Vuoi vedere che piuttosto che cancellarci dalle liste ci pemettono un uso scorretto del triculore?
....da approfondire!


Vuoi vedere che piuttosto che cancellarci dalle liste ci pemettono un uso scorretto del triculore?
....da approfondire!


....Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.....
Una cena dove dico io a chi posta esattamente cosa intendono per incapacità civile,indegnità morale oppure consigli un modo per ottenere (senza farsi troppo male) una sentenza irrevocabile che inibisca il dirito di voto.
Magari non è il caso ma paracularsi ma ribaisco la mia assoluta non volenza (almeno fino alla rivoluzione.......)


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/14/rizzostella.shtml
La parte che interessa all’argomento in corso, di un articolo di Sergio Rizzo e di Antonio Stella sul Corriere della Sera del 14 novembre 2006.
A marzo, con un pezzo della destra che denunciava l’ingordigia dei «rossi», passarono l’abolizione delle agevolazioni postali in campagna elettorale e l’eliminazione dell’anticipo: i partiti avrebbero dovuto restituire in 5 anni, nella misura del 20% annuo del totale, le somme «eventualmente ricevute in eccesso». Macché. Non solo la restituzione fu svuotata dalla scelta di non varare mai (mai) il decreto di conguaglio. Ma due mesi dopo, col voto favorevole d’una maggioranza larghissima e il plauso anche della Lega («Questa legge ci avvicina all’Europa», disse Maurizio Balocchi, coordinatore dei tesorieri dei partiti) passò un ritocco assai vistoso: da 800 a 4.000 lire per ogni elettore e per ogni camera alle Politiche. Più rimborsi analoghi per le Europee e le Regionali. Più un forfait, volta per volta, per le elezioni amministrative. Una grandinata di soldi mai vista prima. Che avrebbe portato nel 2001 le forze politiche a incassare in rimborsi oltre 165 miliardi di lire, pari a 92.814.915 euro. Una somma enorme. Eppure l’anno dopo, a maggioranza parlamentare ribaltata, mentre invitavano gli italiani a tenere duro perché dopo l’11 settembre i cieli erano foschi, i partiti erano ancora lì, più affamati di prima. Ricordate le risse di quel 2002? La destra irrideva agli anni del consociativismo cantando le virtù della nuova era dove mai i suoi voti sarebbero stati mischiati a quelli «comunisti». La sinistra barriva nelle piazze che mai si sarebbe lasciata infettare da un accordo con l’orrida destra.
Finché presentarono insieme una leggina, firmata praticamente da un rappresentante di ciascun partito perché nessuno gridasse allo scandalo (Deodato, Ballaman, GiovanniBianchi, Biondi, Buontempo, Colucci, Alberta De Simone, Luciano Dussin, Fiori, Manzini, Mastella, Mazzocchi, Mussi, Pistone, Rotondi, Tarditi, Trupia, Valpiana) che portava i rimborsi addirittura a 5 euro per ogni iscritto alle liste elettorali e per ciascuna delle due Camere. Una scelta discutibile con l’aggiunta di una indecente furberia: anche il calcolo dei rimborsi per il Senato andava fatto sulla base degli elettori della Camera. I quali sono, senza calcolare gli italiani all’estero, 47.160.244. Contro i 43.062.020 degli aventi diritto a votare per Palazzo Madama: 4.098.224 in meno. Risultato: si sono accaparrati, solo quest’anno, con quel trucchetto, 20.491.120 euro in più.


L'importante è che Balocchi è il coordinatore dei tesorieri dei partiti romani.



