Che fare? dall'intervento di Claudio Grassi all'assemblea di Essere Comunisti
Gubbio 2 settembre 2007 - dall'intervento di Claudio Grassi
Noi dobbiamo operare in questo groviglio di contraddizioni sapendo che ciò che ci chiede la nostra gente, soprattutto i lavoratori, non è far cadere il Governo ma lottare per cambiare le sue scelte politiche. Questo è il punto e questo deve essere il nostro impegno per i prossimi mesi sui temi già all'ordine del giorno come pensioni e mercato del lavoro. Il percorso che abbiamo di fronte ci offre tutte le opportunità per fare questa battaglia fino in fondo. Le intese raggiunte devono essere modificate e per cercare di ottenerlo occorre la lotta e la mobilitazione, in Parlamento e nel paese. Il 20 ottobre deve essere una grande manifestazione di popolo e dobbiamo impegnarci per organizzare la partecipazione. Non solo. La lotta va fatta anche nei territori perciò il 20 ottobre deve essere preceduto da assemblee, comizi, volantinaggi, dove spieghiamo le nostre ragioni non solo sulla manifestazione, ma sul perché non va bene l'intesa sulle pensioni e sul mercato del lavoro.
Quaranta giorni di mobilitazione in tutto il paese con tutte le forze della sinistra disponibili e - questa volta - in piazza devono esserci anche i ministri di Rifondazione Comunista.
Questo deve essere il modo con cui noi ci rapportiamo al Governo. Un approccio di conflitto che punta a strappare risultati con l'unità delle altre forze della sinistra disponibili e con la lotta e la mobilitazione. Su questa posizione dobbiamo lavorare per spingervi il grosso del Partito e perché non sia un fatto episodico.
Anche sulla base Dal Molin di Vicenza e sul rifinanziamento della missione in Afghanistan che ci sarà in dicembre, noi dobbiamo lavorare perché tutto il Partito si mobiliti. Tra l'altro a favore di una ipotesi di exit strategy concorre il fatto che né il comitato di monitoraggio né la conferenza di pace sono state fatte e in Afghanistan, come ci ha confermato il rapporto Onu dei giorni scorsi, e la produzione di droga ha toccato livelli mai raggiunti in passato.
La manifestazione del 20 ottobre rischia di far saltare la 'Cosa Rossa'
La manifestazione del 20 ottobre rischia di far saltare la 'Cosa Rossa'
Una simulazione dei problemi della 'Cosa rossa' si e' avuta ieri sera a Torino, nel corso del dibattito alla Festa di Liberazione, dove Franco Giordano, segretario del Prc, Fabio Mussi, portavoce di Sinistra democratica, e Paolo Nerozzi, della segreteria nazionale della Cgil, erano moderati nel confronto da Lucia Annunziata. Millecinquecento persone assiepate ad ascoltare, come non se ne vedevano da tempo nella citta' della Fiat a testimoniare un indubbio spazio politico, volonta' unanime di fare dei passi avanti sulla strada dell'unita' della sinistra anche perche' il 14 ottobre, giorno dell'investitura di Walter Veltroni alla leadership del Partito democratico, si avvicina.
Ma ancora malumori per la manifestazione indetta da 'Liberazione' e 'il manifesto' per il 20 ottobre con al centro i temi della precarieta' del lavoro e il tentativo di spostare a sinistra il baricentro della politica del governo dell'Unione in vista della prossima legge finanziaria. La macchina organizzativa del 20 ottobre e' partita a pieno ritmo. I due quotidiani hanno iniziato a pubblicare le adesioni individuali e collettive. Le associazioni tematiche che hanno aderito al Partito della sinistra europea promosso dal Prc stanno riunendo i propri aderenti per ottenerne il coinvolgimento. Rifondazione e Comunisti italiani mobilitano i propri iscritti. La Fiom, dopo aver bocciato l'accordo governo-Cgil, e' intenzionata ad aderire.
Molte sezioni territoriali di Sinistra democratica e dei Verdi, malgrado le perplessita' dei loro gruppi dirigenti, hanno gia' fatto pervenire adesioni. Si sta discutendo perfino del tragitto della manifestazione e del concerto di musica rock che dovra' concluderlo. Eppure perplessita' e resistenze ci sono ancora, ad iniziare dalla sinistra sindacale di Paolo Nerozzi che punta i piedi e non vorrebbe in alcun modo che la giornata del 20 ottobre si trasformi in una manifestazione contro la Cgil che ha sottoscritto l'accordo con il governo in materia di pensioni e welfare sottoposto nei prossimi giorni al referendum tra i lavoratori. Questa posizione influenza soprattutto la discussione all'interno di Sinistra democratica che proprio questa mattina ha riunito il suo ufficio di presidenza senza trovare una posizione comune.
Ieri sera a Torino, a esplicita domanda di Lucia Annunziata (si' o no alla manifestazione?), Mussi ha risposto che dovra' pensarci ancora se aderire o meno al 20 ottobre, mentre il sottosegretario Famiano Crucianelli, dalle colonne di 'aprileonline', dice oggi: ''La manifestazione e' una incongruenza che le parole e le rassicurazioni non possono risolvere. E' una manifestazione che nasce critica con il governo e critica verso l'accordo governo-sindacati. La scelta della Fiom ha un forte riflesso politico e ipoteca natura e contenuti della mobilitazione del 20 ottobre''. Giordano cerca di rassicurare chi e' ancora critico annunciando, lo ha ripetuto questa mattina in Transatlantico a Montecitorio, che ''dopo la manifestazione, entro dicembre, si terranno gli stati generali della sinistra per rendere irreversibile la costruzione di un nuovo soggetto politico''.
Anche nella malaugurata ipotesi che Sinistra democratica non dovesse aderire al 20 ottobre, argomenta il segretario di Rifondazione, non ci sono rischi sulla direzione di marcia che deve tendere a unire e non a dividere. L'appuntamento della manifestazione del 20 ottobre rischia in effetti di fare caso a se'. Entro i primi dieci giorni di ottobre, Prc, Pdci, Sinistra democratica e Verdi incontreranno il variegato arcipelago dell'associazionismo e dei movimenti per discutere le questioni che riguardano la legge finanziaria. Proprio sulla politica economica, le quattro formazioni politiche stanno mettendo a punto da giorni un documento programmatico che sara' discusso dall'assemblea dei deputati e dei senatori che fanno riferimento alla 'Cosa rossa' prima di essere consegnato ufficialmente a Romano Prodi. In previsione delle elezioni amministrative del 2008, si sta gia' pensando a liste unitarie con una nuova sigla ('La sinistra'?) e un unico simbolo.
Questo iter - fanno presente i dirigenti di Rifondazione - puo' saltare per una manifestazione dove tra l'altro la sinistra antigovernativa (quella dei Cobas, dei gruppi sindacali di base esterni alla Cgil, dei centri sociali piu' radicali) ha gia' annunciato di non aderire, risolvendo cosi' uno dei problemi piu' spinosi del 20 ottobre? Nei prossimi giorni dovrebbe sciogliersi un altro nodo che riguarda Sinistra democratica. Il senatore Gavino Angius, i deputati Valdo Spini, Franco Grillini e Fabio Baratella potrebbero annunciare di lasciare ufficialmente il movimento di Fabio Mussi, ritenuto troppo accondiscendente nei confronti di Rifondazione, per aderire alla 'Costituente socialista' promossa dallo Sdi di Enrico Boselli.
14 settembre 2007
da
http://www.canisciolti.info/news_dettaglio.php?id=8595