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io riporterei quello che ha scritto, che è largamente condivisibile
Lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi
di Danilo
Onorevole Presidente Prodi,
sono un ventinovenne che Le scrive per esprimere profonda delusione nei confronti del “pacchetto Welfare” recentemente varato dal suo governo. L’abolizione del lavoro a chiamata ed il limite di 36 mesi per il contratto di collaborazione non risolvono minimamente il problema del precariato.
Per molti anni i leaders del CentroSinistra hanno detto ai propri elettori che la Legge Treu, il provvedimento che aprì la strada ai contratti di collaborazione, fu una legge sperimentale e bisognosa di correttivi non attuati per il cambio di governo nel 2001. Successivamente il CentroSinistra si oppose a più riprese alla approvazione della legge Biagi la quale, in sostanza, istituzionalizzava il precariato.
Oggi, dopo la vittoria alle elezioni, molti giovani e meno giovani fiduciosi verso la coalizione da Lei guidata, si ritrovano con una Riforma che, di fatto, non cambia quasi nulla della loro situazione.
I precari di oggi non hanno diritto a ferie retribuite e ad ore di permesso dal lavoro, hanno dei contributi previdenziali di molto inferiori ai dipendenti regolari e che quindi daranno loro una misera pensione, non hanno diritto a trattamento di fine rapporto ed hanno un limite di 20 giorni di malattia annui, non hanno tredicesima o quattordicesima. Per di più la stragrande maggioranza dei collaboratori percepisce uno stipendio medio al di sotto dei mille euro mensili e può essere licenziata in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo.
L’Unione ha più volte detto di voler perseguire una politica per le Famiglie ma, mi chiedo come possa essere credibile un governo che continua a mantenere delle situazioni di precariato giovanile tali da non poter consentire a ragazzi e ragazze di farsi una famiglia. Mi chiedo se Lei ed i suoi Ministri abbiano mai letto le statistiche che parlano del numero sempre crescente di giovani coppie che non riescono a pagare il mutuo per la prima casa, anche a causa della loro situazione lavorativa. Immagino Lei sappia di quanti ragazzi rimangano ancora in famiglia non per egoismo o per “mammismo” ma per necessità economica.
In altri paesi Europei i lavori flessibili sono dotati di ammortizzatori sociali che consentono di mitigare o comunque di integrare le mancanze del contratto; un esempio è la retribuzione sensibilmente maggiore rispetto ad un contratto a tempo indeterminato.
Eppure chi in Italia, uno dei paesi europei con la piu bassa retribuzione media per i lavoratori, chiede maggiori diritti, viene etichettato come bolscevico, estremista, nemico del mercato, irresponsabile. Mi chiedo invece se non sia piu irresponsabile chi, tacciandosi da riformista di sinistra, persegue politiche che mettono in difficoltà proprio gli strati piu deboli della società, quei giovani che vedono minato il proprio futuro appesi come sono, e saranno, ad un lavoro senza alcun diritto o tutela.
Una società che vuole crescere deve necessariamente pensare alle giovani generazioni ma i provvedimenti varati dal suo governo non vanno purtroppo in questa direzione. La delusione negli elettori di centrosinistra è crescente e sono certo che anche Lei sia cosciente di questo, spero vivamente si possano apportare delle modifiche inserendo nel pacchetto quegli ammortizzatori sociali utili a tutelare i lavoratori precari, altrimenti temo che difficilmente molti elettori di centrosinistra confermeranno il proprio voto alle prossime elezioni.
In conclusione, Presidente Prodi, provi a colloquiare con i giovani, ascolti le loro ragioni e capirà, qualora già non lo sappia, in cosa si siano trasformati i contratti a progetto, come sia facile per il datore di lavoro sfruttare i collaboratori minacciando facili licenziamenti, permessi dalla legge; come sia difficile per i lavoratori precari chiedere condizioni di lavoro migliori non avendo nessuna tutela a livello sociale. La maggioranza dei datori di lavoro non investe nella formazione dei contrattori perche li considera “facilmente sostituibili” anche grazie alla facilità di licenziamento ed alle scarse protezioni sociali; i precari, in maggioranza giovani, si trovano quindi ad essere considerati niente di piu che “un numero” senza poter beneficiare di corsi di aggiornamento o comunque di opportunità di crescita nella propria azienda.
“Il lavoro rende Liberi” era la scritta che campeggiava all’entrata del lager nazista di Auschwitz, dove i prigionieri perdevano la loro identità e la loro dignità riducendosi solamente ad “un numero”; per certi aspetti i precari di oggi rischiano di essere gli schiavi di domani, senza futuro e senza la libertà che un Lavoro degno di questo nome può fornire.
Saluti
Danilo
http://www.sinistra-democratica.it/d.../contributi-38


Infelice conclusione, testo per il resto sacrosanto.“Il lavoro rende Liberi” era la scritta che campeggiava all’entrata del lager nazista di Auschwitz, dove i prigionieri perdevano la loro identità e la loro dignità riducendosi solamente ad “un numero”; per certi aspetti i precari di oggi rischiano di essere gli schiavi di domani, senza futuro e senza la libertà che un Lavoro degno di questo nome può fornire.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Condivido pienamente tutti i punti affrontati da danny e gli faccio i complimenti per una lettera che dovrebbe far riflettere (e anche molto) tutti i riformisti che si dichiarono di sinistra, ma che invece perseguono e proseguono le politiche anti-sociali della destra.


parzialmente condivisibile, xo' io sono tra i giovani che ha votato centrosinistra x altri motivi...
Quali giovani si devono ascoltare ?![]()

