Visto che numerosi thread ricordano le bombe atomiche sul giappone dipengendo il fatto come un crimine dell'umanita, i nostri "EROICI PENSATORI"
dimendicano alcuni fatterelli, che sono per loro come dire dei "piccoli" dettagli insignificanti, delle sfuggevoli pagine della storia moderna.
Cose che "naturalmente" si possono ignorare, perche appunto "sciocchezzuole"
in raffronto agli "orrendi crimini" del tiranno yankee.
Ecco per l'appunto uno di questi "marginali" avvenimenti :
Ma c'e di piu.........La storia del massacro di Nanchino ebbe inizio nel 1931, quando, traendo pretesto da un incidente di frontiera, i giapponesi invasero la Manciuria, una regione cinese da tempo oggetto delle loro mire, e vi crearono uno stato fantoccio, il Manchu-Kuo, che in seguito sarebbe servito da base per un’ulteriore espansione sul continente.
Da qui si arrivò, il 13 dicembre 1937, all’occupazione della città cinese di Nanchino, che risultò essere uno dei momenti determinanti dell’invasione del territorio cinese da parte del Giappone, e probabilmente questo fu l’episodio più drammatico e tristemente significativo che vide coinvolti i giapponesi nei confronti dei cinesi per l’intera durata della guerra, e che venne denominato appunto conflitto cino-giapponese (1937-1945).
Le vittime di questo eccidio furono dalle 260.000 alle 350.000, e quello che più risalta è la feroce determinazione con cui furono uccise, dato che solo un numero esiguo di quelle persone morì a causa dei bombardamenti sulla città.
Ci fu chi venne decapitato direttamente dalle spade degli ufficiali giapponesi, chi venne sepolto vivo, bruciato, bastonato, chi fu fatto sbranare dai cani. Alcuni ufficiali giapponesi gareggiavano a chi riusciva a decapitare con la spada il maggior numero di persone nel minor tempo possibile, e a queste gare veniva dato ampio risalto su alcuni giornali giapponesi dell’epoca, segno evidente che tale comportamento era ritenuto “adeguato” da tutta la milizia nipponica e dai civili rimasti in patria.
Ci furono dei soldati che, come segno di vittoria, spedirono ai propri famigliari i teschi delle vittime, e ve ne furono altri che fotografarono le stragi e gli stupri per avere un “ricordo” del viaggio in Cina.
Addirittura..........
In tale contesto di violenza e efferatezza si inserì la vicenda di John Rabe, uomo d’affari tedesco e rappresentante a Nanchino del partito nazista, considerato dai cinesi lo "Schindler cinese", perché riuscì a salvare migliaia di vite umane, creando una zona di sicurezza internazionale gestita da europei ed americani, nella quale si rifugiarono molti cittadini di Nanchino. La figura di Rabe è quella di un uomo che pur avendo una grande ammirazione per Hitler, si prodigò, a rischio della vita, per salvare migliaia di cinesi. Rabe cercò di interessare Hitler affinché fermasse i massacri, inviandogli lettere, un memoriale e foto che era riuscito a portare con sé.




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norevole!
