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Discussione: Tutti nella Sachs!

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    Tutti nella Sachs!

    Da Prodi a De Michelis, da Tremonti a Padoa Schioppa: nella Goldman Sachs bipartisan ci stanno proprio tutti. E adesso la procura di Bolzano indaga sulla svendita dei patrimoni nazionali.

    «Ma Siete Proprio sicuri che sia solo l'Unipol all'origine della guerra tra Vincenzo Visco e le fiamme gialle di Milano?
    Potrebbe esserci qualcos'altro. Forse delle indagini molto delicate che puntano in alto, molto in alto». E' una voce che corre fra i corridoi del palazzo di giustizia, sempre più al centro di veleni e polemiche. «Quindici anni fa - osserva una toga - partiva la stagione di Mani pulite, ora ci ritroviamo con un livello di corruzione ancora più invasivo, perché come dice Davigo le tecniche si sono modemizzate. E i partiti sono sempre più lontani dai bisogni reali del paese». E pensare che la procura "rossa" oggi si ritrova quasi a "rimpiangere" il Berlusconi che non oppone il segreto di stato sul caso Abu Omar...
    Passiamo ad alcune indagini "bollenti", a delle possibili "piste". Una su tutte. 19 febbraio 2007. I militari della Guardia di Finanza perquisiscono gli uffici milanesi della maxi banca d'affari Goldman Sachs, sempre più alla ribalta delle cronache economico-finanziarie sul fronte "salvataggi" e "privatizzazioni". Fra le varie carte sequestrate, spuntano due documenti: un misterioso file "M Tononi / memo - Prodi 02.doc”; e una lettera inviata nel 1993 dalla sede Goldman Sachs di Francoforte alla Siemens, a proposito di "un buon affare" sull'Italtel. A rivelare la circostanza - nel fragoroso silenzio di quasi tutti i media nostrani - è un giornalista del Daily Telgraph, Ambrose Evans Pritchard, il quale punta i riflettori su un'inchiesta della procura di Bolzano, gemella di svariate altre indagini in mezza Europa e che hanno portato, mesi fa, alle clamorose dimissioni del numero uno di Siemens, Heinrich Von Pierer, fidato consigliere economico del cancelliere Angela Merkel (una sorta di Angelo Rovati in salsa tedesca). Giovane assistente di Romani Prodi durante le presidenze Iri, Massimo Tononi (l'M Tononi del file) è oggi sottosegretario all'economia, in prima fila nella redazione del contestatissimo piano Rovati per il riassetto Telecom, nel pedigree la poltrona di super manager di Goldman Sachs nello strategico settore "fusioni e acquisizioni imprese".

    BOLZANO INDAGA
    I magistrati di Bolzano indagano per concussione, corruzione e riciclaggio sulla vendita nel '94 di uno dei gioielli di casa Iri nel settore delle telecomunicazioni, Italtel, passato alla tedesca Siemens che batté la concorrenza della francese Alcatel. A favorire l'operazione (con un advisor del calibro di Goldman Sachs), una montagna da ben 400 milioni di euro, fra tangenti e fondi neri, a cominciare dai lo miliardi di vecchie lire transitati dai conti correnti di Siemens a quelli dell'ex vertice di Italtel Giuseppe Parrella, originario di Benevento e trapiantato a Bolzano, finito in galera.
    Fra l'altro, su un conto corrente di Innsbruck intestato a Siemens Ag, tra il '94 e il '99 sarebbero stati movimentati 140 milioni di marchi, 80 milioni degli attuali euro (senza contare le triangolazioni con altre banche e paesi, via Londra e via Tokio in particolare). Nella massa "nera" spuntano anche i lo milioni di marchi bonificati a luglio '97 dai conti Siemens di Innsbruck verso quelli di Goldman Sachs: all'appello, però, manca una qualsiasi fattura o pezza d'appoggio, visto che Goldman era l'advisor...
    «Possiamo escludere che nella nostra indagine sia coinvolto il presidente del consiglio Prodi», buttano acqua sul fuoco sia il procuratore capo Cuno Tarfusser che il pm Guido Rispoli, titolare delle indagine Eppure gli inquirenti - commenta Pritchard - «stanno esaminando i compensi erogati all'attuale premier da Goldman Sachs. Mister Prodi ha ricevuto 1,4 milioni di sterline tra il 1990 e il 1993 (ai tempi della presidenza Iri, ndr) attraverso una società di Bologna chiamata "Analisi e Studi Economici", di cui è titolare insieme a sua moglie. Le segretaria della ditta ha poi detto al Daily Telegraph che molto di quel denaro veniva da Goldman Sachs».
    Il giornalista inglese fornisce ragguagli circa il contenuto della missiva sequestrata a Milano dalle fiamme gialle: «la lettera diceva: la "conoscenza dell'Iri e del suo management da parte della Goldman Sachs "può essere di estrema importanza in una trattativa. Da marzo 1990 il nostro primo consulente in Italia è il professor Romano Prodi"». Il quale precisa - «è stato nel libro paga Goldman Sachs dal 1990 al 1993, e poi di nuovo nel 1997, dopo la sua prima prova come premier».
    Quasi 150 anni di vita e di affari nel carniere (venne fondata nel 1869 a Manhattan da due immigrati tedeschi, Marcus Goldman e Samuel Sachs), la super banca d'affari oggi leader a livello internazionale nell'ultimo quindicennio s'è specializzata nella compravendita di attività economiche strategiche (nel mirino, sul fronte italiano, le "svendite" del patrimonio parastatale). Due freschi esempi: per 3,7 milioni di euro ha rilevato il 51 per cento del pacchetto azionario di Karstadt, numero uno del ricco settore immobiliare tedesco. Poi ha messo a segno un colpo da novanta nel mercato inglese, rilevando per 4 milioni di euro la Associated British Ports. Nel Belpaese ha sempre coltivato l'hobby dei mattoni, conducendo in porto, soprattutto dall'inizio del 2000, una serie di operazioni: dall'Eni in vena di dismissioni compra per 3000 miliardi di vecchie lire un'area da 300 mila metri quadrati a San Donato Milanese: partner nel business il suo stesso fondo, Whitehall. E' con Morgan Stanley, invece, che rastrella immobili dalla crema delle assicurazioni, Bas e Toro, quindi Unim; per poi fare shopping tra quelli targati Fondazione Cariplo.
    L’aperitivo giusto per passare quindi al settore industriale, dove Goldman punta subito in alto: ovvero ad alcune prestigiose sigle del nostro gotha imprenditoriale, come Pirelli Cavi di Marco Tronchetti Provera e Management & Capitali, il fondo creato da Carlo De Benedetti (e nel quale stava per fare il suo ingresso addirittura il cavalier Silvio Berlusconi, operazione poi rinviata a "tempi migliori”. Un curriculum che s'ingrossa mese dopo mese, anno dopo anno, business dopo business. Fra le chicche, il ruolo di "advisor" nelle compravendite di Antonveneta e BNL, passate rispettivamente sotto il controllo della olandese Abn Ambro e della francese Paribas, dopo le note vicissitudini. A quell'epoca, il numero uno di Goldman Sachs in Italia era Mario Draghi, entrato in pompa magna nello staff di vertice del colosso (addirittura vicepresidente del gruppo) appena lasciata la poltrona di direttore generale del Tesoro (e responsabile delle privatizzazioni...): portata a termine la “mission", Draghi potrà tranquillamente fare il suo ingresso trionfale al vertice di Bankitalia, dopo la bufera che aveva travolto l'ex governatore Antonio Fazio.
    Negli ultimi mesi, non c'è praticamente operazione finanziaria da novanta che non veda far capolino l'ombra lunga di Goldman Sachs. Scende in pista per risollevare la disastrata Alitalia, corre in soccorso di Italease, insieme al gruppo Caltagirone cerca di mettere le mani sui fondi immobiliari di Pirelli Reul Estate targati Berenice e Tecla. «Ormai è la regina incontrastata del mercato finanziario europeo - osserva un operatore milanese - e l'Italia è diventata la prima terra di conquista. A prezzi ottimi, senza troppa concorrenza e, soprattutto, con un consenso che più unanime non si può». «E adesso lo sarà ancora di più, con la fresca nomina dell'alter ego di Berlusconi, Gianni Letta, a numero uno di Goldman per l'Italia e membro del suo prestigioso international advisory board, la poltrona che Prodi aveva occupato una quindicina d'anni dopo aver lasciato la presidenza Iri. Quindi adesso Goldman è perfettamente trasversale, va bene a tutti».Nel pantheon del colosso Usa, dunque, non ci sono solo i prodiani di stretta osservanza come Tononi e Carlo Costamagna (in rampa di lancio per le poltronissime di Eni o Enel del dopo Paolo Scaroni e Fulvio Conti), come il governatore Draghi o l'ex commissario Ue Mario Monti (un altro che piace ai due Poli), ma ora entrano a pieno titolo i portabandiera del Cavaliere.

    DA GOLD A BILD
    Stesso copione sol palcoscenico - opportunamente "coperto" - di Bilderberg, la supercupola internazionale degli affari in vita dal 1954 e che ai suoi summit annuali vede riunirsi il gotha della finanza internazionale, con accorsato codazzo di industriali, politici, giornalisti (pochi e con le consegne del silenzio mediatico). Il meeting di quest'anno si è svolto dal 31 maggio al 3 giugno al Klassic Hotel di Silviri, a una quarantina di chilometri da Istambul. Tre anni fa era stata la volta di Stresa, nella incantevole cornice del lago Maggiore, ancor prima a Sintra, in Portogallo (in quella occasione il governo di quel paese venne lautamente finanziato dal gruppo allo scopo di allestire «un servizio militare compreso di elicotteri per garantire la privacy e la sicurezza dei partecipanti»).
    Al centro dei lavori, quest'anno, il grande business dell'energia e, soprattutto, riflettori puntati su petrolio e riserve di gas. Ma anche su grosse aree geografiche. In testa, ovviamente, il problema-Iraq: come dividerlo in tre o quattro nazioni. A ruota l'Iran: i tempi dell'invasione e chi vi prenderà parte. Sullo sfondo, l'altro grande nemico, la Cina , il cui fantasma può sicuramente giustificare l'aumento delle spese militari Usa e non solo. Sul versante interno, la nuova organizzazione degli States, a cavallo di "North American union" "American Union" e "Pacific Rim Union". Ancora: la creazione - come cuneo per contrastare gli interessi sovietici - del "Free Great Kurdistan", il Grande Kurdistan Libero, capace di inglobare pezzi di Iran, Iraq e Turchia. Insomma, ti rivolto il mondo come un calzino alla faccia di tutti i parlamenti e tutte le democrazie.
    Ecco cosa scrive un regista dissidente turco, Timucin Leflef, che da anni vive in Irlanda: «Se al summit partecipano gente come Kissinger, Wolfowitz e Rumsfeld e altri guerrafondai del loro calibro, è naturale che venga affrontato il tema di una nuova guerra, che porta profitti per l'industria bellica. Sarà l'Iran il prossimo scenario? E forse finirà per essere proprio la Turchia una pedina essenziale nello scacchiere? Se Kissinger nel suo ultimo libro "Anni nucleari e politica estera" teorizza il fatto che oggi non vi può essere conflitto senza l'uso di armi atomiche, vuol dire che anche il nostro paese ne sarà coinvolto?».
    «L’unico giornalista turco - continua il regista - invitato quest'anno è Cegiz Candar, del Turkish Referans Newspaper, che in un articolo ha parlato della sua colazione di lavoro, lo scorso 3 aprile a Washington, col suo amico intimo Wolfowitz. Sono letteralmente sbigottito dell'assoluta mancanza di dibattito, in Tuchia, circa l'incontro dei Bilderberg nel nostro paese. Non ne ha scritto alcun giornale. Sono ancora più offeso, come cittadino, per il fatto che il nostro governo ha permesso un simile incontro, per di più segreto, sul nostro territorio. Se il gruppo Bilderberg non ha niente da nascondere, dovrebbe dare libero accesso alle discussioni o quantomeno consentire delle trascrizioni perché i cittadini siano informati. Invece niente. Il più totale silenzio».
    Sottolineano alcuni giornalisti investigativi della Bbc: «Si tratta di una delle associazioni più controverse dei nostri tempi, da alcuni accusata di decidere i destini del mondo a porte chiuse. Nessuna parola di quanto viene detto nel corso degli incontri è mai trapelata». E poi il reporter di un quotidiano di Bristol, Tony Gosling: «Secondo alcune indiscrezioni che ho raccolto, il primo luogo nel quale si è parlato di invasione dell'Iraq da parte degli Usa, ben prima che ciò accadesse, è stato nel meeting 2002 dei Bilderberg». Secondo lo studioso di ordini e associazioni paramassoniche Giorgio Bongiovanni, «Bilderberg rappresenta uno dei più potenti gruppi di facciata degli Illuminati, costituito per contribuire alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale e di un Governo Mondiale entro il 2012. Sembra che le decisioni più importanti a livello politico, sociale, economico-finanziario per il mondo occidentale vengano in qualche modo ratificate dai Bilderberg».

    VIP IN BILD
    Ecco alcuni nomi delle nostre delegazioni
    . Della pattuglia presente a Stresa facevano parte Rodolfo De Benedetti, Franco Bernabè, Mario Draghi, Gabriele Galateri, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Paolo Scaroni, Domenico Siniscalco, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera. «Guarda caso - commenta qualcuno in Borsa - c'erano tutti gli ultimi ministri dell'Economia, sia del Polo che dell'Unione». Nel corso degli anni precedenti, folto anche il parterre politico, con alcuni esponenti della prima repubblica (Gianni De Michelis, Giorgio La Malfa , Claudio Martelli, Virginio Rognoni), Romano Prodi ed Emma Bonino, in qualità di presidente e di commissario Ue, Walter Veltroni, al tempo direttore dell'Unità. Super qualificato il team economico-finanziario: Giovanni e Umberto Agnelli più Paolo Fresco per la Fiat ; Renato Ruggiero (trascorsi Fiat, poi ministro per il Commercio Estero e una rapida parentesi alla Farnesina nel governo Berlusconi); Innocenzo Cipolletta, direttore generale di Confindustria, Rainer Masera, al timone di Imi San Paolo, Alessandro Profumo, oggi vertice del colosso nato dalla fusione di Unicredit e Capitalia.
    Ma vediamo i pezzi da novanta che si sono radunati al sole di Istanbul. Josè Barroso, presidente della Commissione europea, Carl Bildt, ex premier svedese, Henri de Castries, presidente di Axa, George David, al vertice di Coca Cola, John Elkan, vice presidente Fiat, Timothy Geithner, numero uno della Federal Reserve Bank di New York, Jaap Hoop de Scheffer, segretario generale Nato, Vernon Jordan, direttore generale di Lazard Freres, Henry Kissinger, presidente della Kissinger Associates, Bernard Kouchner ministro degli esteri francese, Ed Kronenburg, direttore del quartier generale Nato, William Luti, del National Security Council statunitense, Frank McKerma, ambasciatore Usa e membro del gruppo Carlyle, Mario Monti, presidente della Bocconi, Craig Mundie della Microsoft Corporation, Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'economia, Richard Perle, dell'American Enterprise Institute far Public Policy Research, David Rockefeller (non ha bisogno - anche per gli organizzatori - di qualifiche), Matias Inciarte, vice presidente del Grupo Santander bank, Dennis Ross, responsabile del Washington Institute far Near East Policy (la politica del vicino Est), Otto Schily, ex ministro tedesco degli Affari interni, Jurgen Scrempp, ex presidente della tedesca Daimler Chrysler, Peter Suterland, presidente di Goldman Sachs International, Jean Claude Trichet, della Banca Centrale Europea, James Wolfensohn, inviato speciale (del governo USA) per il “disimpegno di Gaza” (Gaza Disengagement).

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Gia', ma nessun giornalista che chieda e nessun politico che risponda.

  3. #3
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    Meglio parlare di cannabis, matrimoni gay, leggi elettorali e partiti unici, quelli sono i veri problemi dell'Italia altro che sovranità nazionale!

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    Meglio parlare di cannabis, matrimoni gay, leggi elettorali e partiti unici, quelli sono i veri problemi dell'Italia altro che sovranità nazionale!
    evidentemente ci sono molti più servi del nanetto e ideologi del culo di Prodi...


    Al ministro dell’Economia

    Dr. Tommaso Padoa Schioppa,

    Via XX Settembre, 97

    00187 R O M A

    Oggetto: frode fiscale Goldman Sachs



    Egregio signor Ministro,

    abbiamo appreso che il ministero dell’Economia si è avvalsa di Goldman Sachs, come banca di riferimento privilegiata, anche nel piazzamento dell’ultima emissione di global bond decennali da 3 miliardi di dollari, con scadenza 20 settembre 2016, in qualità di lead manager, assieme a Citigroup e Jp Morgan.

    Volevamo informarla,signor Ministro, che Goldman Sachs International, quarta banca d’affari nel mondo, è sotto processo da parte della Procura di Pescara per una ingegnosa truffa ai danni dello Stato per 202 milioni di euro. La banca infatti,che ha avuto come vice presidente e responsabile per l’Europa Mario Draghi,l’attuale Governatore di Banca d’Italia nel periodo incriminato (2002-2005), avrebbe messo in atto un meccanismo truffaldino con il quale le azioni di società italiane quotate in borsa, detenute anche da investitori istituzionali (come fondi pensione e altri), poco prima del periodo di distacco delle cedole dei dividendi, venivano “trasferite” in altri paesi, in prevalenza in Inghilterra, in modo da creare le premesse per evitare la doppia imposizione fiscale.

    Quindi partiva la richiesta di rimborso, ma subito dopo i titoli tornavano in Italia. L’indagine denominata “Easy Credit”, tuttora in corso, che può portare a sviluppi clamorosi, potrebbe essere estinta (dal punto di vista fiscale,non penale ) se Goldman Sachs versa alle esangui casse del fisco italiano, la “miseria” di 202 milioni di euro.

    Se negli Stati Uniti una banca viene solo sospettata di frode fiscale ai danni dello Stato, viene immediatamente depennata dalle banche di riferimento del Tesoro americano. Le chiediamo quindi, signor ministro di depennare Goldaman Sachs (che vede il prof. Mario Monti come alto dirigente per l’Europa), dall’elenco delle banche del Tesoro italiano per giusta causa,almeno fino a quando non sarà chiarita la vicenda giudiziaria e fiscale in tutti i suoi aspetti.

    RingraziandoLa per l’attenzione, l’occasione è gradita per inviare



    Deferenti saluti Elio Lannutti (Presidente Adusbef)



    Roma,25.10.2006

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    evidentemente ci sono molti più servi del nanetto e ideologi del culo di Prodi...


    Al ministro dell’Economia

    Dr. Tommaso Padoa Schioppa,

    Via XX Settembre, 97

    00187 R O M A

    Oggetto: frode fiscale Goldman Sachs



    Egregio signor Ministro,

    abbiamo appreso che il ministero dell’Economia si è avvalsa di Goldman Sachs, come banca di riferimento privilegiata, anche nel piazzamento dell’ultima emissione di global bond decennali da 3 miliardi di dollari, con scadenza 20 settembre 2016, in qualità di lead manager, assieme a Citigroup e Jp Morgan.

    Volevamo informarla,signor Ministro, che Goldman Sachs International, quarta banca d’affari nel mondo, è sotto processo da parte della Procura di Pescara per una ingegnosa truffa ai danni dello Stato per 202 milioni di euro. La banca infatti,che ha avuto come vice presidente e responsabile per l’Europa Mario Draghi,l’attuale Governatore di Banca d’Italia nel periodo incriminato (2002-2005), avrebbe messo in atto un meccanismo truffaldino con il quale le azioni di società italiane quotate in borsa, detenute anche da investitori istituzionali (come fondi pensione e altri), poco prima del periodo di distacco delle cedole dei dividendi, venivano “trasferite” in altri paesi, in prevalenza in Inghilterra, in modo da creare le premesse per evitare la doppia imposizione fiscale.

    Quindi partiva la richiesta di rimborso, ma subito dopo i titoli tornavano in Italia. L’indagine denominata “Easy Credit”, tuttora in corso, che può portare a sviluppi clamorosi, potrebbe essere estinta (dal punto di vista fiscale,non penale ) se Goldman Sachs versa alle esangui casse del fisco italiano, la “miseria” di 202 milioni di euro.

    Se negli Stati Uniti una banca viene solo sospettata di frode fiscale ai danni dello Stato, viene immediatamente depennata dalle banche di riferimento del Tesoro americano. Le chiediamo quindi, signor ministro di depennare Goldaman Sachs (che vede il prof. Mario Monti come alto dirigente per l’Europa), dall’elenco delle banche del Tesoro italiano per giusta causa,almeno fino a quando non sarà chiarita la vicenda giudiziaria e fiscale in tutti i suoi aspetti.

    RingraziandoLa per l’attenzione, l’occasione è gradita per inviare



    Deferenti saluti Elio Lannutti (Presidente Adusbef)



    Roma,25.10.2006

    cosa è successo dopo la lettera a Padoa Schioppa???


    semplice:

    600 MILIONI DI EURO LA TRUFFA E FRODE FISCALE AI DANNI DELLO STATO DA PARTE DI GOLDMAN SACHS,J.P. MORGAN,LEHMAN BROTHERS,BANCHE D’AFFARI CHE CONTINUANO A GODERE DI INACCETTABILI PROTEZIONI DA PARTE DEL MINISTRO PADOA SCHIOPPA. E’ UNO DEI PIU’ GRAVI SCANDALI ITALIANI, DENUNCIATO DA ADUSBEF, INDAGATO DALLE PROCURE,RIPRESO OGGI DALL’ESPRESSO, SUL QUALE E’ STATO MESSO IL SILENZIATORE,DA PARTE DI UNA STAMPA SERVILE DELLE BANCHE.



    Se un povero pensionato,costretto a fare il secondo lavoro “in nero” per sbarcare il lunario , viene scoperto, è subito messo alla gogna e denunciato; se un piccolo commerciante, non rilascia la ricevuta fiscale (che deve essere sempre rilasciata) per un modesto importo, viene pesantemente multato rischiando anche la chiusura dell’attività commerciale; se grandi banche d’affari,frodano il fisco, quindi lo Stato ed i cittadini che contribuiscono a far funzionare i servizi pubblici mediante il pagamento delle tasse,per 600 milioni di euro (1.200 miliardi di vecchie lire), vengono addirittura premiate, perché contigue con il Governo ed il Ministero dell’Economia !

    E’ una delle grandi vergogne,una macchia indelebile del Governo, lo scandalo delle maggiori banche d’affari, che hanno frodato il fisco italiano,quindi la totalità dei cittadini,per un controvalore di 600 milioni di euro,come risulta dall’indagine della Procura della Repubblica di Pescara, nell’operazione denominata “Easy Credit”, approfondita da un’inchiesta del settimanale L’Espresso,oggi in edicola,sul quale è stato messo il silenziatore,perché nuoce gravemente al Signor Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi,ex Goldamn Sachs , ed all’austero ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa,entrambi finti moralizzatori

    In un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Milano,sede legale di Godman Sachs, Adusbef scriveva: “Approfittando delle differenti legislazioni fiscali in vigore nei paesi europei, Goldman Sachs International, quarta banca d'affari nel mondo,che ha avuto – come si ribadisce- il vicepresidente ed attuale Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, responsabile per l'Europa nel periodo incriminato (2002-2005), ha attuato una ingegnosa truffa ai danni dello Stato italiano per la somma di 202 milioni di euro;

    - Mediante un ingegnoso ma fraudolento sistema,Goldman Sachs, poco prima del periodo del distacco delle cedole,effettuava il trasferimento in altri Paesi (prevalentemente in Inghilterra) delle azioni di società italiane quotate in borsa, detenute anche da investitori istituzionali (fondi pensione e altro) in modo da creare le premesse per eludere la doppia imposizione fiscale.

    - Quindi partiva la richiesto di rimborso, ma subito dopo i titoli tornavano in Italia. –

    - L'operazione, denominata "Easy Credit" è stata denunciata dall’Agenzia delle Entrate,la cui sede legale è a Pescara, perché proprio in Abruzzo confluiscono le richieste di rimborso dei crediti di imposta;

    - L’agenzia delle Entrate,insospettita da un’autentica valanga di domande di rimborso,oltre 40.000 (quarantamila) proveniente solo da Goldman Sachs, la cui sede legale per l’Italia è a Milano in Via Passaggio Centrale,2, ha così segnalato all’autorità giudiziaria un marchingegno truffaldino,che sarebbe stato messo in atto anche da altri soggetti stranieri residenti in Francia, ma operanti in Italia;

    - Nonostante tali pesanti accuse di frode fiscale ai danni dello Stato, che Adusbef chiede di approfondire all’On.le Procura della Repubblica di Milano,competente per territorio,Goldman Sachs continua a godere in Italia di inusitati privilegi, ed invece di essere sospesa dall’Albo delle banche di riferimento del ministero dell’Economia in via cautelare, è stata scelta come banca capofila lo scorso settembre in occasione del bond lanciato dal Governo italiano per 3 miliardi di dollari.

    - Come mai il Tesoro continua ad avvalersi di Goldam Sachs,banca di riferimento privilegiata, anche nel piazzamento dell’ultima emissione di global bond decennali da 3 miliardi di dollari, con scadenza 20 settembre 2016, in qualità di lead manager,assieme a Citigroup e Jp Morgan,la più fresca delle operazioni del ministero dell’economia avvenuta 2 giorni fa ? Come mai si privilegia Goldman Sachs invece delle banche italiane ed europee ? Come mai il ministro Padoa Schioppa, così rigoroso nella gestione dei conti dello Stato,abbia rinnovato il mandato alla Goldamn Sachs, che vede il prof. Mario Monti come alto dirigente per l’Europa,invece di depennarla per giusta causa dall’elenco delle banche di riferimento ?

    - E’ gravissima la frode da 202 milioni di euro consumata a danno dello Stato italiano e dei contribuenti onesti,ma è ancor più grave che il signor ministro, l’austero Padoa Schioppa chiuda tutte e due gli occhi,per non vedere un grave danno agli interessi della collettività.

    Per le suesposte ragioni Adusbef chiede all’on.le Procura della Repubblica l’apertura di una indagine volta ad accertare se,nei comportamenti descritti,non siano stati concretizzati gravissime violazioni a danno dello Stato volte a favorire interessi privati in atti pubblici e se gli interessi,pur legittimi di una banca d’affari,possano prevalere sugli interessi generali dell’Italia”.

    E’ scandaloso ed inaccettabile che il Governo,ben a conoscenza della truffa non abbia chiarito una vicenda che coinvolge direttamente il Governatore della Banca d’Italia Draghi,come complice. Adusbef ha segnalato senza esito tale frode,in una lettera inviata al ministro Padoa Schioppa.in data 25.10.2006. Risulta che anche la Procura di Milano,abbia aperto un fascicolo.



    Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

    Roma,1 giugno 2007

  6. #6
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    Javara mi permetto di aggiungere alla tua lista anche Letta.

    Cmq l'ennesima, ulteriore dimostrazione che gli inciuci sono all'ordine del giorno. Alla faccia dei Nano Boys e degli ideologi del fondoschiena del mortadella.

    e come spesso accade su questo forum notizie e tematiche importanti come queste vengono lasciate in secondo piano.

    Penso che abbiamo i politici che meritiamo, tutto qui-

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Javara Visualizza Messaggio
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    Meglio parlare di cannabis, matrimoni gay, leggi elettorali e partiti unici, quelli sono i veri problemi dell'Italia altro che sovranità nazionale!

    Storia un po' vecchia questa. Forse è per questo che non ricevi troppi commenti.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Storia un po' vecchia questa. Forse è per questo che non ricevi troppi commenti.
    ... quando è stata trattata questa "storia un po' vecchia" sai se qualcuno su POL è riuscito a rispondere a questa semplice domanda? :

    Come mai il ministro Padoa Schioppa, così rigoroso nella gestione dei conti dello Stato, ha rinnovato il mandato alla Goldamn Sachs, che vede il prof. Mario Monti come alto dirigente per l’Europa, invece di depennarla per giusta causa dall’elenco delle banche di riferimento ?

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    E' pur sempre uno stipendio, eh....

  10. #10
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    ... quando è stata trattata questa "storia un po' vecchia" sai se qualcuno su POL è riuscito a rispondere a questa semplice domanda? :

    Come mai il ministro Padoa Schioppa, così rigoroso nella gestione dei conti dello Stato, ha rinnovato il mandato alla Goldamn Sachs, che vede il prof. Mario Monti come alto dirigente per l’Europa, invece di depennarla per giusta causa dall’elenco delle banche di riferimento ?

    Chiedi a Mr. Boj, lui tiene conto di tutte queste discussioni.

    Io me ne ricordo una ai tempi della nomina di Letta (il vecchio) all'interno di GS.

 

 

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