi di interesse generale sempre rinviati. La situazione si sta aggravando ancora di più con questo bipolarismo che non produce nulla di buono se non uno scontro muscolare. Le maggioranze sono troppo eterogenee; guarderemo con grande attenzione all'appello di Rutelli e alla candidatura di Veltroni, sperando che siano evoluzioni e che non diventino soltanto involuzioni. Ma aspettiamo anche risposte di rottura con la sinistra più radicale in termini di alleanze".

    Dini ha chiesto a Prodi di rompere con la sinistra radicale, come ha fatto Schroeder in Germania. In questo caso sarebbe possibile un'intesa Udc-Pd?
    "L'esempio di Schroeder calza bene. Da sempre abbiamo invocato le larghe intese, sapendo che la situazione politica è bloccata e vediamo tutti i giorni i risultati di questa maggioranza che non produce niente o va indietro. Aspettiamo che sia nel Centrodestra sia nel Centrosinistra ci siano atti politici di responsabilità".

    Che cosa significa?
    "Le stesse cose che chiediamo al Pd e che auspica Dini, le chiediamo anche al Centrodestra come revisione del quadro delle alleanze".

    Una rottura con la Lega?
    "Bisogna limitare i particolarismi regionali in un quadro dove l'interesse generale deve prevalere. Questo bipolarismo favorisce i particolarismi regionali. Ma, soprattutto, bisogna mettere nell'angolo le estreme e pensare a un bipolarismo nel quale ci possa essere un confronto tra il Pd e i moderati che stanno da questa parte. Si deve superare questo momento per arrivare a un bipolarismo moderato, dove si possono fare le intese con chiunque".

    Che cosa proponete?
    "A Subiaco daremo vita a un grande movimento che superi i partiti e soprattutto superi l'Udc, per realizzare un riferimento organizzativo e politico nel quale la situazione si sblocchi. Sarà un'utile base di riflessione perché un minuto dopo Subiaco si realizzi quel movimento politico che consentirà di mettere all'angolo le estreme e di realizzare una grande coalizione nel Paese che ci permetta di dar vita a un nuovo governo in questa legislatura che abbia come missione principale la legge elettorale e il risanamento economico".

    Perché adesso Subiaco?
    "Cade in un momento particolare. C'è un vuoto politico che suscita un sentimento diffuso di disistima verso i partiti nel quale si mescolano rassegnazione, una subcultura qualunquista e nuove suggestioni populiste. Non abbiamo molto tempo per invertire questa tendenza devastante. Se anche l'attuale legislatura dovesse concludersi con un fallimento vedo il concreto rischio che entrambi i poli vengano investiti da un'onda di discredito, il famoso tsunami. Ed è difficile prevedere i danni alle istituzioni e all'economia".

    Quindi?
    "La classe politica in quindici anni non è riuscita ad adottare una legge elettorale stabile e condivisa. Lasciando aperto il cantiere delle riforme istituzionali si rende fragile la repubblica. Personaggi politici che hanno teorizzato bene e razzolato male devono farsi da parte per dare modo alle persone e alle forze di buona volontà di andare oltre. Bisogna prendere atto che da quindici anni siamo in una fase di stagnazione e che i grandi problemi vengono sempre rinviati con la scusa che siamo in una fase transizione. Questa classe politica alimenta sempre di più tra i cittadini una confusione tra i diritti e i desideri, facendo crescere ogni giorno attese e delusioni. Questo bipolarismo elettorale crea solo confusione tra diritti e desideri".

    Tradotto in termini politici?
    "Ci sono due possibilità. O continuare ad accusarci a vicenda, una strade di grande irresponsabilità, oppure, ed è quello che auspico, chiedere alle forze di maggioranza e di opposizione un atto di realismo e di coraggio che si traduca in una nuova responsabilità. Il tutto inizia da un esame crudo dei fatti, depurati dalle opposte propagande".

    Farete anche delle proposte concrete?
    "Un'analisi sul debito pubblico, che va avanti nonostante le politiche di contenimento della spesa. Poi bisogna rivedere la situazione degli enti locali e delle aziende pubbliche. Manca il senso dell'interesse generale, ucciso da questo bipolarismo. Inoltre si deve rivedere la riforma del Titolo V della Costituzione per completarla con il federalismo fiscale".

    Un nuovo governo potrebbe essere guidato ancora da Prodi?
    "Ha scelto di non dare vita all'inizio della legislatura a una grande coalizione e ha preferito l'interesse particolare rispetto a quello generale. Credo che il compito di Prodi si stia esaurendo e penso che non possa essere lui a guidare il cambiamento".

    Rutelli premier?
    "Chiunque può andare bene, il problema non è la persona che guiderà un governo di larghe intese o di transizione. Non pongo un problema di nomi, perché è più utile superare questa fase. Chiunque può guidare un esecutivo per portare il Paese a nuove elezioni, dopo aver varato una nuova legge elettorale e aver garantito riforme importanti per agganciare la ripresa economica europea che c'è. Con la nuova legge elettorale le ali estreme devono essere rimesse al loro posto, ovvero all'opposizione. Bisogna creare una politica seria dell'alternanza".

    Lo slogan di Subiaco?
    "Si prefigge di andare oltre i partiti e di creare un grande ponte tra i moderati dei due schieramenti per raggiungere questi obiettivi. Subiaco quindi sarà un movimento politico e strutturale e un ponte tra i due poli per garantire la soluzione di questi problemi, qualora condivisi".

    da Affari Italiani

  2. #2
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    ..non dice esplicitamente che gli estremisti sono solo i forzatalioti ed il loro capo...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da bator Visualizza Messaggio
    ..non dice esplicitamente che gli estremisti sono solo i forzatalioti ed il loro capo...
    Difatti dice che sono PRC, PDCI, Verdi e Lega... ma il problema a me sembra un altro: è un cetaceo non so se rendo l'idea...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Difatti dice che sono PRC, PDCI, Verdi e Lega... ma il problema a me sembra un altro: è un cetaceo non so se rendo l'idea...
    un cetaceo che non sa contare

  5. #5
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    La Lega , il secondo partito del nord, quello che ha approvato la riforma federalista più timida della storia , sarebbe un partito estremista
    Invece i "moderati" in grado di risanare i conti pubblici e provvedere agli "interessi generali" (che non esistono) sarebbero quelli che per 50 anni hanno governato regalandoci il terzo debito pubblico mondiale e un assetto istituzionale fatto apposta per preservare gli interessi di pochi...ah beh, costui ha capito proprio tutto, è in linea con le nuove esigenze e con la storia che avanza

  6. #6
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    Ritorna in auge la palude centrista!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lo Zelota Visualizza Messaggio
    Ritorna in auge la palude centrista!
    sono disposto a votare AN per evitare la balena bianca.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    La Lega , il secondo partito del nord, quello che ha approvato la riforma federalista più timida della storia , sarebbe un partito estremista
    Invece i "moderati" in grado di risanare i conti pubblici e provvedere agli "interessi generali" (che non esistono) sarebbero quelli che per 50 anni hanno governato regalandoci il terzo debito pubblico mondiale e un assetto istituzionale fatto apposta per preservare gli interessi di pochi...ah beh, costui ha capito proprio tutto, è in linea con le nuove esigenze e con la storia che avanza
    La Lega è ambigua sulle riforme istituzionali da compiere. Oscilla trà il federalismo vero ( sempre in un quadro italiano ) e un confederalismo che si vergogna di dire che vuole sganciarsi dai "poveri" del Sud.

    Se si tratta di organizzare e modernizzare lo Stato dando più responsabilità alle Regioni, il discorso non puo' essere che moderato perchè necessita la piena partecipazione di tutti.

    Tuttaltra cosa se si parla di scissione.

    Se ci fossero due partiti, uno federalista vero e proprio, uno confederalista, vedresti la parte più estrema sciogliersi come neve al sole.

  9. #9
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    La Lega è un movimento autonomista. L'Udc blatera di riforme senza avanzare proposte, ma è chiaro a tutti che il suo moderatismo si traduce nella volontà di non scontentare nessuno, in primis i poteri forti.

    Se c'è qualcuno di troppo, non è la Lega di sicuro.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Lo Zelota Visualizza Messaggio
    La Lega è un movimento autonomista. L'Udc blatera di riforme senza avanzare proposte, ma è chiaro a tutti che il suo moderatismo si traduce nella volontà di non scontentare nessuno, in primis i poteri forti.

    Se c'è qualcuno di troppo, non è la Lega di sicuro.

    Non tocca all UDC di fare proposte istituzionali. L'UDC puo' al massimo fare critica costruttiva su proposte autonomiste moderate, tipo: regionalizzare competenze territoriali: ok, farlo con il sistema di salute no, perchè prima di tutto è troppo presto, non c'è ancora una cultura federale in Italia e poi questo tipo di riforme si farebbe sulla pelle e sul sangue di persone meno abbienti. Eticamente e umanamente sarebbe scandaloso.

 

 
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