I giornali italiani non ne parlano molto, ma sembra che in cambio della liberazione delle infermiere bulgare accusate di aver infettato di HIV 450 bambini libici, il Colonnello Gheddafi abbia raggiunto un accordo con la Francia del neo presidente Sarkozy per la fornitura di un reattore nucleare definito 'ad uso civile e necessario alla desalinizzazione dell'acqua'. Oltre al reattore, sembra che anche altri contratti siano andati a buon fine nel campo energetico e la fornitura di armi (lo sfortunato Rafale avrà il suo primo cliente estero).
Insomma, il nuovo Napoleone francese ha avuto la sua vittoria diplomatica personale senza passare per la EU e il dittatore libico ci ha guadagnato armi e tecnologia nucleare.
L'unico paese che sembra aver reagito alla notizia è la Germania. La rivista Der Spiegel bolla l'accordo Libia-Francia come 'una disgrazia europea'.
Seppur rientrato nella schiera dei 'buoni' il dittatore libico non è uno stinco di santo.
Due pesi e due misure se si considera tutto il trambusto di questi anni attorno al nucleare iraniano.
Se la Libia diventasse nei prossimi anni un paese 'nucleare' civile o militare la differenza è sottile, chi potrebbe impedire anche agli altri paesi dell'area, come Egitto, Algeria, Tunisia, ecc. di dotarsi della stessa tecnologia per gli stessi 'pacifici' scopi?
La cosa che + mi sorprende è la totale indifferenza dell'attuale governo italiano.
Va bene che la Francia ha il diritto di fare ciò che vuole in Europa purchè questo vada a favore della Grandeur (vedi caso Suez e il recente accordo in sede EU) e che l'attuale primo ministro italiano, da anni, assecondi il volere di Parigi in tutti i modi, però non reagire ad un fatto del genere mi sembra eccessivo.
Gheddafi, ormai vecchio, forse non rappresenta un problema a breve termine per l'Italia, ma i suoi successori, in primis il figlio e gran parte della popolazione libica nutrono forti rancori verso l'Italia e non si può escludere che un giorno il futuro nuovo dittatore libico non arrivi a minacciare l'Italia trovando qualche stupido pretesto e fomentando l'opinione pubblica libica con il 'ricordo' del colonialismo italiano.
'Lion of the desert' docet.
Non sarebbe il momento di fare la voce grossa?




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