ROMA (21 luglio) - Accertare le responsabilità del senatore Gustavo Selva per l'utilizzo improprio di un'autoambulanza del 118 nel giorno della visita di George W. Bush a Roma lo scorso 10 giugno e prendere gli eventuali provvedimenti necessari. È quanto chiede al presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, un ordine del giorno, il cui primo firmatario è il presidente della Federazione romana di An Gianni Alemanno, approvato oggi dal congresso regionale del Lazio del partito. L'ordine del giorno verrà proposto all'assemblea nazionale di An che si svolgerà sabato 28 a Roma.
Domenica 10 giugno, mentre il centro di Roma era bloccato per la visita del presidente americano, Selva aveva finto di essere stato colto da un malore e aveva chiamato un'ambulanza. Una volta sopra però si era fatto portare negli studi di La7, dove doveva partecipare a una trasmissione televisiva. Quando l'episodio venne scoperto, si scatenò una bufera che costrinse l'esponente di An a dimettersi. Poi però, con la scusa che i suoi elettori gli chiedono di restare in Senato, Selva ha ritirato le dimissioni.
Per questo ora An del Lazio chiede un'azione disciplinare contro il senatore. Nel documento firmato da Alemanno si chiede in particolare al presidente del partito di accertare la condotta di Selva, considerata «gravemente lesiva della sua dignità di rappresentante politico che ha utilizzato strutture sanitarie di emergenza allo scopo di risolvere un proprio banale problema personale». Il senatore è inoltre accusato, si legge nel documento approvato con il voto contrario di soli due presenti al congresso, di «non aver dimostrato in maniera adeguata il proprio rammarico per il comportamento tenuto, anzi, ha teso a minimizzare il significato con varie dichiarazioni sconcertanti».
Nella sua versione iniziale, l'ordine del giorno richiedeva l'espulsione del senatore da Alleanza Nazionale. Il testo è stato modificato per accogliere la proposta di Andrea Augello che aveva minacciato di astenersi dal voto sul documento in quanto «favorevole ad accertare le responsabilità di Selva ma non a votarne l'espulsione dal partito. Non spetta a noi - aveva precisato Augello - decidere come va a finire».
Diversa l'opinione di Gianni Alemanno, il quale, pur accordando la modifica del documento da lui stesso presentato, ha tenuto a ribadire che «la classe politica non ha saputo ancora dar risposta ad un fatto grave come la condotta di Selva. Per strada non faccio altro che incontrare gente che mi chiede perché non lo abbiamo ancora espulso dal partito».
Come al solito Alemanno è uno dei pochi a destra che ha il coraggio delle proprie azioni e non è succube di Fini paggetto di Berlusconi . Per fortuna che la gente implorava Selva a rimanere viste le sue induscusse doti etiche................




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