



Mah, io dall'estero non capisco proprio come si fa a perdere tempo con questa commedia all'italiana. Dunque, fatemi capire. Si discute del livello di tassazione. Il livello di tassazione non e' materia costituzionale, e non e' neanche materia di referendum popolare. E' materia legislativa, cioe' puo' e deve essere fissato da parlamento e governo con leggi ordinarie. Se veramente tutto il popolo vuole tasse piu' basse (e naturalmente tagli nella spesa pubblica), lo strumento piu' semplice e' che alle prossime elezioni votate quei partiti che propongono tasse piu' basse. E se e' solo la lega a proporre tasse piu' basse, benissimo, stravincera' la Lega. O la lista dePaoli, che ne so. Questo e' quello che si fa nei paesi civili: a ogni elezione, ogni 3, 4 o 5 anni, si sceglie fra partiti che preferiscono tasse e spese pubbliche piu' alte o piu' basse, e si puo' cambiare la volta dopo. Questa pagliacciata del raccogliere firme non serve a niente, perche' non si cambia il livello di tasse mandando cartoline o non giocando al lotto. Perche' tocca comunque al parlamento decidere il livello di tasse, e in questo parlamento hanno la maggioranza rappresentanti di un certo colore o latitudine, eleggetene altri la prossima volta.
Le raccolte firme, "rivolte", "scioperi fiscali" ecc, si fanno per richieste eccezionali per le quali non e' prevista una soluzione legislativa cosi' semplice e lineare. Per esempio, si possono fare per richiedere un referendum su riforme costituzionali, o addirittura per la secessione (per dire. Scusa bossi se uso la parola secessione). Piu' in generale, si fanno per richiedere cambiamenti cosi' importanti da anadare al di la' degli schieramenti partitici, cambiamenti piu' duraturi che non l'elezione di una coalizione di destra o sinistra alle elezioni, cose che devono essere trasversali agli schieramenti partitici, e per le quali non basta semplicemente votare un partito piuttosto che un altro.
Ma per decidere il livello di tassazione basta una leggina, bastava una sola firma, quella del ministro del tesoro. Per 5 anni Bossi & Berlusconi potevano farlo e non l'hanno fatto. Adesso Bossi aspetti le prossime elezioni, e usi il suo tempo per tornare a fare qualche proposta concreta di federalismo se gli interessa ancora. Invece di mandare 20 milioni di firme a napolitano che non c'entra un tubo, dica a quelle 20 milioni di persone di votare alle prossime elezioni per candidati che si impegnano a far diminuire le tasse, o no?




Analisi lucida come sempre.
Peccato che qui bene o male tutti dicono "tutto e il contrario di tutto"
-Tutti si dichiarano Federalisti
-Tutti sono favorevoli a far subito il federalismo fiscale
-Tutti vogliono meno tasse
-Tutti sono a Roma e per continuare a starci han bisogno di mungere la vacca scema costituita in particolare da noi Padani.
Al sud c'è evasione totale e non ci sono i controlli...quando aumentano i controlli li aumentano qui...avevo sentito addirittura che voleva spostare dei finanzieri dal sud al nord perchè l'evasione c'è qui...quando là in certi posti non hanno manco le casse nei negozi.
-Tutti han bisogno di spesa pubblica per aiutare amichetti e amiconi da piazzare in qualche ente inutile e da ringraziare con qualche commessa statale.
IN ITAGLIA NON CAMBIERà MAI NULLA.
Tutti quando arrivano a Roma si adeguano al sistema...e ne traggono vantaggio...l'unica è emigrare.


Ehm, a quale "popolo" ti riferisci? a quello padano che nella maggioranza vuole tasse più basse o a quello meridionale che non vuole sentirne parlare?
Comunque la questione non è così semplice: nel 2001 la cdl aveva vinto al nord con un argomento principale: meno tasse e meno stato (al sud avrà vinto grazie a ben altri argomenti, ma sorvoliamo), c'era poi la lega che voleva il federalismo ecc...ecc..., e la maggioranza ha votato per queste cose.
E per tutta risposta ha ottenuto questo: le aliquote non sono state abbassate in modo sostanziale (perchè, si è giustificato berlusconi, an e udc non l'hanno permesso...può darsi, ma alla fine a me cosa interessa?); in compenso, l'efficiente ministro Tremonti è stato capace di riorganizzare in modo ineffabile la macchina statale della riscossione , facendo partire a tutto vapore il meccanismo degli studi di settore che c'era già ma che nessuno prima era stato in grado di applicare, cosicchè la pressione fiscale effettiva in realtà è aumentata, ecco perchè il gettito complessivo sotto il precedente governo è aumentato...bello vero?
Ora il csx al governo si è trovato ad avere un meccanismo di riscossione ben oliato da Tremonti (che se non erro prima di entrare in Fi aveva scritto il programma economico della Margherita), e oltre a ciò ha aumentato ulteriormente la pressione fiscale con provvedimenti assurdi...ecco perchè oggi è indispensabile parlare di sciopero fiscale...ma l'esigenza esisteva tonda tonda anche sotto il precedente governo, e proprio l'esperienza precedente insegna che anche la cdl non ha nessuna intenzione di ridurre le tasse.
Dunque abbiamo almeno il 95% dell'arco parlamentare itagliano che è contro l'abbassamento delle tasse (molto per i loro comodi privati, molto per il problema del sud), nonostante la maggioranza del popolo padano lo richieda.
Si sperava perciò nell'unica mina ancora vagante dell'arco parlamentare, la Lega, l'unico partito che vince solo al nord e che rappresenta la popolazione non assistita che è strangolata dal livello di tassazione...pia illusione, la Lega ha i suoi piccoli interessi da difendere.
A questo punto lo sciopero fiscale non resta che farlo alla società civile del nord.
Io non penso affatto che il livello di tassazione sia compito del parlamento stabilirlo, perchè, molto semplicemente, il parlamento non è rappresentativo e dunque è delegittimato: nel 2001 avevamo dato un mandato preciso, se ne sono fregati. I partiti politici tutti possono raccogliere voti dicendo "vi abbasseremo le tasse al 30%", e poi una volta al governo possono aumentarle all'80% dicendo "voi pezzenti non capite niente, è per il vostro bene che l'abbiamo fatto, non potevamo fare altro"...è quello che fanno infatti.
Con un semplice mandato popolare anche fortissimo a diminuire le tasse (che tra l'altro in itaglia è impossibile avere per via della palla al piede del sud e anche del centro), nessun partito le diminuirà mai, questa è la verità.


..azzo come sei informato/a sei tu l'amante segreto/a ?
io non credo a quanto tu stia dicendo, ma anche se fosse non mi sembra il caso di intraprendere strade che potrebbero portarti di fronte ad un giudice ( come riportato dalla sentenza di cassazione che ha condannato un uomo - Tribunale Aosta ) come scritto da "Libero" del 28 Agosto a pagina 22 !


Questo accade in un paese normale. Civile. L'italia non lo è. In italia nessun partito è interessato a diminuire quelle tasse da cui dipendono la propria sopravvivenza e le proprie clientele. Se il problema è il sistema, la soluzione non può provenire dal suo interno. E che la Lega sia interna a questo sistema lo dimostra Maroni quando dice che i costi della politica devono essere ridotti al netto della demagogia. Quando si fa interprete dei privilegi dei parlamentari. Quando occupa posti di sottogoverno. Quando cavalca o soprassiede alla cultura familista e oligarchica di questo paese.
Trovo ridicole e ipocrite le affermazioni di Bossi quanto urticanti e stupidi i commenti di Napolitano o della Finocchiaro quando pretendono che il Nord non alzi la testa, che tenga l'anello al naso e sia felice di questa condizione di semi-schiavitù. Di più: che collabori per permanervi, che esprima il suo consenso, che applauda la 'casta' che lo mantiene in essa.
Questo è un punto di non ritorno, uno stato di alienazione mentale della classe dirigente. Un cortocircuito mortale della democrazia da cui non si esce se non rivoluzionariamente.
Si sta consumando una spaccatura tra popolo e politica di cui non conosciamo ancora le proporzioni, esposta come non mai ad eventuali crisi economiche internazionali. E questa spaccatura non si può più ricucire, perchè 150 anni di Stato italiano hanno prodotto una ramificazione di interessi ingessati in equilibrio precario fra loro che affonda le radici in una legificazione e in una burocrazia di cui ormai si sono perse la misure. Ma da cui dipende la sopravvivenza di più di mezzo paese. Tagliamo le radici? Muore la pianta.
L'italia è come un malato di tumore a cui è fatale sia la malattia che l'operazione. Del resto nessuno può pensare che la storia, al termini di una catena di pressapochezza, errori e malefatte, non presenti un conto salato.
La signora Finocchiaro si indigni pure e Bossi finga di essere ancora interprete delle istanze che ha tradito. Entrambi saranno spazzati via dal corso degli eventi.