









Essendo fondamentalmente d'accordo con queste conclusioni, la domanda
è: chi oggi può definirsi progressista? E andando nello specifico, come rilanciare l'offensiva e passare dalla difesa (dell'esistente, lavavetri compresi) al contrattacco? Secondo me (e non ho la risposta definitiva in tasca) è questione più che di slogan e di programmi "massimi", di metodo: classi di riferimento, analisi del capitale, alleanze elettorali, interventi sul territorio, organizzazione interna del paritto, ecc.
P.S. la risposta che dai tu, la separazione netta tra tattica e obiettivi dei socialdemocratici da un lato e dei comunisti dall'altro mi sembra troppo schematica.


No la eleva sbattendo in galera i lavavetri e dimostrando ai "cittadini" che lo Stato esiste solo quando c'è da reprimere la povertà e la marginalità sociale prodotti dal sistema dominante, vero??
Perchè la disparità che esiste tra un poveraccio immigrato e un notabile inquisito per reati di interesse pubblico (corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, evasione, ecc.) è insopportabile anche per un regime liberale (uguaglianza di fronte alla legge).






Grazie, il mio sogno sarebbe scrivere un sussidiario del comunismo. Cavoli, dall'altra parte tirano su milionate di voti con slogan apparentemente da 4 soldi, che in realtà non sono da 4 soldi ma sono semplicemente congegnati in modo da essere brevi e semplici.
Il rischio è di diventare...
Allora per uscire un po'dallo schematismo provo a sostenere le mie affermazioni. Al momento rifondazione sta vivendo un disastro tattico oltre che strategico. Io credo che non puoi fare paragoni con la situazione del '19 in Germania o altro: a quei tempi c'era pur sempre la rivoluzione realizzata (in Russia), e i comunisti potevano sempre dire "si, noi ora facciamo questa alleanza qua, ma il nostro modello è quello là".
Allo stato attuale, se tieni la falce e il martello legati a questo centro centrosinistra crei una distanza troppo abissale tra quello che vorresti e quello che puoi fare. Questo lungi dal portare vantaggi, se non qualche % di voti "per affetto", svilisce in generale l'idea comunista davanti alle persone che ci credono.
Preferirei che il comunismo (e i partiti comunisti) si presentassero in questa fase, mica per sempre, come alternativi al sistema. Non è mica necessario essere al Governo per fare politica.
Unica postilla, vorrei che fosse chiara la motivazione strategica del tutto, e quindi no alle diatribe infinite "ah, voi siete venduti siete andati con il centro" "no i venduti siete voi che siete andati da soli per far vincere le destre" eccetera. QUella di stare al governo per cercare di cambiare qualcosa e quella di stare fuori sono due strade entrambe poco promettenti, quindi cerchiamo almeno di non scannarci su quale perseguire: che ognuno vada secondo coscenza.


Fai un discorso sensato, compagno anche se ora, tutta la sinistra si è ficcata in un cul de sàc dal quale non so proprio come uscirne. Temo che lo sviluppo naturale della sinistra italiana dovrà seguire un iter doloroso, il più doloroso dei quali sarà un tracollo di voti che potrebbe portare RC al lumicino. Ci sono troppe possibilità che la dx ci governi al prossimo cambio e temo anche con percentuali desolanti. Allora, forse, dopo aver toccato il fondo, i comunisti comincieranno a fare una politica vera e combattiva.
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