vorrei postare alcune righe da un vecchio articolo biografico su Riva di cui però purtroppo non possiedo gli estremi.
A sedici anni Riva si trovò ad essere orfano di entrambi i genitori. Viveva in casa con la sorella Lucia.
"C'era il problema elementare ma sempre serio del cibo. Gigi Riva andò a lavorare in una fabbrica di bottoni per ascensori. Guadagnava pochissimo, giusto per aiutare Lucia che si occupava di maglieria. Era tempo di tradurre il football in un mestiere. Fu un consigliere comunale di Leggiuno, Carlo Zanardi, a portarlo al Laveno Mombello, squadra del girone di promozione. Zanardi faceva il ricercatore di talenti calcistici di paese, controllava i giocatori degli oratori, quelli dei tornei notturni.
Il "contratto" con la squadra di Laveno Mombello fu semplicissimo: duemila lire di premio in caso di vittoria, mille in caso di pareggio. Riva ci restò un anno. Giocava in tutti i ruoli dell'attacco, non segnava molto. Gli avevano detto che poteva diventare una grande ala tornante, di quelle che giocano con molta volontà e molta prudenza: un grande faticatore, ecco."




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