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  1. #1
    nervan
    Ospite

    Predefinito Globalizzazione, perché combatterla.

    Per comprendere a pieno le motivazioni che spingono il fronte nazionalpopolare a contrastare in ogni modo la concretizzazione fattuale della globalizzazione, è necessario mettere a fuoco quelle che sono le fondamenta o le direttrici principali di questa egemonica operazione di massificazione mondiale. Essa rappresenta l’esplicitazione massima delle logiche mondialiste, la realizzazione piena di quegli obbiettivi socio-politici, che, da decenni, con le più oscure ed astute operazioni di politica internazionale ed economica, il direttorio dei poteri forti, delle multina-zionali, dell’usura, cerca di imporre all’intera popolazione mondiale. Ma quali sono questi obbiettivi socio-politici e con quali mezzi vengono perseguiti?
    La risposta a tali interrogativi è facile e difficile allo stesso tempo: facile, perché è sufficiente fare un’analisi, anche non troppo approfondita, di ciò che ci circonda, di come è strutturata la società di cui facciamo parte, per accorgersi che non viviamo più in un mondo di uomini liberi, caratterizzati dalle proprie specificità, dalle proprie differenze, dalle proprie origini, ma in un’abnorme accozzaglia di atomi non-diffe-renziabili; difficile, perché i centri di potere che gestiscono tale operazione, grazie alla diffusa corruzione e lottizzazione dei media, della cultura e del mondo scientifico ed artistico, pongono in essere le condizioni, affin-chè le menti delle moltitudini rimangano ad un livello di comprensione sociale e di conoscenza culturale non su-periore agli standard del Grande Fratello (“Liberate quei dieci imbecilli!” recitava lo slogan di un’iniziativa nazio-nalpopolare) o di una telenovela sudamericana.
    L’imposizione di un unico modello socio-economico su scala plane-taria, basato sul consumismo sfrenato e sulla logica del profitto, tendente sempre più all’omologazione totale di tutti i popoli verso stili di vita unificati, conduce verso un’inevitabile distruzione di tutto ciò che rende un uomo orgoglioso di appartenere ad un Popolo, ad una Patria, ad una Terra, le proprie origini, la propria storia, la propria tradizione culturale e religiosa. La creazione di un enorme massa informe senza identità, schiava del profitto e dei disvalori più animaleschi: ecco il fine ultimo della Globalizzazione. I mezzi, poi, con i quali questo fine viene per-seguito sono noti.
    La parola omologazione la fa da padrona in ogni campo: grazie ai nuovi mezzi di comunicazione di massa come internet o i collegamenti satellitari, vengono propinate le mode e i comportamenti esistenziali i più deviati, in ogni angolo del mondo (ricordiamo l’attuale attacco imperialista all’IRAN sciita e tradizionale), senza dimenticare, poi, l’omologazione alimentare dei Mcdonald’s, che, con il loro pane di plastica e le loro hamburger transgeniche, attuano una politica di distruzione di tutte le produzioni agro-alimentari tradizionali, specifiche di ogni popolo e che di artificiale o di alterato non hanno nulla. Questi i motivi della lotta contro codesto cancro mondiale: la difesa dell’Uomo, della sua sacra ed inviolabile personalità, la tutela della Tradizione della sua Fami-glia, della sua Stirpe.
    Ecco i cardini irriducibili da difendere e da cui partire per combattere con speranza e contra-stare con efficacia la piena di fango che rischia di travolgere l’intera umanità, e non le false battaglie di Seattle, dell’ambientalismo “pacifista” (si fa per dire!), dell’antagonismo di sinistra, false opposizioni, precostituite dal si-stema stesso, affinché il processo di massificazione sia più veloce. Queste frange di pseudo-opposizione non si bat-tono per la difesa di un vivere tradizionale, ma, ancor peggio della globalizzazione, per l’avvento di un internazio-nalismo proletario, una giungla ove non vi siano più regole, né valori, né autorità…………….il regno del Caos!
    In conclusione, da Evola riprendiamo il detto di un grande antesignano:”Il deserto cresce. Guai a colui che cela in sé il deserto!”.

  2. #2
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    Predefinito

    Economia e meccanismi occulti. - Prima Parte -

    Per comprendere a fondo e nei dettagli i meccanismi palesi ed occulti che si celano dietro i fenomeni finanziari, è necessario prendere conoscenza dell’enorme divario, interno all’Occidente, tra Economia Reale (ricchezza prodotta dalle nazioni tramite il sudore dell’uomo e dalle risorse naturali) ed Economia finanziaria (ingenti disponibilità monetarie anonime e senza patria che si spostano da una parte all’altra dei mercati del pianeta e, che, tramite rapide azioni speculative, vengono investite in operazioni finanziarie mirate a determinare il massimo della redditività).

    Da questa breve premessa possiamo prendere coscienza delle costanti che muovono queste due logiche economiche.

    Da una parte troviamo l’intelligenza , il sudore dell’uomo e le risorse naturali delle Nazioni che procurano dignità, benessere economico e prospettive di lavoro futuro; dall’altra ci sono il mercato planetario e le fredde "risorse" finanziarie che generano rischio, speculazione ed instabilità per ottenere unicamente enormi vantaggi. Quindi è facile comprendere che nell’Economia Reale l’uomo e le risorse naturali sono protagonisti, mentre, in quella Finanziaria, protagonisti sono chi detiene enormi quantità di danaro e il mercato planetario.

    Purtroppo, in questa fase storica, è l’Economia Finanziaria a indirizzare la politica mondiale, a nulla vale il monito degli enormi guasti esistenziali, delle catastrofi ambientali e della povertà sociale che essa genera; infatti, il dramma è che, invece di evidenziare i limiti del modello originario, si cerca di minimizzare i difetti del sistema capitalista definendoli come fenomeni marginali e "degenerazioni controllate" . Di fatto però non si apportano quelle indispensabili correzioni alla struttura e non si eliminano gli effetti negativi: l’importante è ottenere il profitto ad ogni costo e con ogni mezzo.

    Ancora più evidente appare la sua logica ingiusta e disumana quando constatiamo il pericolo a cui le sovranità nazionali e le loro economie sono esposte.

    Infatti poche multinazionali o/e " èlite economiche" dispongono di una quantità di riserve monetarie quasi dieci volte superiore a quella accessibile a tutti gli Stati.

    Ciò sarebbe abbastanza per rendersi conto dell’assoluta mancanza di Garanzie, di Equilibrio Economico e di Controlli internazionali che difendano concretamente l’Autonomia, la Sovranità delle Nazioni e lo Sviluppo Armonico tra l ’economie delle Nazioni nel mondo.

    I problemi , sebbene gravi , non si limitano :

    1) nella nascita del mercato globale, in funzione 24 ore su 24.

    2) dalla liberalizzazione dei capitali e dalla integrazione del mercato finanziario.
    3) dalla drammatica accelerazione tecnologica dei tempi operativi, per cui, le decisioni e i trasferimenti di enormi capitali, vengono prese e fatti in tempo reale.
    4) dall’invenzione di sempre nuovi e sofisticati strumenti finanziari (come i prodotti derivati), che pochi capiscono fino in fondo, che molti temono, ma che tutti usano nonostante i rischi devastanti. Il problema fondamentale è la continua trasformazione della natura e struttura dei mercati finanziari.

    E’ un fatto preoccupante che prolifichino sempre nuovi e difficilmente controllabili, "soggetti economici" potentissimi che diventano subito protagonisti del mercato a danno delle Banche Nazionali.

    Infatti, ora, queste, vengono superate per influenza economica sia dalle Banche d’affari che muovono capitali immensi, sia dagli investitori istituzionali : Fondi di Pensione (fenomeno accentuato in America, ma presente ovunque, da ricordate il recente tentativo del governo Berlusconi di liberalizzare il sistema pensionistico), Fondo d’investimento, Mutual e Trust Funds ed Assicurazioni che accedono direttamente ai mercati di tutto il mondo.

    Esiste oggi un controllo sull’operato delle banche che ne limitano gli investimenti ; infatti oramai le tradizionali operazioni delle banche non rendono più, e, le banche sono sempre più costrette a speculare sui mercati globali per fare profitti.

    Per la verità, si cerca di superare la stretta sorveglianza e mantenere un ruolo competitivo nel mercato. Infatti, è allo studio una soluzione ad effetto : ottenere riconoscimento legale da qualche paese compiacente e utilizzare la tecnologia satellitare ed informatica per creare banche con l’extra - territorialità assoluta. Si tratta di banche collocate nello spazio, su satelliti in orbita attorno la terra per permettere e favorire gli speculatori di ogni risma, i riciclatori del denaro sporco ed i trafficanti di tutto il mondo di aggirare le leggi ed agire indisturbati.

    Mentre questa ipotesi appare, per il momento, fantascientifica, al contrario, non è possibile vigilare in alcun modo sulle altre istituzioni finanziarie che fanno alle banche concorrenza.

    Queste strutture economiche, come abbiamo appurato, infatti, non sono soggette alle stesse regole e alla stessa sorveglianza delle banche. Gli affari leciti ed illeciti ,quindi, andranno a questi forti competitori che opereranno sul mercato planetario, ovvero, su giurisdizioni diverse, senza controlli prudenziali. E’ molto difficile poi sapere quel che succede nel mondo. L’anello più debole rischia di spezzarsi. Se poi si considera che nel mercato la percentuale degli investimenti riservata alle banche è stimata fra il 25% e il 30%,vigilare le banche non basta più.

    E’ facile, quindi, per queste compagnie finanziarie speculare sui mercati, condizionare l’economia, sostenere o far cadere i governi, infrangere la sovranità degli Stati, ma alla fine raggiungere quegli enormi profitti che si prefiggono. Il quadro dell’insieme è inquietante se si considera inoltre che per molte operazioni che riguardano l’andamento degli indici(di borsa, dei tassi di cambio, di tassi d’interesse o di innumerevoli altri valori) possono essere regolati con down payements irrisori senza che ci siano garanzie di solvibilità degli investitori. Sia da esempio la recente vicenda della più antica banca d’affari inglese che è stata affondata da un trader speculando sui "prodotti derivati" con un’esposizione totale di 29 miliardi di dollari, con un deposito di nemmeno un miliardo.

    E’ appurato pertanto che la libera circolazioni di capitali e l’integrazione dei mercati finanziari non controllati hanno iniziato il sovvertimento dei valori relegando l’uomo, il lavoro, il Sociale e la politica a dei ruoli marginali rispetto all ‘economia. Si è voluto vendere l’anima al mercato globale :la redditività del capitale, infatti, non è sufficiente a guidare gli investimenti verso il bene comune se non è tesa a realizzare una grande civiltà basata sui valori spirituali, su una politica solidalirista e comunitarista che tenga conto degli interessi legittimi della nazione e del suo popolo.

    I flussi internazionali diventano sempre più fiumi in piena alla ricerca della massima redditività e non ci sarà considerazione per chi non si adeguerà e farà scelte strategiche che non abbiano come unico obiettivo la massimalizzazione dei profitti e la sottomissione delle sovranità nazionali alle logiche del mercato ed al grande capitale. Non ci si rende conto che una politica economica basata solo sul massimo profitto, produce perdita di lavoro, maggiore povertà e tensione sociale.

    Lo stravolgimento dei valori da un’Economia Giusta in cui l’uomo, il lavoro, le risorse della natura e la politica sono artefici primari del proprio futuro e dell’economia, ad una in cui l’economia ha la supremazia sull’uomo, sul lavoro, sulla ambiente ci portano a pensare che società fondate su questi principi sono destinate a fallire.

    Questa è la situazione disastrosa a cui la supremazia dell’economia sulla politica ci ha condotto, questo è il futuro ricco di contrasti sociali e di nuove povertà che ci aspetta, questa la dura sfida a cui non possiamo sottrarci.
    Pubblicato su "Orientamenti", Settembre/Dicembre 2000
    Di Ettore Bertolini, Comunità Giovanile Militante Perugia.

 

 

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