

ma sì, parlatevi addosso che vi fa bene...






106 - Notizie ANSA
Il figlio di Sparti: mio padre ha sempre mentito
(ANSA) - ROMA, 24 MAG - "Mio padre nella storia della strage di Bologna ha mentito": lo ha detto al Gr1 Stefano Sparti, figlio di Massimo teste-chiave del processo. "Si e' contraddetto piu' volte", ha spiegato facendo diversi esempi. In particolare, quello sulla richiesta di documenti falsi da parte di Valerio Fioravanti e di Francesca Mambro ("mio padre ha sempre detto che era a Roma per questo, mentre in realta' eravamo tutti a Viterbo") e sulla sua malattia, un tumore che gli permise di uscire di galera nel 1981.
Sparti, il test chiave che incastra i NAR esce di carcere dopo la "confessione" per un tumore al pancreas di cui si perdera ogni traccia nelle cartelle ospedaliere "smarrite"...
Morira di vecchiaia, nel 2002
"Mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito". A dirlo è il figlio di Massimo Sparti, Stefano, intervistato dai microfoni del Gr1. Massimo Sparti è uno dei testimoni chiave del processo per la strage di Bologna, che solo poche settimane fa ha portato alla condanna definitiva del terzo Nar accusato, Luigi Ciavardini.
Il pentito Sparti era un falsario di documenti, per conto anche della Banda della Magliana, che otto mesi dopo la strage del 2 agosto 1980, testimonió di aver ricevuto da Fioravanti la richiesta di una carta d'identità per la Mambro.
Il documento, sempre secondo la testimonianza di Sparti, era necessario perché Fioravanti e la Mambro erano stati notati vicino la stazione vestiti in abiti tirolesi e rischiavano di essere riconosciuti. "Mio padre - ha raccontato Stefano Sparti - ha sempre affermato di essere a Roma per ricevere richiesta di documenti falsi da parte di Valerio Fioravanti e di Francesca Mambro. In realtà eravamo tutti a Cura di Vetralla, vicino Viterbo, a casa di campagna pronti a partire per le vacanze, nei giorni precedenti, nei giorni successivi e nel giorno stesso della strage".
Nell'estate del 1981, subito dopo la sua testimonianza al processo, Massimo Sparti comincia ad avvertire i primi dolori e chiede di essere scarcerato. Le analisi peró danno esito negativo. A marzo dell'anno dopo, le analisi, misteriosamente, danno un esito completamente diverso. Sparti, a causa di un tumore al pancreas, viene scarcerato.
Morirà nel 2002, sempre rifiutando ogni terapia di cura. "Mio padre - ha dichiarato Stefano Sparti ai microfoni del Gr1 - si è sempre vantato, di fronte a noi, con altre persone, di avere le lastre di un'altra persona, relative a una malattia che in realtà lui non aveva, cioè il tumore. Un'altra cosa a cui aveva fatto piú volte riferimento é che aveva trovato una via per riuscire ad avere in carcere anfetamine cosí da simulare il dimagrimento da tumore.
In realtà mio padre è morto soltanto nel 2002". Stefano Sparti ha anche raccontato di essere andato a trovare il padre in clinica, tre giorni prima che morisse. "Quando gli chiesi come mai si fosse infilato in quella situazione mi disse 'mi dispiace ma non potevo fare altrimenti'". Sulla possibilità di andare a raccontare tutto ai magistrati, il figlio del superteste ha detto: "Sto pensando di andare sinceramente.
Non che questo possa cambiare la situazione perché ho visto come sono state trattate le tre persone che hanno sempre detto la verità: mia madre, mia nonna e la tata. Non sono mai state credute".
Ferdinando Calda






Una testimonianza anonima resa 27 anni dopo ad un giornalista.......
Non ti sembra un pò poco?
La signora in questione, se dice il vero, ha il dovere di recarsi immediatamente presso le autorità competenti.......
O in subordine, le suddette autorità potrebbero attivarsi per ascoltarla il prima possibile........![]()
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E' questo l'idolo no global????




Nel senso che quell'estate c'era una certa frizione fra noi e i dirimpettai.
Sai, si sono mosse le navi da guerra e i caccia, ci si contendeva banchi petroliferi e un punto strategico nel mediterraneo centrale, prese di ostaggi, Air Ambulance che volavano coi piani di volo fasulli, colpi di Stato, rivolte di unità militari...
In questo senso.