
Originariamente Scritto da
furbo
» 2007-08-25 19:29
Coldiretti: pane cresce di 12 volte rispetto a grano
ROMA - Nel processo di trasformazione da grano a pane il prezzo si moltiplica di almeno dodici volte e per altri derivati dei cereali come pastasciutta, dolci e biscotti fino a 70 volte nel passaggio dal campo alla tavola. Lo denuncia in una nota la Coldiretti precisando che "con un chilo di grano dal prezzo di circa 20 centesimi si riesce a produrre, con la trasformazione in farina e con l'aggiunta di acqua, un chilo di pane che viene venduto ai cittadini a valori di almeno dodici volte superiori e variabili da 2,4 euro al chilo per il pane comune a 5 euro e oltre per i pani più elaborati".
In riferimento allo sciopero della spesa annunciato per il 13 settembre dalle associazioni dei consumatori, l'organizzazione agricola tiene a sottolineare che "il livello dei prezzi in agricoltura non offre alibi concreti agli aumenti annunciati per i prodotti alimentari in autunno" e che i " pesanti rincari" rischiano di avere effetti negativi sui consumi domestici che, secondo i dati Ismea - Ac Nielsen, sono già pesantemente calati dell' 8,8% per il pane e del 5,4% per la pasta di semola nel primo trimestre del 2007, rispetto allo scorso anno. E la situazione non è molto diversa - continua la Coldiretti - per altri prodotti di base a rischio rincari come il latte il cui prezzo si moltiplica per quattro dalla stalla allo scaffale.
"I rincari - secondo l'organizzazione agricola - non trovano giustificazione neanche in una presunta mancanza di prodotto Made in Italy in quanto secondo l'ultima rilevazione Ismea la produzione di frumento duro nel 2007 in Italia è aumentata rispetto allo scorso anno dello 0,9% per 4,13 milioni di tonnellate, mentre per il grano tenero l'aumento è dello 0,6% per una produzione di 3,23 milioni di tonnellate". Il rischio è dunque - sostiene la Coldiretti - che si manifestino "comportamenti speculativi anche con l'aumento delle importazioni dall'estero di prodotti da spacciare come Made in Italy in assenza di una adeguata informazione in etichetta. Una situazione resa possibile dal fatto che la metà della spesa degli italiani - denuncia la Coldiretti - è oggi destinata all'acquisto di prodotti 'anonimi' di cui non si conosce la provenienza".
http://www.ansa.it/opencms/export/si...123198064.html