Uno dei più grandi risultati nella lotta contro il cancroDi Stefano Pravato per www.disinformazione.it
Mentre la massa s’incollava alla tv per seguire le vicende di Vallettopoli e il signor Corona, i primi di giugno 2007 uscivano, in sordina, i risultati delle ricerche sulla Vitamina D da parte della Cancer Society Canadese.
Questo è uno dei risultati più significativi di sempre ottenuto in sperimentazioni ufficiali. Forse però non ne sentirete nemmeno parlare, in quanto non apparirà nelle riviste più prestigiose. Perlomeno la nuova ricerca è stata pubblicizzata l’8 giugno 2007 nell’American Journal of Clinical Nutrition indicando che la Vitamina D può ridurre dal 60 al 77 percento il rischio di cancro.
“Il nostro studio mostra che con una quantità adeguata di vitamina D, si può prevenire il cancro o almeno lo si può prevenire in buona parte”, ha detto Joan Lappe, professore di medicina nella Creighton University, capo dello studio.
“Si tratta del primo studio che indica, all’interno di una sperimentazione clinica controllata, che livelli adeguati di vitamina D possono ridurre il rischio di cancro”.
Non è un caso se il prof. Lappe ripete due volte “quantità adeguata”. Nel passato il dr. Jacques Rossouw del National Institutes of Health condusse, infatti, uno studio anche più lungo e corposo ma impiegando un dosaggio (400 ui) pari a meno della metà di quello impiegato nel nuovo studio (1100 ui). La nuova ricerca è durata tre anni e ha coinvolto 1179 donne post-menopausa. La ricerca potrebbe avere rapidamente un impatto sulla politica sanitaria di almeno una nazione. Secondo una news immessa sul suo sito web, la Cancer Society Canadese sta progettando la pubblicazione di una raccomandazione perché tutti gli adulti dovrebbero cominciare a prendere supplementi di vitamina D. Non era mai successo prima che un’organizzazione sanitaria pubblica di questo livello appoggiasse l’uso quotidiano di una vitamina come terapia per il cancro per un’intera popolazione.
Il Canada ha fatto quello che gli Usa si sono rifiutati di fare: proteggere la salute dei cittadini con un programma nazionale (e non parliamo di una nazione piccola come la Svizzera!) che incoraggi l’integrazione di vitamina D. Mentre associazioni, come l’American Cancer Society (ACC), rifiutano con ostinazione di riconoscere i benefici di questa vitamina nella prevenzione oncologica, la Canadian Cancer Society (CCS) sta lanciando un programma per assicurare che ogni cittadino canadese assuma un livello di vitamina D (1100 unità) sufficiente a prevenire la maggior parte dei cancri, compreso quello al seno. Gli Usa, invece, non hanno interesse a prevenire il cancro… anche quando una semplice sostanza, virtualmente libera, come la vitamina D ha prodotto una stupefacente 77 percento di riduzione di tutti i cancri, rendendola da sola, la medicina più efficace nella prevenzione del cancro che sia mai stata scoperta dalla scienza medica moderna. Invece l’ACC continua a proclamare che solo i farmaci, le radiazioni e la chirurgia possono curare il cancro e che gli integratori dietetici non hanno nessun ruolo nella prevenzione oncologica.L’importanza della Vitamina DArticolo di Mike Adams dell’11 giugno 2007Riassunto da Longobardicforestcat
La politica per il cancro: teniamoli ammalati!
Come al solito, la rinuncia dell’America alle migliori medicine naturali anti-cancro al mondo non ha niente a che vedere con la scienza, ma riguarda piuttosto la politica e i profitti. Se la vitamina D fosse un farmaco per la chemioterapia oncologica prodotto dalla Pfizer, l’ACC la starebbe probabilmente spingendo come il nuovo farmaco “miracoloso” e insisterebbe perché chiunque ne facesse uso. Ma trattandosi di un nutriente che non può essere brevettato, e che potete produrre liberamente stando all’aria aperta, tramite una sana esposizione alla luce solare, l’intera industria del cancro tende a screditare questi importanti risultati. E’ difficile immaginare come chiunque appartenente alla medicina convenzionale possa prendere la parola in una discussione sulla salute e dire, in maniera seria, che stanno facendo tutto quello che possono per combattere il cancro quando in realtà stanno ostinatamente ignorando una terapia preventiva che funziona davvero: la vitamina D. E’ semplice, sicura e praticamente gratis, e non ha controindicazioni, non comporta il pagamento di royalties per i brevetti ed è disponibile per chiunque. Non sostenere la vitamina D significa perdere l’opportunità di prevenzione oncologica di tutta una vita. Immaginate: per ogni 100 donne che svilupperanno cancro al seno, più di 75 potrebbero evitare del tutto il cancro mediante l’uso di questa vitamina. Si tratta di 75 donne su 100 che potrebbero vedersi restituita la salute (e la vita) attraverso una sostanza nutritiva che è praticamente gratis. Perché qualcuno nell’industria del cancro non vorrebbe salvare il 75 percento di queste donne dal cancro al seno? Vi darò io la risposta, anche se non vi piacerà. La ragione è che l’industria del cancro dipende dal 100 percento dalle donne diagnosticate di cancro e trattate con protocolli oncologici altamente profittevoli quali la chemioterapia, l’irraggiamento e la chirurgia. Prevenire il cancro nel 75 percento delle donne svuoterebbe tre quarti delle entrate dell’industria del cancro, ridurrebbe gli stanziamenti. Ci sarebbe carestia di donazioni e le organizzazioni no-profit anti-cancro (che prosperano se c’è il cancro) avrebbe grosse perdite. Questo è il vero motivo per cui non sosterranno una prevenzione oncologica che funzioni davvero. Prevenire il cancro, banalmente, non rientra negli interessi dell’industria del cancro. La prevenzione efficace mina gli affari.
Quando l’America mostrerà interesse verso la prevenzione oncologica?
Dal Canada invece il CCS sta monitorando le sperimentazioni e crede che ci sia un ruolo reale della vitamina D nel ridurre il loro rischio di cancro e per ora ci sono rarissimi effetti collaterali. Queste sono le considerazioni di Heather Logan della CCS in un servizio della CTV News. Per la verità, effetti collaterali ce ne sono: minor rischio di diabete, minor rischio di obesità, minor rischio di depressione, minor rischio di disordini mentali e di tutti i tipi di cancro. La vitamina D è la medicina miracolosa che l’industria del cancro afferma di star cercando quando vi chiede donazioni in quegli eventi “in corsa per la cura”. Ma la cura è già lì, ed è disponibile liberamente. Vi lascio immaginare quanto tempo ci vorrà prima che l’America arrivi a dimettere il sostegno all’industria del cancro a spese di centinaia di migliaia di vite ogni anno e, invece, cominci a comportarsi seriamente in materia di prevenzione oncologica. Le Corporations e i governi, ovviamente, considerano le vite sacrificabili. Incoraggiare la malattia e il cancro: ecco la grande priorità per coloro che profittano di questi mali. E se qualche centinaio di migliaia di cittadini,ogni anno, devono morire per raggiungere gli obiettivi trimestrali della corporation, che così sia. I cittadini sono sacrificabili… perché se le persone sono disposte a procurarsi il cancro con quello che mangiano, con le sigarette, con i cosmetici tossici e con l’esposizione ai veleni tossici, perché dovremmo impedirglielo?
Screening e terapia = reclutamento e presa di profitto
Più cancro c’è, più ricche diventano le compagnie farmaceutiche e i costruttori di dispositivi radiologici. Più cancro vuol dire maggior profitto, e più profitto vuol dire maggiore influenza a Washington. E ciò spiega perché nessuno a Washington sembra esprimere il minimo interesse nella reale prevenzione oncologica. Nell’industria del cancro l’attenzione è interamente rivolta allo “screening” e alla “terapia”. Tali termini potrebbero essere tradotti con più accuratezza in “reclutamento” e “presa di profitto”. Lo screening è un modo di reclutare pazienti all’interno di una catena di montaggio ad alto profitto di terapie oncologiche che offrono né cure né prevenzione, ma solo il “management” della malattia condotto in maniera da estrarre i massimi profitti dal paziente senza tuttavia eliminare la malattia (parleremo anche della bufala che dice che le percentuali di morti per cancro stanno diminuendo). Si tratta di un imbroglio piuttosto ben congegnato, e spiega perché lo screening sia così spesso offerto gratis: è analogo allo spacciatore che ti offre un tiro gratis, ma solo uno. Dopo sei agganciato, e devi pagare. L’industria del cancro cerca di propagandare questo metodo mediante menzogne quali “la diagnosi precoce salva la vita”. Ah, sul serio? Per la verità, la diagnosi precoce genera maggiori profitti, in quanto 9 delle 10 “diagnosi precoci” positive sono, in effetti, del tutto sbagliate. La tecnologia di diagnosi del cancro è oggi così incredibilmente progredita che riesce a trovare i cancri anche dove non ce ne sono! E anche in quel caso il paziente è spinto a sottoporsi a chemioterapia “nel caso che”. (in Italia è in atto un macchinario, più evoluto della Tac, in grado di vedere i tumori ancora prima del loro formarsi o prevedere dove si formeranno!!??). Ci sono troppi soldi da fare con le terapie per il cancro, e non c’è invece il minimo incentivo per istruire la gente su come prevenire il cancro ed evitare di divenire pazienti di cancro.
Le mie considerazioni
Ho voluto postare questo articolo perché mi ha fatto riflettere, oltre che avermi sconcertata. Innanzitutto dal fatto che nessun telegiornale abbia dato la notizia, oltre che agli altri canali d’informazione. Mi sono domandata perché il Canada spingesse un nutriente a tutta la sua popolazione, che non è una medicina, che non ha controindicazioni per la salute e che da delle percentuali impressionanti. Parliamo più del 75 percento! Così, appena letto l’articolo, ho voluto constatare se alcune farmacie della mia zona fossero a conoscenza di questa importante notizia. Invece ho trovato un certo astio. Nella prima farmacia si sono addirittura rifiutati di vendermi la vitamina D, con la scusa che normalmente non si assume. La prendono solo i bambini, ma assieme al calcio; infatti serve per fissarlo. Ma non mi sono scoraggiata e andando in un’altra farmacia ho trovato invece una farmacista molto disponibile, che ha ribaltato i cassetti per trovarmi la vitamina D pura e che ha voluto anche il nome del sito (www.disinformazione.it) per leggere la notizia. Costo della confezione, da circa 10.000 unità, 5 euro e 70, che mi durerà circa 2 mesi. Personalmente sto assumendo, giornalmente, 1000 unità di vitamina D da più di un mese e, oltre a non aver sapore, non mi fa nessun effetto. Ho voluto provare perché male di certo non mi fa e se anche la notizia dovesse rivelarsi falsa, di certo non comprometterò la mia salute… però d’altra parte penso: “se fosse invece vera? E se rientrerò in quelle 75 persone che invecchieranno bene, che si godranno i nipoti?”. Scusate ma il pensiero non può far altro che farmi piacere…




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),cemento ovunque , qualche base u.$.a. in più con armi atomiche al seguito e democrazia esportata tramite uranio impoverito e fluoro-acetico ; questa 