



a bari il problema al semaforo non sono i lavavetri ma gli scippatori




Indici itntegrazione migranti: dati caritas-migrantes.
Allora, tanto per sgombrare il campo dalla solita tiritera "razzista":
Rispetto alle 103 province, gli indici di integrazione nella fascia massima includono 11 province, tutte del nord eccetto una che è toscana: Treviso (1.3569, Pordenone (1.295), Reggio Emilia (1.283), Brescia (1.271), Vicenza (1.269), Prato (1.239), Lodi (1.235), Cremona (1.230), Bergamo (1.207), Parma (1.204), Trento (1.200). L’ultima parte della fascia minima, è così composta: Cagliari (647), Ragusa (642), Caserta (627), Potenza (626), Caltanissetta (621), Reggio Calabria (595), Salerno (581), Brindisi 574), Vibo Valentia (570), Napoli (531).
http://www.meltingpot.org/articolo7233.html
SE TUTTI I SINDACI FOSSERO BRAVI COME GENTILINI, GLI IMMIGRATI STAREBBERO TUTTI MEGLIO. (mica come quei "razzisti" che votano Bassolino). Il moderatore mi perdoni l'affermazione sarcastica.
Detto questo io non sono di Treviso, ma non ho trovato ancora nessuno che dica che Treviso non sia una bomboniera ordinata e con pochissima criminalità. Far rispettare le regole serve. Una controprova potrebbero essere le percentuali bulgare che prende presentandosi con la sola Lega Nord, che ha Treviso viaggia di solito sul 20%, tranne che alle comunali dove prende il 40%.
In rete ci sono gli indici del Sole24ore, in cui Treviso figura bene. C'è da dire che sono dati FALSATI dal fatto che riguardano la provincia, e Treviso ha 80.000 abitanti in una provincia di 820.000.


Moltiplicare Firenze
CARLO FEDERICO GROSSO
L’ordinanza del Comune di Firenze che vieta ai lavavetri d’importunare i cittadini ai crocicchi delle strade con la loro presenza petulante, sovente arrogante o addirittura violenta, mi sembra provvedimento di rilevante significato emblematico.
E’ un tentativo di realizzare, coi fatti, quella politica di tutela della sicurezza e della tranquillità dei cittadini che molti politici a parole auspicano ma che, apparentemente, pochi amministratori pubblici perseguono nella loro pratica quotidiana.
Iniziamo dal problema giuridico. Mi sembra che nel caso di specie lo strumento giuridico esista e sia stato usato in maniera corretta. La legge attribuisce al sindaco poteri d’intervento in materia di sicurezza e ordine pubblico sul territorio di sua competenza. La legge penale prevede a sua volta, con una disposizione di carattere generale, che è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a E. 206 chi «non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene» (art. 650 c.p.). L’ordinanza legalmente data dall’autorità in una delle quattro materie menzionate diventa pertanto, automaticamente, sanzionata penalmente per legge. La Corte Costituzionale, chiamata anni fa a pronunciarsi sulla legittimità dell’art. 650 c.p., non ha avuto d’altronde dubbi: ha deciso che si tratta di disposizione compatibile con l’assetto costituzionale dello Stato di diritto, e cioè con i principi di riserva di legge e di stretta legalità in materia penale.
Si potrebbe, piuttosto, obbiettare che nel caso di specie si rischia d’introdurre un diritto penale a pelle di leopardo, perché ciò che risulterebbe penalmente sanzionato in certi luoghi non lo sarebbe in luoghi diversi, con la conseguenza di un’inaccettabile disparità di trattamento. La diversità di disciplina giuridica indubbiamente esiste. Non è, tuttavia, discriminatoria, e pertanto illegittima, poiché tutte le persone che dovessero infrangere il divieto stabilito in un certo territorio sarebbero comunque punibili.
L’ordinanza deve, d’altronde, essere emanata «legalmente», cioè nell’osservanza delle forme prescritte e in presenza della situazione di fatto che giustifica, ex lege, la sua emissione: nel caso di specie, l’esistenza di una riscontrata violazione della sicurezza dei cittadini e dell’ordine nelle pubbliche vie dovuta all’azione incontrollabile dei lavavetri. Se vi fosse infrazione di quest’indispensabile rapporto tra situazione di fatto e provvedimento amministrativo, esso potrebbe risultare illegittimo ed essere pertanto annullato dalla competente autorità giudiziaria a tutela della legalità dell’attività di governo.
Al di là delle possibili perplessità, nella vicenda della quale si discute, come in moltissimi altri casi d’emergenza, la questione di fondo non è, tuttavia, di carattere giuridico. È, piuttosto, questione di atteggiamento mentale, di volontà politica, di coraggio, talvolta, addirittura, di fantasia o d’intraprendenza. Quando si rilevano difficoltà o insufficienze nei diversi settori di amministrazione pubblica, si suole, immediatamente, fare appello alla necessità di riforme di legislazione. Si tratta di un approccio che, per chi governa, ha molte volte il vantaggio di accantonare i problemi, di non assumere responsabilità immediate con la scusa dell’inadeguatezza normativa, di scaricare su altri, e nel futuro, la loro improbabile soluzione. Ma governare è, in realtà, ben altro: è cercare di affrontare comunque le questioni urgenti, se possibile risolverle, eventualmente dominarle o quantomeno controllarle, facendo leva su tutti gli strumenti giuridici utilizzabili e su tutti i poteri di cui si dispone concretamente. Salvo evidentemente invocare, ma soltanto in un momento successivo, l’eventuale riforma legislativa ritenuta utile o necessaria per superare le specifiche difficoltà.
Con l’ordinanza di Firenze contro i lavavetri non si risolveranno ovviamente tutti i problemi dell’ordine e della tranquillità dei cittadini. Non è neppure sicuro che essa consentirà di risolvere lo specifico problema affrontato. Come dicevo all’inizio, si tratta comunque di un segnale d’inversione di rotta, di abbandono di stereotipi culturali, di reazione ad inaccettabili forme di tolleranza d’ogni illegalità diffusa, piccola o grande che sia. Di un segnale che, quantomeno su piano metodologico, dovrebbe essere pertanto assunto a modello generale di comportamento politicamente corretto.
Leggevo ieri sulle pagine del Corriere della Sera le parole del futuro probabile segretario del nascente Partito Democratico. Parlando di giustizia e di ordine pubblico, Veltroni ha detto: «Dobbiamo lavorare per la prevenzione, c’è un nesso tra delinquenza e povertà, per cui occorre affrontare la questione sociale che sta crescendo in Italia»; ma dobbiamo anche «lavorare per contrastare quanti violano la legalità», ed essere al riguardo «molto duri e molto severi», «non essendo possibile che un truffatore si arricchisca dalla galera, che un incendiario in galera non vada neppure, che circoli liberamente chi si è macchiato di pedofilia».
Parole politicamente correttissime, che si inseriscono a tutto campo nel filone testé tratteggiato. Purché, ovviamente, si sia, successivamente, in grado di gestire altrettanto correttamente il processo indicato, individuando gli strumenti utili o necessari per praticarlo nei singoli casi.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...ione=&sezione=




ciorciole.....se l'ordinanza fosse stata fatta dal CDX avreste manifestato gridando che siamo razzisti e fascisti,manon è questo il punto.....
come ci si comporterà con i venditori di paccottaglia sulle spiagge adriatiche?....per fortuna l'estate è finita.
che dire delle ragazzine madri ROM fuori dai supermercati che chiedono l'elemosina?.....e si offendono pure se al posto dei soldi gli dai un pacco di pasta!
che dire dei VU CUMPRA' porta a porta....pochi sono quelli che accettano cibo.
questa gente,la maggioranza, è irregolare.....come ci si dovrebbe comportare?.....senza tenere conto dei continui sbarchi di......clandestini.
perchè non iscriverli nei disoccupati,trovargli un lavoro,dargli una casa,far giungere in italia i loro familiari,parenti....fino al 7° grado di parentela.istruirli...solo quelli che vogliono,naturalmente,mentre NOI siamo OBBLIGATIa portare i nostri figli a scuola.
lascio stare le cure che è un DIRITTO di TUTTI.
invece che menar il kan per l'aia su BERLUSCONI fate qualcosa per tutta questa gente se no c'è il rischio che aumenti la kriminalità o sbaglio?


La vostra è una polemica sterile perchè nonostante l'abbia fatta una giunta a noi vicina politicamente, la critichiamo perchè non la riteniamo giusta e non va nella direzione che invece sarebbe opportuno seguire.
Che senso ha arrestare dei lavavetri?? Che senso una misura così restrittiva che non a favore dell'integrazione perchè rischia di aggravare la situazione perchè coloro che non fanno più i lavavetri per strada, saranno intentati di commettere dei reati più gravi. Chi se la prende la responsabilità??
Allora facciamo che coloro che collaborano per combattere il racket siano regolarizzati e assegnati un lavoro umile come quella ad esempio di pulire e sistemare le strade. Stasera ho avuto modo di notare quanti lavori sulla tangenziale di Bologna ci sono da fare e sicuramente vale per tutta Italia. Questa non è privilegiare e favorire immigrati a discapito degli italiani (anche se ci sarebbe da parlare di questo perchè non sarebbe neanche un reato trattare tutti alla pari) ma cercare una soluzione che possa accontentare tutti.


Ma che bravi che siamo noi sinistroidi cattocomunisti buonisti.
Ora abbiamo dato la stura ai sindaci di dx, che strumentalmente si serviranno dell'ordinanza fiorentina per prendere a calci nel culo marocchini, sinti, rom ecc.
Si serviranno del nazista "raus" e manco li potremo accusare di razzismo.
Continuiamo così, bravi tafazzi.


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