19 luglio 2007
di Loska
La storia che segue si è svolta a Montoro Inferiore (Avellino), ne abbiamo avuto notizia tramite l'interessantissimo giornale DiPiù (diretto da Sandro Mayer), grazie alla segnalazione di un'attenta lettrice attempata, che ha strappato la pagina in questione (la 56) adducendo come scusa il non poter dare via il giornale poichè parte di una più lunga raccolta concernente vita, morte e miracoli di Padre Pio, anzi, San Pio (pag. 81). I protagonisti della vicenda, ricorda lo stesso prestigioso giornale, paiono usciti da uno di quei "deliziosi" film di Don Camillo e Peppone di qualche decennio fa. Sembra quasi, detto così, che la vicenda sia un qualcosa di grottesco ma tutto sommato simpatico. Sembra.
I fatti: Concilia, di figlia Nicola Arminante - signore di 83 anni spentosi dopo lunga malattia -, aveva chiesto al parroco di Montoro Inferiore l'estrema unzione, quando il padre era in agonia. Insomma, senza più speranze, si era rivolta alla religione come salvezza dell'anima di un peccatore. E che peccatore: il buon Nicola, infatti, era un comunista. Uno di quelli da vecchia sezione di partito, col fazzoletto rosso al collo, proprio un Peppone, insomma. Don Gerardo, così si chiamava il parroco incaricato, ha opposto un gran rifiuto ai pianti della donna, dicendo lapidario che "E' un comunista. Per quelli come lui non sono previsti l'estrema unzione nè i funerali in chiesa.". A nulla è valso il lamento della prefica, la quale ha anche ricordato al parroco come l'uomo - da sempre, comunque, credente - fosse ultimamente addirittura andato in pellegrinaggio a Pietralcina. Da San Pio, insomma, mica da un santo qualsiasi. Ma quello, Don Gerardo, non solo si è rifiutato, ha addirittura mosso la Curia affinchè nessun altro prete desse al povero infermo l'ultimo sollievo della sua vita terrena, nè ne celebrasse il funerale. Il motivo specifico, dice l'ultima spiegazione, è che il signor Arminante, più di venti anni prima, aveva dichiarato "Mai e poi mai vorrò estrema unzione e funerali cattolici". In realtà, azzarda sottovoce qualcuno, il dissidio sarebbe nato perchè il Peppone aveva sorretto la decisione del Sindaco di trasformare un prefabbricato, adibito a luogo di culto, in una villa comunale per bambini. Don Camillo/Gerardo, per quel prefabbricato perso, ci aveva anche fatto una causa, persa anche lei. Sono coincidenze, ovviamente.
Alla fine della fiera, comunque, il povero Nicola è morto senza estrema unzione e senza funerali, malefico comunista, e solo grazie ad un altro parroco coraggioso - e di buon cuore - ha ricevuto l'ultima benedizione, al cimitero, di nascosto. Perchè è così, ormai, che devono comportarsi gli uomini di Dio - quelli che ci credono veramente - per portare conforto ai fedeli. Sono costretti a farlo alla bandita, contro il volere dei superiori. In quanto questi, spesso e volentieri, più che un'anima salva nel perdono e nella gioia del Signore, preferiscono un prefabbricato tolto ai giochi dei bambini.




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