Un vestito ogni giorno da indossare.
Una po-e-sia ogni giorno da recitare.
Un sorriso al momento giusto, una parola
uno sguardo che neppure tu sai piu'
fino a che punto siano tuoi.
Ti e' stato insegnato quello che devi dire.
Hai imparato quello che non devi dire,
e quante cose bisogna dire, anche se non
sono tue.
Hai i tuoi percorsi, quasi sempre uguali.
Vogliono farti abituare. Devi capire che
il piccolo uomo non ti deve fare male.
E desidera quelle cose. Sempre quelle. Cerca di essere
Uguale, pensa all'auto che dovrai guidare.
Non devi pensare all'uomo piccolo che e' morto
perche' tu potessi guidare quell'auto con la
striscia blu, sopra il cofano.
Tua figlia e la tua donna si faranno tatuare
una farfalla sotto il collo. Oppure una paperetta.
Tuo figlio terra' i pantaloni bassi per fare
leggere a tutti il nome di un deficente
sulle sue mutande.
Non devi dare problemi. Non devi parlare
se prima non ti sei parato il culo per bene.
Il grande uomo ti ascolta, mentre porta i suoi soldi a
San Marino. Anche se abita a Montecarlo.
E lavora vicino a te, mentre tanti tipi strani
gli si fanno intorno.
E gli dicono sempre di si.
E dicono sempre quello che serve. A volte anche
la verita',
se serve.
Devi avere fretta. Devi andare piano.
Devi essere sempre quello.
Oppure vai lontano,
fuggi sempre
se vuoi essere un altro.
Non ti sbagliare vai piano.
Un ragazzo e' morto, aveva la sua moto nuova
e si e' schiantato.
Perche' non potevo anch'io andare piano?
Ho letto tutti i giorni i listini della Borsa.
Ho dato allo Stato quello che mi chiedeva.
Ho fatto quello che il mio capo che voleva.
Oggi l'angoscia mi frena.
Non credo di avere fatto sempre bene.
Quell'uomo che mi chiedeva aiuto con il cuore.
Gli ho detto quello che dovevo dire.
Ho fatto di me quello che
tutti dovevano fare.
Il mio guscio si e' aperto.
E' uscita una lacrima di dolore.




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