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  1. #1
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    Predefinito Non Rivolta ma Rivoluzione

    Arrivato nel mio ufficio all'Università della Georgia, nei pressi di Atlanta, ho trovato una nota del fisco americano (Irs) che si scusava per un errato prelievo e un assegno. Qui le tasse sono moderate, per quei due mesi che insegno in America ricevo in cambio ottimi servizi pubblici anche perché la Contea (Clarke) ed il Comune (Athens) usano i soldi delle tasse locali sotto un attento controllo altrettanto locale. In generale, il più della gente non si lamenta troppo del contratto fiscale perché percepisce un giusto ritorno dei soldi dati al fisco e ha fiducia nella capacità della loro democrazia, governi la destra o la sinistra, di usarli bene con pochi sprechi. Perché qui la democrazia ed il contratto fiscale funzionano ed in Italia no?
    Non abbiamo mai fatto rivoluzioni, in particolare quella liberale intesa come trasferimento del potere dai pochi ai molti. In America, invece, l’hanno fatta nel 18° Secolo, innescata da una rivolta fiscale contro il potere coloniale inglese. E da questo atto nacque un’America che concede sul serio e non per finta il potere ai cittadini. Per questo gli americani, unico caso al mondo, sentono un «patriottismo costituzionale» che non è un nazionalismo etnico, ma l'amore per una nazione dove l'individuo è libero ed i suoi interessi rispettati. E dove la classe politica è costretta a servire gli interessi della gente e non il contrario.
    Da noi, come nel resto dell'Europa continentale, ciò non è avvenuto e la democrazia liberale è più forma che sostanza, la seconda riempita dalla continuità storica del modello aristocratico, il potere ai pochi. Per questo da noi le tasse non sono regolate dal principio di giusto ritorno e produttività sociale. Vi sono motivi storici/antropologici per questa differenza tra America, ed Inghilterra, ed il resto dell'Europa. La democrazia liberale è figlia del modello nordico e sassone, fusi in Inghilterra e diventati teoria politica operativa grazie alla migrazione in America ed al suo emergere come potenza.
    Solo la cultura anglofona ha compiuto rivoluzioni liberali, tutte le altre solo ribellioni che non hanno interrotto i modelli oligarchici pur variandoli. Ma la rivoluzione americana è stata continuata per secoli da immigrati di tutte le culture. Il cristianesimo è una cultura rivoluzionaria della libertà individuale. Soprattutto, ora c'è in Italia una borghesia produttiva grande abbastanza per essere il soggetto di una rivoluzione liberale, cosa non esistente nel passato. E ci sono tre condizioni che chiamano l'atto rivoluzionario: a) le tasse sono andate oltre la soglia di sostenibilità, lo spreco dei soldi pubblici è indegno oltre che destabilizzante; b) il governo si regge su una maggioranza viziata dall'illegittimità del voto di senatori non eletti e su brogli elettorali, violando la democrazia; c) la stabilità economica e sociale della nazione è a rischio. I sondaggi mostrano che il ceto produttivo appare pronto a mobilitarsi come mai lo è stato. Quindi ora va trovata la forma della rivolta fiscale che permetta di trasformare le intenzioni in azioni concrete. Nel pensarla non si dimentichi che solo un atto rivoluzionario forte, e non una temporanea ribellione, potrà educare la politica al rispetto dei cittadini e cambiare le nostre istituzioni affinché servano i molti e non i pochi. Via al nuovo Risorgimento.

    Carlo Pelanda

    www.carlopelanda.com

    saluti

  2. #2
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    Articolo ECCELLENTE che merita più di una lettura...

    Sono presenti tutti i Temi SERI e non il Gossip Fiscale tipico del Dott.(abusivo) Visco e del Sig.Prodi...

    Tasse Giuste e Basse per tutti,Federalismo Fiscale,Controlli Locali,Prelievo Fiscale in Rapporto ai Servizi Effettivamente Resi dal Pubblico ai Cittadini...

  3. #3
    Amico di Oniria..wooff...
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    parte degli italiani ha bocciato la devolusion della lega.....la genesi per il rinnovo della NOSTRA.............sic............democrazia.

    un travaglio che prima o poi finirà...............si spera in autunno.

  4. #4
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    E la marmotta che fa la cioccolata. Dai gente, siamo seri, a me dopodomani piacerebbe spendere e spandere per avere il welfare della Svezia, ma vi ricordo che abbiamo una scure chiamata Debito Pubblico al 106% del Pil che incombe. Per ridurlo, o manteniamo le tasse alte fino a quando non torna sotto controllo, mantenendo nel contempo un abbozzo di Stato Sociale, o smantelliamo quello che ora c'è tagliando immensamente la spesa pubblica per coprire riduzioni fiscali. Considerato che un reddito sopra i 40'000 euro ce l'ha oramai si e no un terzo degli Italiani, preferisco la prima opzione, e di che tinta. Poi i soldi potrebbero anche essere spesi meglio, certo, ma almeno so che, cambiando le teste di quarzo che ci sono al timone, saranno ancora disponibili. Poi la rivoluzione, la rivoluzione liberale....la borghesia liberale italiana l'unica rivoluzione che fatto, il fascismo, l'ha fatta per delega affidandola a un gruppo che nasceva proprio contro di lei, dall'invidia dei ceti piccoloborghesi schiacciati tra i proletari neri di rabbia e i padroni del vapore. Gli stessi ceti piccoloborghesi che oggi, sempre più indistinguibili dal proletariato, sostengono il peso eccessivo della pressione fiscale perchè un manipolo di altobovghesi chicchissimi possa spostare i capitali in Svizzera, o perchè Montezemolo possa piangere il morto perchè non può licenziare chi gli pare, o perchè il Billionaire verrebbe danneggiato dalle tasse sugli yacht. O anche perchè il barbiere ti possa fare una fattura da 7 euro quando gliene paghi 12, o il notaio spararti 3'000 euro per un atto di registrazione della tua casa, o la tintoria staccarti 60 euro di giacconi lavati senza nemmeno un misero scontrino. Questi dovrebbero essere i soggetti rivoluzionari? Come parte di quella frazione di italiani che quelle cose non se le può permettere, sarei abbastanza determinato a sparargli addosso, a questi, dovessero marciare su Palazzo Chigi perchè le lacrime e il sangue sono COLPA LORO e del loro EGOISMO. Ma temo che il tam tam mediatico e le discussioni sul sesso degli angeli e del PD lavoreranno per "Loro"

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    Articolo ECCELLENTE che merita più di una lettura...

    Sono presenti tutti i Temi SERI e non il Gossip Fiscale tipico del Dott.(abusivo) Visco e del Sig.Prodi...

    Tasse Giuste e Basse per tutti,Federalismo Fiscale,Controlli Locali,Prelievo Fiscale in Rapporto ai Servizi Effettivamente Resi dal Pubblico ai Cittadini...
    Ci sono elementi su cui si può discutere.
    Non a caso è un copia-incolla e non farina del sacco di mustang

  6. #6
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    Dipende dalla ROTTA che si prende,lasciando da parte la ovvia provocazione della Lega...la Rotta presa dal Governicchio del Sig.Prodi è sotto gli occhi di tutti...Più tasse,più Stato,più Casta,più Burocrazia,più guai a chi si oppone...nessuno chiede di cambiare sistema dopodomani,ma che almeno la Rotta sia quella non dritta sugli scogli!!!

  7. #7
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    P.S. :Scusate, ma in questi giorni parlare di politica mi fa salire la bile

  8. #8
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    Guardemo....femo O Agemo?

    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    Dipende dalla ROTTA che si prende,lasciando da parte la ovvia provocazione della Lega...la Rotta presa dal Governicchio del Sig.Prodi è sotto gli occhi di tutti...Più tasse,più Stato,più Casta,più Burocrazia,più guai a chi si oppone...nessuno chiede di cambiare sistema dopodomani,ma che almeno la Rotta sia quella non dritta sugli scogli!!!
    scusa,certo che è una provocazione per scuotere gli animi che sono.....chiamiamoli sopiti

    mi domando se pure la parte centrista è consapevole che con questo governo nn si risana 'na CIORCIOLA,visto che il debito pubblico continua a salire.

    come sale i numeri degli immigrati....irregolari,salgono pure le tasse,come le bollette di gas luce e telefono....per non parlare della benzina......dimenticavo.....sale anche il numero delle "madonne" verso questo papocchio di governo,sale il numero dei ritardi e delle attese per chi deve viaggiare.....altre madonne.....sale il numero delle valige.....sparite e non è ancora arrivato l'autunno.....NON VEDO L'ORA

    oggi ascoltando la radio nn sapevo più se piangere o ridere.....sull'aumento delle tasse sulle rendite finanziarie.....,sia chiaro che a me nn frega niente,ma è sul continuo batti e ribatti dei ministri,segretari,sottosegretari e presidenti di partito del CSX.....tutti parlano per se e ognuno parla per tre!.........

    ma si sono accorti 'sti pistola che le VACANZE SONO FINITE?

    e noi del CDX che femo?....femo qualcosa o stemo a vardar dala finestra e 'spetemo che pasa el.......TEMPORAL?

    2 SONO LE COSE DA FARE

    1) METTERSI D'ACCORDO è una PRIORITA'.

    2) MANDARE A FONDO LA NAVE.....ANCHE "SABOTANDOLA"!.....mi aspetto delle nuove da TREMONTI.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Arrivato nel mio ufficio all'Università della Georgia, nei pressi di Atlanta, ho trovato una nota del fisco americano (Irs) che si scusava per un errato prelievo e un assegno. Qui le tasse sono moderate, per quei due mesi che insegno in America ricevo in cambio ottimi servizi pubblici anche perché la Contea (Clarke) ed il Comune (Athens) usano i soldi delle tasse locali sotto un attento controllo altrettanto locale. In generale, il più della gente non si lamenta troppo del contratto fiscale perché percepisce un giusto ritorno dei soldi dati al fisco e ha fiducia nella capacità della loro democrazia, governi la destra o la sinistra, di usarli bene con pochi sprechi. Perché qui la democrazia ed il contratto fiscale funzionano ed in Italia no?
    Non abbiamo mai fatto rivoluzioni, in particolare quella liberale intesa come trasferimento del potere dai pochi ai molti. In America, invece, l’hanno fatta nel 18° Secolo, innescata da una rivolta fiscale contro il potere coloniale inglese. E da questo atto nacque un’America che concede sul serio e non per finta il potere ai cittadini. Per questo gli americani, unico caso al mondo, sentono un «patriottismo costituzionale» che non è un nazionalismo etnico, ma l'amore per una nazione dove l'individuo è libero ed i suoi interessi rispettati. E dove la classe politica è costretta a servire gli interessi della gente e non il contrario.
    Da noi, come nel resto dell'Europa continentale, ciò non è avvenuto e la democrazia liberale è più forma che sostanza, la seconda riempita dalla continuità storica del modello aristocratico, il potere ai pochi. Per questo da noi le tasse non sono regolate dal principio di giusto ritorno e produttività sociale. Vi sono motivi storici/antropologici per questa differenza tra America, ed Inghilterra, ed il resto dell'Europa. La democrazia liberale è figlia del modello nordico e sassone, fusi in Inghilterra e diventati teoria politica operativa grazie alla migrazione in America ed al suo emergere come potenza.
    Solo la cultura anglofona ha compiuto rivoluzioni liberali, tutte le altre solo ribellioni che non hanno interrotto i modelli oligarchici pur variandoli. Ma la rivoluzione americana è stata continuata per secoli da immigrati di tutte le culture. Il cristianesimo è una cultura rivoluzionaria della libertà individuale. Soprattutto, ora c'è in Italia una borghesia produttiva grande abbastanza per essere il soggetto di una rivoluzione liberale, cosa non esistente nel passato. E ci sono tre condizioni che chiamano l'atto rivoluzionario: a) le tasse sono andate oltre la soglia di sostenibilità, lo spreco dei soldi pubblici è indegno oltre che destabilizzante; b) il governo si regge su una maggioranza viziata dall'illegittimità del voto di senatori non eletti e su brogli elettorali, violando la democrazia; c) la stabilità economica e sociale della nazione è a rischio. I sondaggi mostrano che il ceto produttivo appare pronto a mobilitarsi come mai lo è stato. Quindi ora va trovata la forma della rivolta fiscale che permetta di trasformare le intenzioni in azioni concrete. Nel pensarla non si dimentichi che solo un atto rivoluzionario forte, e non una temporanea ribellione, potrà educare la politica al rispetto dei cittadini e cambiare le nostre istituzioni affinché servano i molti e non i pochi. Via al nuovo Risorgimento.

    Carlo Pelanda

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    saluti

    Tutto giusto. Mi piacerebbe sapere quale è il programma della opposizione per ribaltare questo stato di cose . Percè se l'opposizoione non ha un programma credibile allora veramente non rimane che la rivoluzione ..........

 

 

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