Morimago incanta Parma
di Max Licari
Parma-Catania 2-2
Baldini, che raptus!
Potevamo inserire in prima pagina la foto della pedata di Baldini con titoli tipo “Calcio d’inizio” o “Calcio d’agosto”. Ma sarebbe stato ingiusto nei confronti di una società seria come quella del presidente Pulvirenti e di una tifoseria fin troppo provata da tragedie ripetute. L’autoironia è una stupenda dote, ma talora va tralasciata. Questa volta no. Questa volta la prendiamo seriamente e cerchiamo di rimuovere il più in fretta possibile quest’ennesima pagina da dimenticare. Cavolo, sembrerebbe proprio che Catania viva una maledizione. Sembrerebbe che nella città dell’Elefante non si possa serenamente gioire per un risultato, per una prestazione, per un successo, senza poi gettare tutto a mare per evitabilissimi “colpi di testa”. Parma-Catania, esordio in campionato fra i meno duri per i rossazzurri, poteva tranquillamente passare alle cronache per un discreto debutto del team di Baldini, condito da un importante risultato ottenuto in trasferta contro quella che, con tutta probabilità (a meno che il presidente gialloblù Ghirardi non proceda a tre acquisti di caratura negli ultimi giorni di mercato), sarà una concorrente diretta per ottenere la permanenza in massima serie. Invece, ecco il “colpo di teatro” che riporta la nostra città in primo piano non certo per le proprie bellezze e la nostra squadra per virtù tecnico-tattiche: il tecnico toscano si inventa un “calcio nel sedere” da “L’allenatore nel pallone” e cala il buio. Niente riflettori per super Morimoto, niente giusto tributo alla prima realizzazione in rossazzurro del solito, immenso Capitan Baiocco (l'ultimo gol della Streghetta risale al 13 maggio 2005 in occasione di Verona-Perugia; in totale 10 reti in carriera di cui 3 in A), trattenuta la gioia dei tifosi per il punto d’oro conquistato. Solo amarezza per un raptus che consentirà ai soliti moralisti da strapazzo sparsi per l’Italia e per il mondo (purtroppo sì, quelle immagini quasi goderecce da commedia all’italiana stile anni '70 stanno già facendo il giro del globo) il massacro di una città e di una tifoseria che sta cercando faticosamente – maledizione! - faticosamente di venir fuori dall’anno zero caratterizzato da una tragedia pagata duramente. Lungi da noi voler apparire ugualmente “moralisti”. Baldini è stato provocato in maniera non simpatica da Di Carlo, non nuovo a evoluzioni verbali del genere, ma la sua reazione è inaccettabile, ingiustificabile, un atto che lede l’immagine della squadra e della città. Non riusciamo a capacitarci. Tutti noi, società rossazzurra in testa, prima del campionato ci eravamo affannati a stigmatizzare il fatto che nulla sarebbe stato perdonato, ad affidare ai quattro venti parole di ammonimento volte a evitare che anche un solo fazzolettino venisse gettato giù dagli spalti dai tifosi ... e già alla prima un tesserato del Calcio Catania, per giunta importantissimo come l’allenatore, si permette, senza rifletterci su quel momentino in più, di produrre un danno d’immagine così rilevante, di fornire un esempio così negativo. Non vogliamo crocifiggere il tecnico, che ha dimostrato di saperci fare come evidenzia l’analisi tecnica della gara del “Tardini” (quarta volta che il tecnico affronta la sua ex squadra da avversario; nelle precedenti tre aveva sempre perso per 2-0), ma l’auspicio è che la società prenda una posizione di condanna netta e inequivocabile, in modo da troncare sul nascere qualsivoglia tentativo di strumentalizzazione, pericolosissimo in vista del prosieguo del torneo. Catania ad atteggiamenti che richiamino all’intolleranza o alla violenza non può e non deve mai più accostare la propria immagine. Anche perché il danno è innegabilmente pure tecnico: Baldini sarà pesantemente squalificato, essendo reo di un’azione-reazione mai verificatasi sui campi di calcio fra colleghi allenatori. Ma ci auguriamo che venga squalificato, come Materazzi al Mondiale, anche Di Carlo, protagonista di una manata nei confronti del trainer toscano, non dimentichiamolo. Un errore fargliela passare liscia.
Un bel pareggio, ma occorre puntellare la difesa
Troppo presto per trinciare giudizi netti e definitivi. Ma il piglio della squadra, al di là delle qualità tecniche, ci è piaciuto molto. Gran carattere, gran pressing, un modulo a nostro avviso adatto a esaltare le caratteristiche da contropiedista di giocatori come Baiocco, Mascara, Morimoto e Caserta. Ottimo punto, insomma (per la cronaca l'ultimo 2-2 fuori casa risale al 3 dicembre 2006, ad Ascoli). In special modo, è piaciuta la grinta mostrata dai ragazzi di Baldini nel voler immediatamente porre rimedio a un risultato negativo giunto a seguito di gravi errori dei singoli. Chiaramente, su tratta di un modulo e di un atteggiamento tattico, al di là del numero di attaccanti in campo, antitetici rispetto a quelli cui erano abituati da due anni i catanesi dall’ex allenatore Marino: pressing e contropiede adesso, possesso palla e gioco offensivo manovrato in precedenza. Altrettanto evidente ci pare la necessità di puntellare la squadra in questi ultimi giorni di mercato, soprattutto nel reparto arretrato che ha mostrato le stesse identiche pecche riscontrate nel girone di ritorno della passata stagione: “Muro” Stovini a cercare, con alterne fortune, di turare le falle prodotte dall’incerto Sottil (clamoroso il suo errore in occasione della rete di Pisanu) e dall’ancor non sopraggiunta maturazione in fase difensiva del “loco” Vargas. In più, il giovane Gazzola, al debutto in Serie A, non poteva certo fare molto di più rispetto a una gara d’attesa (da rivedere il ragazzo, ma lo stesso Pisanu lo ha messo in difficoltà). Mancava Terlizzi, che quando è entrato ha fatto vedere quello che può dare (decisivi alcuni suoi interventi nel finale), mancava Silvestri (che, comunque, fu protagonista di una pessima seconda parte di scorsa stagione), ma andrà certamente rilevato il cartellino di un difensore in grado di fare il titolare in massima serie.
Morimago, ma il Catania necessita dei suoi titolari
La scelta iniziale di inserire Morimoto premia Baldini e il suo coraggio. Il 4-2-3-1 è perfetto per mettere in risalto le sue doti di velocità e tecnica. Il “Ronaldo del Sol Levante” non è un bluff. È un campioncino che, da solo, può salvare il Catania. Non un caso la sua rete alla Del Piero su bell’assist di Mascara, non un caso il suo assist a Baiocco in occasione del pareggio rossazzurro. Una prestazione da 8, assolutamente letale in fase di conclusione e rifinitura. Andrà gestito bene, in quanto il giapponesino ha 19 anni (ma i vari Rooney, Owen, Fabregas, Messi a quanti anni hanno sfondato?), eppure il suo ruolo da titolare, al momento, non può essere messo in dubbio. Tuttavia, è ovvio che il Catania necessiti di tutti i suoi titolari in campo. Senza Terlizzi, senza Caserta (prima della gara si erano diffuse voci sui media nazionali, poi rivelatesi inesatte, circa un suo accantonamento per motivi contrattuali), senza Martinez (da vedere e giudicare, comunque) non è vero Catania. In particolare, grave l’assenza del centrale difensivo, ma lo stesso Reggia ha dimostrato quale impatto possa avere sul gioco etneo quando, inserito al posto di un evanescente Izco (buono il taglio per Morimoto in occasione del pareggio rossazzurro, ma per il resto nullo l'argentino), ha cominciato a dettare legge in mezzo. Quando la rosa sarà al completo e interamente a disposizione, si potranno dare giudizi più esaurienti.
Streghettissima!
La prima rete in rossazzurro del Capitano ha commosso un po’ tutti. Merita questa gioia irrefrenabile, Davide, ancora una volta il migliore (insieme al nipponico) dei suoi. È la vera anima del Catania. Da sottolineare come, nella sua nuova veste di “comandante” della truppa, si sia mostrato inappuntabile anche dal punto di vista comportamentale. Oltre tutto, lo si è visto bene in abbinamento con Tedesco che, dopo un primo tempo di assestamento, è cresciuto in personalità e peso nella ripresa. Una sicurezza pure lui.
In attesa del Gabbiano e dell’esplosione di Topolinik
Nessuna paura. Conosciamo Gionatha. Entra in forma un po’ in ritardo, poi non si ferma più. È al suo terzo anno in rossazzurro e nei due precedenti ha sempre fatto così. Oggi ha fatto quel che poteva, lottando isolato a centro area. Deve fagocitare il nuovo modulo e recuperare velocità. Ma è una sicurezza. Attendiamolo con fiducia. Discorso diverso per Mascara. Si vede che è in forma, che corre e lotta. Deve solo divenire più consapevole della sua forza ed evitare ingenuità letali. Il suo tentativo di prezioso “filtrante” al limite dell’area catanese si è rivelato di agghiacciante autolesionismo. Ha regalato una rete al Parma, insomma. Ma in precedenza aveva fornito un grande assist a Morimoto, poi trasformato in rete e, nel complesso, fornito una prova sufficiente per impegno e abnegazione. Ma può e deve far di più. Noi siamo sicuri che lo farà.
Sotto con il Grifone ... sperando nel “Massimino”
Adesso, concentrazione massima sull’esordio casalingo contro il Genoa (sconfitto 3-0 in casa dal Milan), cercando di dimenticare e far dimenticare il più in fretta possibile il raptus odierno di Baldini e, contestualmente, di completare la rosa, sfoltendola e potenziandola ove necessario. Dal punto di vista tecnico-tattico l’esordio in terra emiliana induce a un pizzico di fiducia. Naturalmente, andrà vista e rivista la squadra. Ma ciò che più conta è che il “Massimino” possa essere pronto e ospitare la gara, giacché non aleggia in città la sicurezza più assoluta. Speriamo che si eviti l’ultima “malacumpassa”, quella definitiva. Le assicurazioni, come al solito, ci sono tutte. Attendiamo con fiducia.
Bene Stefanini
Comincia bene la stagione arbitrale targata Collina. Stefanini non si è prodotto in mirabilie, ma ha arbitrato imparzialmente, non commettendo errori evidenti.
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