Manifestazione del 20 ottobre: perché il movimento gay partecipa
Manifestazione del 20 ottobre: perché il movimento gay partecipa
Non molto tempo fa vi abbiamo anticipato “Una scossa per la riscossa“, la manifestazione indetta il 20 ottobre a Roma, voluta contro il protocollo del Welfare, da una manciata di attivisti, intellettuali, politici, esponenti del movimento della sinistra e della comunità glbt.
Ora la data si avvicina e tutti coloro che sono coinvolti nell’organizzazione della manifestazione sono in gran fermento. Anche i media di sinistra tengono le orecchie ben tese. Tanto da chiedere a Rossana Praitano, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma, un’opinione, un articolo per Liberazione, il quotidiano comunista.
L’articolo, dal titolo “Fattore Celsius” è un excursus metaforico e ironico (ma poi nemmeno troppo) su tutto quanto è successo e sta succedendo negli ultimi tempi. Una critica arguta al panorama politico italiano e la conseguente motivazione del perché il movimento omosessuale si sente coinvolto e partecipe di questa manifestazione di piazza. Eccovi qualche abstract che ci riguarda più da vicino
Il caldo influisce sugli ormoni dei gay, che si affollano vicino alle piazzole, come quella di Treviso, dando pubblico scandalo e prova d’incontinenza sessuale. E’ necessario ristabilire l’ordine, fare pulizia, magari etnica, per la sicurezza dei cittadini, come ha sostenuto il vice sindaco Gentilini. Ma anche gli omosessuali che non fornicano all’aria aperta, hanno pretese che evidenziano il degrado dei tempi, così simile alla rivoluzione delle stagioni. Costoro vogliono stravolgere l’ordine naturale delle cose e della società, chiedendo pari dignità e uguali diritti. Molti politici rifiutano nettamente questa possibilità a difesa di sacri principi, altri temporeggiano e per ammansire checche e lesbiche, umanità eversiva che chiede diritti, offrono loro uno scenario mutante di acromini senza senso, tipo Pacs-Dico-Cus, che non si vuole comunque concretizzare.
Sarà per questo che molti credono che se un governo ha un programma, andrebbe rispettato. Sarà per questo che si è pensato ad una manifestazione di piazza dove si riparli di contenuti, che in quel programma dimenticato si possono trovare senza sudare troppo. E’ vero che il 20 ottobre cade in autunno, caldo per antonomasia pur se climaticamente dubbio, ma la manifestazione per quel giorno è proprio il fattore Celsius che vuole sfatare. Le stagioni sono quelle che sono, come la realtà. Un governo di centro-sinistra è sulla realtà che deve misurare la sua identità di centro-sinistra, rimanendo coerente a questa; altrimenti è come le stagioni: mutate e irriconoscibili.
da
http://www.queerblog.it/post/2301/ma...-movimento-gay
Welfare: Da Prc No Indicazione Voto, Ma Proposte A Lavoratori
WELFARE: DA PRC NO INDICAZIONE VOTO, MA PROPOSTE A LAVORATORI
(AGI) - Roma, 12 set. - Niente indicazione di voto per il referendum confederale tra i lavoratori sul welfare, ma la conferma della presenza di punti critici da cambiare in quell’accordo, evidenziati anche dalla presa di posizione della Fiom e a partire da quelli condivisi da tutta la sinistra impegnata nella costruzione di un nuovo soggetto politico unitario.
Il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, conferma che il partito, almeno per quel che riguarda la sua larga maggioranza, non dara’ indicazioni di voto nel rispetto dell’autonomia del sindacato e il ministro della Solidarieta’ sociale, Paolo Ferrero, anticipa che la “Finanziaria e’ il terreno in cui rispondere positivamente alla emergenza sociale” denunciata anche dai metalmeccanici.
Pietro Folena, presidente della commissione cultura della Camera, sottolinea: “Occorre tenere distinti il piano sindacale e quello politico, come mi pare anche la Fiom voglia saggiamente fare, perche’ certo non conviene ai lavoratori una crisi di governo e, al contempo, e’ necessario per il Paese che questo governo faccia alcune scelte di giustizia sociale”. Percio’, massimo rispetto per un evento democratico di grande portata come il referendum tra i lavoratori, il cui risultato dice Walter De Cesaris, coordinatore della segreteria Prc, “andra’ valutato con molta attenzione. E’ un voto che andra’ letto e che, comunque, non esclude la possibilita’ e l’opportunita’ di miglioramenti. Ci batteremo per cambiare il protocollo e valuteremo le modifiche sia per la loro quantita’ sia per la qualita’”.
E se da via del Policlinico viene il massimo di rispetto per l’autonomia del sindacato, si chiede anche la reciprocita’: “Per questo - dice il capogruppo Prc al Senato, Giovanni Russo Spena - penso che le forze politiche, e il Parlamento nella sua autonomia, abbiano il diritto e il dovere di intervenire anche sull’accordo per emendarlo e migliorarlo” sia sul piano della previdenza sia su quello della lotta alla precarieta’.
Nessuna drammatizzazione neppure dell’appuntamento del ‘Sinistra day’: “Il 20 ottobre - rileva Folena - serve per costruire le condizioni di una permanenza ‘felice’ della sinistra al governo, sollecitando scelte di politica sociale all’altezza delle richieste dei lavoratori e dei giovani” e De Cesaris incalza: “Intendiamo uscire da un cliche’ che ci vogliono sempre imporre e presenteremo una vera piattaforma sulla quale questa volta a pronunciarsi dovranno essere gli altri. Il terreno del confronto lo proporremo noi”. Il ministro Ferrero sintetizza: sono “i temi della redistribuzione del reddito, del sostegno ai settori piu’ deboli della societa’, delle condizioni sfavorevoli di pensionati e lavoratori e della precarieta’ a rappresentare altrettanti punti” a cui chiediamo che il governo dia risposta. (AGI)
http://www.diritto-oggi.it/archives/00028148.html
L'Autonomia del sindacato come valore assoluto
Citazione:
Originariamente Scritto da
giancar
non dicono neanche di votare no al referendum. E' proprio finita, dopo il 20 ottobre non succedera' nulla
Scusa, ma l'autonomia del sindacato dalla politica e dai partiti non è un elemento portante della nostra politica? Non possiamo dire al sindacato non devi farti influenzare dai partiti di governo,e poi andare noi a dargli la linea. Noi diciamo ai lavoratori qual'è il contenuto dell'accordo, e diciamo che il PRC è contro l'accordo, ma interferire direttamente nella vita del sindacato come partito, e non come singoli militanti, mi sembra profondamente sbagliato.