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  1. #1
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    Predefinito Compagni che Sbavano...per Chavez

    Compagni che sbavano. Per Chavez

    Scritto da Fausto Carioti

    http://www.legnostorto.com/index.php...18624&Itemid=1

    Non è colpa loro. E' che tanti compagnucci italiani non riescono a stare un giorno senza applaudire un dittatore. Vanno in crisi d'astinenza. Così, moribondo Fidel Castro, hanno già trovato con chi sostituirlo. Hugo Chávez, ovviamente, che del macellaio cubano è sodale ed erede politico. A Chávez perdonano tutto, compreso il giro di vite che ha dato alla libertà d'espressione, ai diritti dell'opposizione e che presto darà alla Costituzione, facendosi nominare capo a vita del governo venezuelano . Il senso di schifo dei moderati del centrosinistra è bene espresso da questo commento sulla prima pagina odierna di Europa, il quotidiano della Margherita. Commento che qui si sottoscrive in toto.

    L’ha fatta grossa, il caudillo venezuelano, con una specie di golpe costituzionale che gli assicura sostanzialmente un mandato presidenziale a vita: per decidere che l’Italia era ormai un regime avevamo aspettato molto meno, negli ultimi anni.

    Qui su Europa non amiamo impiccare persone e partiti alle loro simpatie internazionali, gioco del quale fin troppo strumentalmente è stato vittima il Partito democratico ancora in culla.

    Sono stati però i giornali comunisti – compreso il manifesto, una volta esigente con le sinistre sul piano della democrazia, e ancora in questa occasione decisamente simpatizzante con il sedicente erede di Bolivar – a scegliere Caracas come la nuova Avana, la capitale di ogni possibile fronte comune contro il capitalismo e l’America.

    A Rifondazione e anche a coloro che nel Pd considerano l’alleanza con questo partito non solo necessaria, ma indiscutibile, vorremo chiedere adesso: come la mettiamo con Chávez? L’antiamericanismo genetico si spinge fino a giustificare anche quest’ultima scivolata del Venezuela verso la dittatura? Non avete nulla da ridire sul fatto che in questo percorso Chávez si ritrovi sempre più spesso con l’iraniano Ahmadinejad?

    Per saperne un po' di più del guitto venezuelano (e da far leggere a quelli convinti che il Venezuela sia un Paese normale):
    Chávez, il buon dittatore «socialista », di Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera di oggi;
    La fine della proprietà privata in Venezuela e Il bolivarismo abusivo di Chávez e Castro , di Carlos Alberto Montaner.

    da:http://aconservativemind.blogspot.com/

  2. #2
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    Predefinito

    Miti a sinistra
    Chávez, il buon dittatore «socialista»
    di Pierluigi Battista

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...cialista.shtml

    La nascita di una dittatura, il lento ma inesorabile cristallizzarsi di un nuovo dispotismo rivoluzionario: basta guardare alla Caracas di Hugo Chávez per capire in tempo come si forma l'ennesima tirannia animata da propositi palingenetici di giustizia sociale. Una dittatura che non indigna perché non si presenta con i tratti lugubri dei militari golpisti le cui gesta hanno infestato la storia latino- americana. Un dispotismo solare, caldo, esotico. Un nuovo castrismo che incatena il Venezuela ma che elettrizza i cuori dei sempre inappagati turisti della rivoluzione mondiale. Ora il caudillo di Caracas proclama un ritocco costituzionale che semplicemente gli frutterebbe la rielezione a vita come incontrastato presidente del Venezuela.
    Abroga de iure la proprietà privata già minata da un’ondata di nazionalizzazioni e da un uso spregiudicato dell’arma del petrolio, brandita alla maniera non di una ricchezza economicamadi una risorsa politica per accreditarsi come avanguardia della rivoluzione mondiale. Si candida ad autorità suprema della banca nazionale, concentrando sulla sua figura un agglomerato di potere finanziario e politico destinato a schiacciare ogni tentativo di opposizione.
    Nessuno sdegno internazionale per l’uomo che sta disegnando a suo piacimento l’architettura istituzionale di una democrazia che sta soffocando nell’indifferenza generale. Per il dittatore con la smania di entrare nell’eletto gruppo degli «Stati canaglia», vantando un rapporto privilegiato con l’estremismo di Ahmadinejad. Per la nuova bandiera di una mitologia rivoluzionaria che non vuole comprendere il significato delle televisioni scomode imbavagliate in Venezuela e ridotte al silenzio, per gli squadroni paramilitari chiamati a seminare il terrore nei quartieri riottosi di Caracas, appoggiate e assecondate dalle autorità che rispondono soltanto a lui, a Hugo Chávez. Al Chávez che sembra incarnare alla perfezione lo stereotipo dell’agitatore antimperialista e che per questo alimenta attorno alle sue malefatte un’atmosfera di indulgenza, di bonaria accondiscendenza, quando non addirittura di adesione alle sue invettive antiamericane.
    Sembrano quasi innocui il suo istrionismo oratorio, la sua figura così poco marziale eppure trasfigurata nelle forme di un nuovo condottiero rivoluzionario che quando deve annunciare al mondo i suoi propositi di dittatore a vita lo fa citando Toni Negri, il pensatore della «moltitudine» bizzarramente equiparato nientemeno che ad Aristotele, Machiavelli e Antonio Gramsci. Ma per un Toni Negri che va a Caracas alla ricerca del nuovo Eldorado rivoluzionario, quanta solitudine attorno al Mario Vargas Llosa che identifica in Chávez il nuovo dittatore destinato a perpetuare la maledizione latino-americana. E quanta scarsa voglia di capire perché si vada a finire sempre allo stesso modo, da Cuba al Nicaragua sandinista al Venezuela di Chávez. Di capire qual è la dinamica dell’autoritarismo rivoluzionario che porta passo dopo passo alla sepoltura di ogni parvenza di democrazia e di tutela dei diritti civili. E di comprendere la chiave di un processo degenerativo che è inscritto negli stessi cromosomi dell’avventura rivoluzionaria e anti-imperialista anche se ogni volta adduce circostanze e pretesti i più diversi per giustificare il giro di vite tirannico, il perfezionamento dell’apparato repressivo, la sterzata autoritaria che dapprima stringe in modo asfissiante ogni forma di presenza democratica e poi si compie nel solito trionfo di prigioni piene di dissidenti, censura totale sui mezzi di informazione, annichilimento di ogni genere di resistenza civile. E tutto attraverso l’ossessivo ricorso alla mobilitazione «di massa», alla galvanizzazione populista dei pasdaran della rivoluzione, già eccitati per aver trovato un leader capace di sfidare con la sua demagogia tribunizia i «potenti della terra».
    Ecco perché il Venezuela di Chávez assume il valore di un laboratorio politico, di un esperimento che, al prezzo della vittimizzazione dei venezuelani, offre una chiave privilegiata per penetrare nei segreti del dispotismo «socialista»: la vecchia storia che si ripresenta rimpannucciandosi con nuove vesti.

    18 agosto 2007

  3. #3
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    Mantide, quante volte un Presidente del Consiglio può essere RI-eletto in Italia?

    Mi credi se ti dico che questi articoli sono di una banalità analitica che fa quasi tenerezza?

  4. #4
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    Il fatto che un servo al soldo del padronato come Battista inveisca rabbiosamente contro la "svolta autoritaria" del Venezuela non può che riempirmi di piacere e convincermi di quanto bene stia facendo Chavez al suo popolo. Più queste prostitute isteriche starnazzano, più si domostra corretta la via intrapresa...

    Non certo quel pingue tricheco grondante grasso e sudore di Battista, ma la stragrande maggioranza del popolo venzuelano sa bene quanto sia preferibile la "dittatura" dei poveri alla "democrazia" del grande capitale e dell'alta finanza.

    Se Chavez ha un limite, questo è nel trattare con troppa indulgenza i viscidi figuri come Battista e le regole della democrazia liberale.

  5. #5
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    Che splendore vedere i sinistrati mortaglioni sostenere ad oltranza gli assassini, le dittature e criticare le democrazie e i sistemi elettorali che prevedono la pluralità di idee... starà in questo la loro superiorità morale... o no?

    Assurdo chi sostiene una morale e poi ne applica una esattamente opposta...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio
    Che splendore vedere i sinistrati mortaglioni sostenere ad oltranza gli assassini, le dittature e criticare le democrazie e i sistemi elettorali che prevedono la pluralità di idee... starà in questo la loro superiorità morale... o no?

    Assurdo chi sostiene una morale e poi ne applica una esattamente opposta...

    Tu devi essere proprio preparato in scienze politiche e politica economica.

  7. #7
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    Beh abbiate pazeinza, io sono un elettore di sinistra ma indipendentemente da questo e dal fatto che Ugo sarebbe di sinistra mi fa sbavare il fatto che abbia tenuto testa a Bush e soprattutto alle lobbies petrolifere norte americane. Ve lo ricordate quando fecere il colpo di stato, l'unico paese che l'aveva riconosciuto erano gli states con la Coredeleza, dopo un po' Chavez è stato liberato, madonna che figuraccia. Troppo forte

  8. #8
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    dittatore? ma se il risultato dele elezioni venezuelane è stato confermato da jimmy carter! al contrario dell'alleato pakistan dove non ci sono elezioni eppure nessuno di voi ha niente da dire...

    sulla libertà di espressione poi sono state dette un sacco di falsità, la tv che chavez non oscurerà ma manderà sul satellite (come si spera l'abusiva rete4 in italia) si è resa complice del golpe antidemocratico soffocato dalla rivolta popolare, cosa che in un altro paese, stati uniti in primis, probabilmente avrebbe dato luogo a ben più pesanti sanzioni.

    si scarichi da emule in proposito il documentario "la rivoluzione non sarà teletrasmessa" se si volesse approfondire l'argomento della libertà di informazione in venezuela.

  9. #9
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    Che mare di banalità. A me Chavez, come tutti i demagoghi, sta sulle balle ma se lui è un dittatore Andreotti cos'è??? Perchè sostanzialmente è la medesima cosa, tutti e due devono/dovevano vincere le elezioni per restare in sella ad libitum. Se l'opposizione venezuelana fa ridere i polli e non riesce a creare una piattaforma alternativa seria, che non sia impostata sullo zerbinaggio agli USA, non si può certo dare la colpa a Chavez.

  10. #10
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    http://www.venezuelanalysis.com/news.php?newsno=2388

    The Venezuelan Economy Grows by 8.9 Percent in Second Quarter of 2007
    Friday, Aug 17, 2007

    By: Chris Carlson - Venezuelanalysis.com

    Caracas, (venezuelanalysis.com) August 17, 2007 — The Venezuelan economy showed a growth rate of 8.9 percent in the second quarter of 2007, according to statistics released by the Central Bank of Venezuela this week. The continued growth of the Venezuelan economy for nearly 4 consecutive years is a result of many factors, including government policies to invest in social programs and raise household purchasing power, said Finance Minister Rodrigo Cabezas.

    Speaking on the state TV channel earlier this week, Cabezas stated that the Venezuelan economy has entered into a phase of sustained economic growth. The nation's GDP has shown three years of consecutive growth since the end of 2003 and has a growth rate of nearly 9 percent so far this year. In 2006 the economy grew by 10.3 percent, and Cabezas assured growth of at least 8 percent for 2007.

    "The estimates that we have in the national government indicate that the Venezuelan economy will grow by no less than 8 percent of GDP," he said.

    The minister pointed to many factors that have led to this growth, including the high prices on the world oil market in recent years. Higher state spending in social programs and infrastructure has also contributed to the growth as have the increases in minimum wage.

    "Venezuela has the highest minimum wage in Latin America," explained Cabezas, who also emphasized the "important policies of social inclusion that increase household purchasing power."

    The private sector has also played a role in the economic growth with increased levels of investment. Higher levels of aggregate demand and overall consumption have led to growth in manufacturing (8.2 percent), commerce (17.9 percent), construction (15.5 percent), and transportation (14.8 percent).

    According to the Central Bank report, the growth is due to "higher internal aggregate demand in investment spending as well as consumption spending, products of greater access to credit, sustained government social programs, investment in infrastructure on the part of the public and private sectors and higher real household incomes."

    Growth in the non-oil sector is responsible for the higher overall growth. The non-oil sector experienced a growth rate of 10.8 percent in the second quarter of this year, mostly due to private sector growth.

    Activity in the oil sector, however, actually contracted as a result of the OPEC agreement to reduce production. In this sector, the private sector contracted by 11.6 percent, and the public sector by 2.3 percent.

    In the private construction sector grew by 18.7 percent and the public construction sector by 12.7 percent. According to the Central Bank, private sector construction has been mostly dedicated to non-residential building, such as shopping centers and hotels in the major cities of the country.

    Construction in the public sector, on the other hand, has been mostly associated with infrastructure, roads, schools, health clinics, and irrigation with funds from the national development fund Fonden.

    Cabezas said that Venezuela's growth is much above the average for the region at 3.5 percent and he emphasized that this translates as a "higher level of social wellbeing" for the Venezuelan population as well as more purchasing power.

    He also stated that "a change in the structure" of national imports in favor or more capital goods would lead to higher productivity and production. The Central Bank report shows a growth of 6.2 percent in the supply of national production and an increase of 35.5 percent in imported goods.

    Cabezas assured that the national government will maintain policies to fight inflation and reach its goal of 12 percent for the end of 2007. They also hope to lower unemployment, currently at 8 percent, to 7 percent by the end of the year.

    =====

    In Venezuela certo non sbavano per quel fallito di Berlusconi

 

 
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