Suvvia, addirittura rossa. No, la RAI con il comunismo e i comunisti non c'entra proprio nulla: il servizio pubblico all'italiana significa servizio ai partiti che la controllano.
Quando si parla di politica, il Tg1 è leggermente sbilanciato a favore del governo (in compenso, il Tg1 del precedente quinquennio lo era molto di più, da ricordare il tagli di Mimun). Riotta (che non sembra ma è giornalista) quando deve dare una notizia di politica spende due righe per descrivere in modo succinto il fatto, dopo si apre il solito carosello di opinioni, dove nessuno (ma proprio nessuno!) può dirsi scontento. Trovano voce tutti i dirigenti di partito, persino per Rotondi (con il suo 0,6% in condominio con il Nuovo PSI e due parlamentari) c'è speranza.
Il Tg5, e non è una novità, è terribilmente politicizzato, ancor di più dopo la dipartita di Mentana (che aspira a seguire le orme di Vespa e del suo giornalismo delle opinioni) e l'arrivo di Rossella, e le cose temo sono destinate a peggiorare con Mimun.
In definitiva, chi vuol essere informato, non deve accendere la televisione. Anche se sbilanciati, Tg1 e Tg5, difficilmente danno notizie. Si limitano alle opinioni dei politici che ribattono la loro presa di posizione senza far capire nulla a casa.




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